L’INTERVENTO / LA QUESTIONE XYLELLA AD UNA SVOLTA. RECUPERO OLIVETI AUTOCTONI: WORK IN PROGRESS

| 8 settembre 2020 | 1 Comment

di Crocifisso Aloisi______(referente regionale per la Puglia di M24A Equità Territoriale)______ per leccecronaca.it______

Fin da subito e fino ai nostri giorni ci hanno sempre raccontato che gli olivi colpiti dal disseccamento non potrebbero essere salvati.

Inutile elencare i racconta frottole, istituzionali e non, che hanno convinto larga parte dell’opinione pubblica che non c’era più niente da fare. Il risultato è stato che migliaia e migliaia di ettari di oliveti sono stati completamente abbandonati e dati alle fiamme, la produzione è quasi azzerata ed il valore dei terreni è al minimo storico, un danno triplo per le migliaia di piccoli proprietari che detengono oltre il 70% della superficie olivetata.

Praticamente un capolavoro di devastazione ed un affarone per chi ha liquidità disponibile e ha intenzione di comprarsi larga parte di una delle più rigogliose superfici pianeggianti d’Italia, cioè la nostra pianura salentina. Porte spalancate potenzialmente ad ogni tipo di speculazione e territorio alla mercé della multinazionale di turno.

Il mantra del “Non si può fare niente” ha piegato le decisioni della politica locale che ha indirizzato tutti i fondi ai reimpianti e al finanziamento della stessa filiera ‘scientifica’ (ancora!! come se non bastassero tutti i milioni di euro già stanziati in questi anni per non produrre alcuna soluzione alternativa alla devastazione del territorio).

Reimpianti bocciati a dicembre 2019 anche dal Ministero dell’ambiente che ha classificato questo intervento pubblico come SAD (Sostegno Ambientalmente Dannoso), dando così implicitamente ragione a tutti quei cittadini e volontari che in tutti questi anni hanno cercato di fermare il pensiero unico imposto all’opinione pubblica locale e nazionale.

 

A proposito, come mai le associazioni ‘istituzionali’ che da sempre si interessano di difesa del paesaggio e dell’ambiente (almeno così c’è scritto negli statuti) non hanno ancora avuto una presa di posizione contro questo Sostegno Ambientalmente Dannoso ?

In realtà non è vero affatto che non si sarebbe potuto fare nulla, e non è affatto vero che non si possa ancora fare nulla per salvare il salvabile (ma il tempo perso gioca sempre di più a nostro sfavore): in questi anni ci sono stati diversi cittadini/proprietari e diverse piccole aziende agricole che hanno portato avanti diversi trattamenti, alcuni finanziati dalla Regione Puglia, che hanno tenuto in vita e riportato alla produzione centinaia di ettari di oliveti. Gli unici, oggi, che sono indenni dagli incendi, guarda caso. Il tutto con notevoli sacrifici e di tasca propria.
Alcuni di questi protocolli hanno avuto anche pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate e dopo regolare peer rewied.

Malgrado questo, politica associazioni di categoria e altri stakeholder continuano a snobbare tali sperimentazioni e continuano con il loro ignorante negazionismo. Ma non è finita qui, oggi abbiamo la speranza di altri soggetti, provenienti anche dall’estero, che hanno iniziato a lavorare per i nostri olivi autoctoni e hanno messo a disposizione la loro struttura per trovare una soluzione al disseccamento.

I lavori sono in corso, ne vedremo delle belle. Vi aggiorneremo. In foto un secolare in zona dichiarata infetta che, nel giro di poche settimane, è passato dall’inferno del disseccamento ad una nuova fase vegetativa. Work in progress.

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Roberto ha detto:

    una bellissima notizia che in tantissimi stavamo aspettando.

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