PROVERBIO SALENTINO DI OGGI 12 LUGLIO 2020 – TE SUTTA NNU BUENU MESCIU NNU BUENU DESCIPULU

| 12 luglio 2020 | 0 Comments

a cura di Valerio Melcore_________TE SUTTA NNU BUENU MESCIU NNU BUENU DESCIPULU
Da sotto ad un buon maestro (esce) un buon (allievo) discepolo.
Da un buon Maestro si apprendono non solo i segreti del mestiere, ma sopratutto la disciplina del lavoro, il modo di porsi di fronte ai problemi che giornalmente si presentano, nonché il comportamento da tenere con tutti.

L’antico proverbio salentino faceva riferimento ai nostri Maestri artigiani, quelli da cui si andava o meglio si veniva mandati dai genitori per apprendere il mestiere, in quelle botteghe dove sino a qualche anno fa venivano mandati i ragazzi, tutti nessuno escluso compresi quelli che studiavano, dovevano andare a bottega nel periodo estivo.

Quelle erano le loro vacanze. E quando c’era da parte del ragazzo qualche reticenza, arrivava immediato lo scappellotto accompagnato sempre da quelle briciole di saggezza che sono i proverbi ed il padre così ammoniva il figliolo:”ciucciu, mparate l’arte e mintila te parte, ca nella vita è buenu cu sacci tuttu e cu nu faci nienti.”. Che tradotto letteralmente sta per: asino, impara l’arte e mettila da parte, e poi scherzando aggiungeva, che nella vita è bene sapere tutto e non fare niente. Che stava a significare come avere le conoscenze nei diversi mestieri, nei diversi settori della vita, ci torna sempre utile, anche quando il lavoro lo diamo da fare ad altri dietro compenso, dobbiamo essere in grado di controllare la qualità del lavoro e poter giudicare  se il denaro che ci viene richiesto è congruo rispetto a quanto eseguito.

Oggi che nelle botteghe d’arte o nelle officine artigiane i ragazzini non possono più mettere piede perché la legge lo impedisce, questo proverbio sopravvive attraverso le parole di quei genitori che mandano i figli in palestra ad imparare per esempio un’arte marziale, e quando i due sono in disaccordo perché il figlio vorrebbe andare nello stesso posto dove pratica il suo amico, o intraprendere una disciplina solo perché di moda in quel momento o magari perché l’insegnante ha un sorriso e un modo di fare accattivante che lo fa preferire al Maestro dai modi ruvidi, ecco che il padre pur senza avere l’autorità, ma neppure l’autorevolezza di quelli di un tempo, tira fuori dal cassetto della memoria l’antico proverbio: “Te sutta nnu buenu mesciu, nnu buenu descipulu” a significare che non la simpatia o la compiacenza bisogna cercare in un insegnate ma la sua competenza, la sua capacità di trasmetterci la conoscenza e l’amore che mette nella pratica.

E a proposito di maestri, ieri insieme ai miei allievi del dojo il Cavaliere e a quelli degli amici  ed insegnanti Piero Linciano e Maurizio Martina, abbiamo avuto il privilegio di poter praticare insieme al Maestro Fabio Mongardini che da Roma è venuto a passare qualche giorno di vacanza nel Salento ma non si è voluto sottrarre al nostro invito di tenere uno stage immersi nella natura nel boschetto dei Comboniani a Cavallino. Tre ore di tecniche di respirazione, di utilizzo dell’energia vitale, quella che i giapponesi chiamo Ki, e poi l’uso delle armi, del jo, una lancia corta e del bokken un’imitazione in legno della katana.     Tecniche di combattimento che pur provenendo dall’arte marziale, dall’arte della guerra e quindi della morte, nell’Aikido invece divengono tecniche di pace di rispetto per il prossimo, che vengono eseguite nella loro necessaria durezza ed efficacia solo nel caso si fosse immotivatamente aggrediti. Il Maestro Mongardini ormai da oltre un ventennio è ospite fisso della nostra terra dove ritorna volentieri per la bellezza del mare, per la sua gustosa cucina e vogliamo auguraci anche per l’affetto e il rispetto che i suoi allievi gli portano.

Nel parlare di Maestri non potevo non ricordare il compianto Maestro Antonio Lani, colui che 37 anni fa ci ha introdotto in questa bellissima Arte.

 

Category: Costume e società, Cultura

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