L’INTERVENTO / ECCO PERCHE’ VOTERO’ NO AL REFERENDUM

| 9 agosto 2020 | 1 Comment

di Crocifisso Aloisi______

Sul taglio dei parlamentari, oggetto di quesito referendario abbinato alle imminenti elezioni regionali del 20 e 21 settembre, si nota una strana e apparentemente anomala convergenza tra diversi soggetti, anche chi fino a poco tempo era come il diavolo e l’acqua santa.

Sembra di vedere un film già visto, un copione riproposto per altre questioni dove il filo conduttore è l’ubriacatura ideologica collettiva: un popolo lobotomizzato che ha smesso completamente di ragionare.

 

E la cosa è seria se, ad alzare il gomito, sono anche insospettabili persone, intellettuali di cui mai avrei potuto immaginare prese di posizione in favore di questo obbrobrio democratico.

Ribadisco: il taglio dei parlamentari equivale ad un taglio alla democrazia.

L’Italia già occupava i bassifondi della classifica europea per l’indice del rapporto numero parlamentari/numero di cittadini (1,6 parlamentari ogni 100.000 abitanti). Con questa demagogia collettiva si scivola agli ultimi posti.

È vero, ci sono ‘fior di democrazie’ che hanno un rapporto ancora più basso ma stiamo parlando di confederazione di Stati (Usa) o di Stato federale (Germania), cioè tutt’altro rispetto alla nostra organizzazione.

La riduzione dei costi e degli sprechi, dei privilegi e delle agevolazioni di cui godono i parlamentari, sarebbe stata più efficace e più credibile, insieme alla riforma della legge elettorale che non consideri più nominati dalle segreterie (anzi, dalle lobbies, dai finanziatori e dai centri di potere).

 

In futuro le maggiori probabilità d’ingresso in parlamento saranno per i più dotati di finanziamenti, i più potenti ma anche per i più lecchini e ricattabili (in misura direttamente proporzionale al grado di ‘affidabilità’ nel dire “obbedisco”).

Lo stesso clima abbiamo vissuto durante il dibattito pubblico sul maggioritario, che doveva garantire maggiore stabilità, lo stesso clima di ubriacatura collettiva, poi abbiamo visto come è andata: dopo l’introduzione del maggioritario abbiamo quasi avuto il triplo di governi rispetto alle legislature. Il populismo prima o poi intacca un po’ tutti, a quanto pare.

 

Vi ricordate la campagna elettorale per i due referendum sul maggioritario? Mario Segni e tutta l’armata Brancaleone al seguito: “occorre abolire il proporzionale e passare al sistema maggioritario. Solo così ci potrà essere stabilità politica nelle Camere”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: col maggioritario sono caduti diversi governi perché se non si impedisce il classico “cambio di casacca” questo problema ci sarà sempre.

 

Occorre ribadire il proprio NO al taglio dei parlamentari: dire NO al taglio equivale a dire NO alla democrazia pilotata da lobbies e centri di potere nazionale ed internazionale.

L’Italia è stata la culla della civiltà e del diritto: sbattiamo fuori dalle nostre vite demagoghi, saltimbanchi e populisti con la loro propaganda da quattro denari che, facendo leva su un legittimo risentimento popolare verso una classe politica vuota, inadeguata, incapace di risolvere le questioni nodali del paese ma capace sempre di depredare risorse e rigenerarsi, vuole in realtà dare il colpo di grazia al nostro Paese utilizzando anche la buonafede di quanti cascheranno nel tranello della demagogia e del populismo, come accaduto altre volte in passato.______

 

Crocifisso Aloisi è il referente regionale per la Puglia del Movimento  24 Agosto Equità Territoriale______

Category: Politica

Comments (1)

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  1. Elena ha detto:

    Grazie, per l’utile spiegazione!

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