IL CUORE IN “Subbuglio” DI ALESSANDRA PELUSO

| 30 settembre 2020 | 0 Comments

di Chiara Evangelista______

Alessandra Peluso torna tra gli scaffali delle librerie con il suo ultimo lavoro poetico: Subbuglio, edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (128 pagg. – 8,80 euro).

La raccolta è un abbraccio dell’altro, inteso come confine e sconfinamento di dimensioni e percezioni. La palpabilità della distinzione tra possedersi e amarsi è il battito della silloge che si colloca nel filone della poesia erotica, senza però aggravare la carnalità della parola e del locus amandi.

 

“È amore. Eros che non sfiora l’’o-sceno’, non si cerca una ‘scena’, significherebbe morire, e nel teatro dell’agire l’amore vive ed è il protagonista nel suo palcoscenico tra piacere e sensualità, coinvolgendo tutti i sensi compresa l’anima. Senza rapprenderla. Un invito forse inconsapevole ad amare, amarsi. Già. Abbracciare l’amore che rileva nell’altro l’incontro, la reciprocità. Il limite. Nel riconoscere il ‘limite’, il ‘subbuglio’: lo scompiglio, il tormento del proprio esistere sino a s-mascherarsi nell’altro, a congiungersi poi, sfiorando talvolta il divino”: queste le dichiarazioni dell’autrice sulla sua ultima fatica letteraria.

 

Nella lettura di Subbuglio, il richiamo alla poetessa Patrizia Valduga sorge spontaneo per antitesi. Nella poetessa veneta la parola diventa catabasi senza assoluzione: i versi provocano il lettore utilizzando un linguaggio talvolta scurrile e volgare, diventando talvolta parodia. Nella Peluso la parola è piana, eterea e impalpabile, utilizzata per tessere la trama del subbuglio interno di duelli interni e chiastici. In entrambe però l’Eros diventa bacino di esistenza.

 

Dalla prefazione di Marcello Aprile, ordinario di Linguistica Italiana presso L’Università del Salento: “L’ultima raccolta di Alessandra Peluso, è come minimo una lettura sorprendente: riesce a tenere insieme la lezione formale di Petrarca con il punto di vista femminile sull’amore, inteso questa volta più come eros che come agape, aspetto già questo di grande originalità e di cui troviamo pochi precedenti nella poesia italiana. Riesce a sublimare, attraverso un linguaggio etereo e ricercatissimo, aspetti intimi. Suggerisce, non descrive. Inspira ed espira seguendo il ritmo binario della natura, che è quello delle maree. Quello della notte e del giorno. Quello della terra e del cielo. Quello del silenzio e del suono. Quello del battere e levare. Quello della sensualità. Quello della sessualità.”

 

https://www.amazon.it/Subbuglio-Alessandra-Peluso/dp/B08HTF1JJB

 

 

 

 

Category: Cultura, Libri

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