CARO IVAN, TI SCRIVO…

| 17 luglio 2020 | 7 Comments

Mav______Il nostro direttore Giuseppe Puppo ha pubblicato pochi minuti fa questo pomeriggio un post sul suo diario di Facebook, che qui di seguito riportiamo integralmente______

Caro Ivan Raganato,
sono triste dentro e fuori. Non pensavo potessero arrivare a tanto, a tali ripicche da ragazzini delle elementari, a simile bullismo politico che dirige anche e soprattutto la cultura e dintorni a Lecce, ma ci sono arrivati, questi comunisti con il Rolex di Rifondazione Dior…
Io non sono loro amico, e mi hanno escluso.
E pazienza se poi ero solo l’autore del testo, ci sei andato di mezzo tu, e tutti i tuoi bravissimi attori.
Mi dispiace, credimi.
Per te in particolare, che so che ci tenevi, a riportare a Lecce nel contesto della rassegna “Estate ai Teatini 2020” dopo il trionfo all’Apollo di un anno e mezzo fa lo spettacolo “La Dea Trans”, dedicato alla mitica figura della nostra concittadina Carlotta Paiano, che è poi, come in maniera unanime riconosciuto da critica e pubblico, una riflessione poetica sulla solitudine e sull’emarginazione.
Pagato a nostre spese, come pure il musical dello scorso dicembre: siamo gli unici a non aver preso soldi dal Comune, anzi ad aver dato al Comune e al Teatro Pubblico Pugliese migliaia di euro, pur di fare sia pur una tantum una proposta nuova, estranea ai giri gestiti da Lor Signori.

E adesso che c’era la possibilità non dico di guadagnarci, ma almeno di assicurare un giusto compenso agli attori senza rimetterci, niente da fare.
I soldi, li danno ai loro amici del giro del Teatro Pubblico Pugliese, della Regione Puglia, della Notte della Taranta, del Festival del Cinema, ai dibattiti da addetti ai lavori e ai cineforum dei loro compagni di cena, ultimo la Fondazione Focara a Novoli, a imprese culturali ritenute politicamente affidabili per loro, in un circuito protetto da un muro di gomma e dall’omertà su criteri di gestione e di finanziamento che li rende impenetrabili.

Ho appena visto la delibera pubblicata sul sito del Comune, e a ‘Estate Teatini 2020’ Scena Muta non c’è, la Dea Trans non c’è, no.
Ci sono invece decine di altre manifestazioni su cui non mi permetto di sindacare, dico solo che il tuo, il nostro spettacolo non avrebbe sfigurato fra di essi, va bene così?

E’ colpa mia.
Pago con questa esclusione le polemiche politiche e in particolare sulla gestione di cultura e spettacolo nella nostra città e nel nostro Salento con questa amministrazione.

Polemiche giornalistiche su leccecronaca.it che – la raccolta di dieci anni sta là a testimoniarlo – facevamo anche quando c’erano gli altri.
Ma quelli almeno rispondevano, si confrontavano, e poi facevano lavorare tutti, a cominciare dagli artisti diciamo così di diverso orientamento.

Ora, cosa c’entra la cultura, un’opera artistica, con la politica e il giornalismo? La risposta non è ‘niente’, come dovrebbe essere: la risposta invece è TUTTO. C’entra, c’entra, caro Ivan, anzi, come si dice a Lecce, centrune.

E non è vero che con la cultura non si mangia…Con la cultura si mangia, eccome, specie con i libri, e si fanno pure tante altre cose, acquisizione del consenso politico last but not least: basta essere nei giri giusti del partito unico dominante, in particolare ben accetti alla corte autoritaria e totalitaria instaurata da quello che disse di voler essere “il sindaco di tutti”. Il primo giorno, poi se lo dimenticò ben presto, per costruire piano piano, come sta facendo, un regime da nomenklatura vetero Unione Sovietica.

Category: Cronaca, Cultura, Politica

Comments (7)

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  1. Cristina Cudazzo ha detto:

    Caro Ivan..sono costernato.. perché so che lil tuo lavoro lo ami e lo fai con passione.. ti dico solo questo.. sii superiore..come sempre..come hai dimostrato sempre di essere. Prova ne sono le tue opere..che hanno sempre un successo di pubblico e critica. Avanti tutta sempre a testa alta.

  2. Anna Chiara Strafella - tramite Facebook ha detto:

    è davvero un peccato Ivan. Io alla prima all’Apollo c’ero, e ricordo bene l’accoglienza che il pubblico ha riservato a Carlotta, l’entusiasmo, la partecipazione. L’interesse vivo e generale nei confronti di una storia e un personaggio rappresentativi d’un’epoca, una mentalità, un certo modo di trattare la marginalità e l’irregolarità che, a ben vedere, non deve essere molto mutato nel tempo. è sempre una menomazione, in ambito culturale, quando una proposta non trova accoglimento e non può raggiungere il pubblico.

  3. Paolo Pagliaro ha detto:

    Caro direttore, quello che scrivi apre una finestra su un mondo di riflessioni, squarciando, in modo semplice, il velo del politicamente corretto di una sinistra che si arroga il diritto di assegnarsi il monopolio del comparto Cultura, nascondendosi dietro al solito falso perbenismo. Ti sono vicino e penso che sia giunto il momento di cambiare le cose. Questo tuo commento è già l’inizio di un cambiamento. Andiamo avanti, riusciremo prima o poi a rendere tutto più semplice e trasparente. Un forte abbraccio.

  4. Francesco Trinchera ha detto:

    Per intenderci i veterocomunisti sono quelli del PD che a Bruxelles hanno votato la mozione che equipara nazismo a comunismo? Quelli che a Lecce governano con L’UDC scudocrociata?
    Avete sempre il comunismo in bocca. Fate le vostre sante battaglie culturali, lottare per la vostra Bellissima opera teatrale ma senza nominare un idea politica che piaccia o no con l’attuale giunta non ha proprio nulla da spartire.

  5. Paolo Foresio, assessore allo Spettacolo Comune di Lecce - tramite Facebook ha detto:

    Buonasera, commento qui solo per chiarire questa spiacevole situazione visto che ho voluto prima capire cosa fosse successo. Tralasciando l’inutile polemica e i toni anche abbastanza offensivi da chiacchiera da bar, le scrivo solo per dirle che le proposte per il cartellone dovevano pervenire alla Pec del Comune. La vostra candidatura, però, non è mai arrivata all’amministrazione, perché se lei manda ad una Pec una mail da un indirizzo normale, si sa che l’operazione molto spesso non va a buon fine, come, infatti, è accaduto. Ecco svelato l’arcano, buon lavoro a lei, e anziché inventare complotti verifichi prima la prossima volta la correttezza della procedura.

  6. direttore ha detto:

    Ho letto la replica dell’assessore Paolo Foresio. Non ho ragione di dubitare della Sua parola. La riporto anche direttamente sul giornale, quale diritto di replica. Però alla stesso modo non ho ragione di dubitare della mail inviata da Ivan Raganato, del buon esito ricevuto e della mancanza di notifiche di senso contrario alla spedizione. Non voglio fare perizie tecniche e tanto meno questioni legali, a questo punto inutili, se non altro perché abbiamo tutti quanti cose più importanti da fare: diciamo che è andata così, e basta, che è stata una coincidenza significativa.

    Quanto alle critiche politiche da me espresse, di offensivo c’è solamente il giudizio espresso dall’assessore, che le considera “chiacchiere da bar” e si guarda bene dall’entrare nel merito.
    Se avessi voluto fare chiacchiere e pettegolezzi, avrei tanti edificanti episodi da raccontare, ma non l’ho mai fatto, né lo farò, sia pur tirato per i capelli. Ribadisco che le mie sono sempre state, sono e saranno critiche di merito sulla a mio avviso imbarazzante gestione della cultura a Lecce da parte di questa amministrazione.
    Questa vicenda della Dea Trans, comunque siano andate le cose, ne è solamente un piccolo dettaglio del tutto marginale.

  7. direttore ha detto:

    HO FATTO PECCATO… 🙂

    Mo chiedo scusa e faccio penitenza 🙂

    Devo ai miei amici di fb e pure ai lettori di leccecronaca.it gli aggiornamenti sulla vicenda del mancato inserimento dello spettacolo teatrale “La Dea Trans”, scritto da me e realizzato dalla Compagnia Scena Muta, nel calendario di “Estate Teatini 2020”.
    Il mio peccato è di aver pensato male, e lasciamo perdere Giulio Andreotti, mettiamo i puntini sulle u e andiamo avanti. Stiamo ai fatti.

    I fatti sono che lunedì scorso il Comune di Lecce ha scritto a Ivan Raganato dicendo che l’esclusione era dovuta a un mero errore burocratico di mancata protocollazione della domanda da lui inviata a suo tempo, e che c’era la disponibilità dell’amministrazione a inserire lo spettacolo nel calendario degli eventi della rassegna patrocinata.

    Dai contatti intercorsi in questi ultimi tre giorni fra lui e gli altri, anche con l’assessore Paolo Foresio in persona, so che non si è trattato di una dichiarazione formale, ma sostanziale, come mi ha confermato anche Maria Antonietta Vacca che ha seguito il tutto.

    Non mancano i problemi di natura economica e organizzativa che uno spettacolo del genere comporta, ma c’è la volontà di superarli, in un modo o nell’altro, a noi basta stare nelle spese vive a nostro carico e poter dare un minimo di rimborso spese agli attori.

    Adnuncio vobis magnum gaudium: c’è già la data, 8 settembre, ore 21, ai Teatini appunto a Lecce.

    Riconosco e do atto che non c’è quindi preclusione nei miei confronti da parte dell’amministrazione.

    Sono contento per Ivan e per tutti gli attori, che non c’entrano niente con le mie polemiche giornalistiche, passate, presenti e future, in particolare per Ivan, che so che ci teneva tanto a rifare a Lecce questo spettacolo, che tanto ha fatto parlare di sé e tanto continuerà a farlo.

    Ringrazio Paolo Foresio per la disponibilità dimostrata concretamente.
    Ringrazio i funzionari che stanno seguendo la faccenda.

    Aggiungo in breve due ultime cose.

    Come feci personalmente la prima volta nel dicembre 2018, per quanto poi la Sua partecipazione non si concretizzò, invito il signor sindaco l’8 settembre, visto che la serata questa volta è patrocinata dall’amministrazione: mi farebbe piacere che fosse Carlo Salvemini ad aprire la serata con una Sua riflessione sulla solitudine e sull’emarginazione, tematiche purtroppo sempre di grande attualità, anche nella nostra Lecce, specie nella nostra Lecce, e che sono poi i motivi di fondo di questo lavoro, almeno come l’ho pensato scrivendolo.
    Spero che accetti.

    Invito tutti a venirci a vedere la sera dell’ 8 settembre, per condividere in prima persona i significati che spero vorranno apprezzare di questa storia emblematica di Eros e Tanatos, di miseria e nobiltà, di ascesa agli onori della cronaca e di altrettanto rapida, amarissima decadenza.

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