IL METANO TI DA’ UNA MANO. AD INQUINARE

| 15 ottobre 2020 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’associazione nazionale Amici della Terra ci manda il seguente comunicato. Alla fine, abbiamo rivolto alcune domande alla presidente dell’associazione, Monica Tommasi (nella foto)______

Stop a fughe ed emissioni

Per la transizione energetica necessarie azioni urgenti per ridurre le emissioni della filiera del gas naturale. Tre proposte degli Amici della Terra nel primo studio in Italia presentato stamani. Coinvolgimento indispensabile dei paesi esportatori.

Roma, 15/10/2020 – Si è appena concluso l’evento con cui gli Amici della Terra hanno presentato il primo studio italiano che offre un quadro sui numeri di fughe e emissioni di metano della filiera industriale del gas naturale, e individua tre azioni per l’Italia e l’Europa. Per non rendere vani gli sforzi europei è indispensabile coinvolgere i paesi esportatori. Nella transizione energetica resta fondamentale il ruolo del gas naturale per la sostituzione di carbone, petrolio e nucleare.

Qui lo studio completo, presto disponibili anche tutti i materiali: https://rb.gy/asvhf7

Le conclusioni dello studio arrivano proprio all’indomani della pubblicazione della Methane Strategy europea sotto forma di comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio. La Commissaria per l’Energia Kadri Simson ha dichiarato: “Oggi abbiamo adottato la prima strategia di lotta alle emissioni di metano dal 1996. I settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti hanno tutti un ruolo da svolgere, ma l’energia è il settore in cui le emissioni possono essere ridotte più rapidamente al minor costo. L’Europa aprirà la strada ma non possiamo muoverci da soli. Dobbiamo collaborare con i partner internazionali per far fronte alle emissioni di metano dell’energia che importiamo

Nei giorni scorsi è anche stato diffuso il World Energy Outlook 2020 (WEO 2020) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) in cui si afferma che: Si è sulla strada di una maggiore trasparenza sulle emissioni di metano, con conseguenze sulla valenza ambientale delle differenti origini del gas.”

L’evento è stata la prima opportunità di discutere sul tema della riduzione delle emissioni di metano per associazioni di settore e istituzioni, tra cui la presidente della Commissione Ambiente della Camera che ha ribadito l’importanza del gas nella transizione energetica e la necessità di approfondire il quadro conoscitivo sulle emissioni sistemiche della filiera.

Le proposte degli Amici della Terra si basano su regolazione e strumenti di mercato:

  1. Adozione di una stringente regolazione con obblighi e incentivi per la riduzione delle emissioni di metano dalle reti di distribuzione, trasporto e stoccaggio a fini di tutela climatica, oggi assente.

Nella UE il 74 % delle emissioni di metano della filiera del gas naturale provengono dalle infrastrutture di trasporto e stoccaggio (21%) e dalle reti distribuzione (53%). Va espressamente implementata la regolazione vincolante di ARERA e delle altre Autorità per l’energia europee. Le Autorità per l’energia possono introdurre, senza attendere la definizione delle norme europee e la loro trasposizione nelle legislazioni nazionali, disposizioni vincolanti per l’esercizio delle infrastrutture. Le Autorità possono anche introdurre dei benchmark di performance emissiva e prevedere incentivi e disincentivi economici nella remunerazione dei gestori di reti e stoccaggi.

  1. Estensione dell’ETS (Emission Trading System) alle emissioni specifiche di metano di tutte le infrastrutture della filiera del gas naturale.

Le centrali di compressione della rete di trasporto del gas naturale e i terminali di rigassificazione sono già soggetti al regime ETS per le emissioni di CO2. L’ETS va adesso esteso alle specifiche emissioni di metano di queste infrastrutture e di tutte le altre della filiera: trasporto, distribuzione, compressione, stoccaggio. Secondo gli Amici della Terra l’ETS dovrebbe essere applicato alle infrastrutture le cui emissioni dirette di metano in termini di CO2 equivalente superano un determinato limite, come oggi già avviene per la CO2 emessa da rigassificatori e grandi compressori.

  1. Adozione dell’IMEA per le emissioni di metano di giacimenti e produzione del gas naturale, in Europa e paesi esportatori.

Applicazione di un meccanismo di “IMEA” (Imposta sulle Emissioni Aggiunte) in attuazione del Carbon border tax adjustement mechanism previsto dall’European Green Deal, alle emissioni di metano nella produzione di gas naturale estratto nel mercato interno e importato da paesi extra UE. Come previsto dalla proposta di IMEA per le emissioni di CO2 importate per i prodotti dell’industria manifatturiera, è possibile ipotizzare un meccanismo di fiscalità ambientale non discriminatorio anche per le di emissioni dirette di metano nelle fasi di estrazione e processing di gas naturale prodotto nella UE o importato da paesi extra UE. Per certificare l’intensità di emissioni di metano prodotto o importato da paesi UE, produttori e importatori possono avvalersi della la certificazione denominata “Carbon footprint” basata su norme ISO riconosciute a livello internazionale come la 14067.

La presidente degli Amici della Terra Monica Tommasi colloca le proposte presentate: “Il metano è il secondo gas oggetto delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti, su cui pesa per l’11% nella UE, ma è anche una fonte indispensabile per la transizione energetica. Crediamo che l’introduzione di strumenti di mercato efficaci come quelli proposti oggi possa costituire il perno di un set complessivo di strumenti necessario per l’indispensabile salto di qualità per la riduzione delle emissioni climalterantiIl nostro studio offre il primo inquadramento della tematica in Italia con una serie di proposte che verranno sottoposte al governo e alle istituzioni della UE, nell’ambito della consultazione sulla Methane Strategy attesa entro la fine dell’anno”

Al convegno, che è stato inserito nella cornice degli eventi del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Asvis, hanno partecipato le associazioni industriali di riferimento del settore, che hanno potuto interagire anche con i rappresentati istituzionali di ARERA, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente.______

NOSTRE CONSIDERAZIONI

(g.p.)______Avevamo pubblicato più volte su leccecronaca.it in passato studi scientifici sulla pericolosità del gas metano, a torto considerato “pulito”, e sull’improponibilità di politiche di così detta “decarbonizzazione” attuate mediante la riconversione di Cerano e dell’ex Ilva tramite l’uso del gas.

Che poi sarebbe Michele Emiliano, a proporla, con il gas del gasdotto Tap, contro cui leccecronaca.it attua da sempre una precisa e documentata battaglia giornalistica, condivisa da tanti amici e lettori del nostro quotidiano.

Personalmente, ho ancora negli occhi la faccia del top manager Tap che a me personalmente, rispondendo a precisa domanda sulle emissioni della centrale di Melendugno, a margine della conferenza stampa di annuncio avvio lavori  tenuta a a Bari il 6 maggio 2016, disse che la centrale di decompressione di Melendugno emetterà “solo vapore acqueo”.

Infatti…

Ora questi lavori sono in fase di ultimazione. Il processo penale a carico dei responsabili invece è appena cominciato, e chissà quando finirà.

Intanto la struttura, il nuovo mostro che ha devastato il nostro territorio, nonostante le violazioni e gli abusi di cui la Procura della Repubblica accusa ideatori ed esecutori, sta per entrare in funzione.

Ho letto con attenzione il report presentato oggi con un evento on line dagli Amici della Terra e soprattutto, sul loro sito, i risultati preliminari degli studi, presentati lo scorso mese di luglio, di cui ovviamente del gasdotto Tap, non ancora entrato in funzione, non si fa cenno, con la denuncia della pericolosità delle emissioni nocive rilasciate dal gas metano.

Mi pare di aver capito una cosa: che l’associazione è favorevole all’uso del gas metano e quindi alle opere così dette strategiche che lo convogliano. Non ho capito come si possa esserlo, da un lato, se dall’altro se ne denunciano e se ne documentano gli effetti inquinanti.

Che facciamo, la riduzione del danno, come si fa con i tossicodipendenti? Visto che dobbiamo avvelenarci e devastarci, almeno ci avveleniamo e ci devastiamo di meno? Non sarebbe meglio non avvelenarci e non devastarci per niente?

 

Infine, volevo sapere se gli Amici della Terra possono misurare emissioni inquinanti del gasdotto Tap, e del suo prolungamento della Snam, se saranno disposti a farlo, quando entrerà in funzione, a Melendugno e dintorni,  nell’interesse del popolo salentino, che si ritrova quest’altra spada di Damocle sulla testa, un territorio che, come dice l’oncologo Giuseppe Serravezza, “non può permettersi di accendere nemmeno un cerino”.

Ecco, l’inaugurazione è prevista – all’ultimo degli aggiornamenti dati dalla multinazionale – per metà novembre.

Vorranno esserci, gli amici della Terra, per fare un po’ di misurazioni, sugli impianti funzionanti?______

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L’APPROFONDIMENTO nei nostri articoli del 13 e del 16 agosto 2019

 

L’APPROFONDIMENTO / IL METANO TI DA’ UNA MANO…A DISTRUGGERE IL PIANETA. MENTRE LA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE DENUNCIA I PERICOLI – “Aumento del gas metano: la nuova sfida climatica” – NOI CI METTIAMO IN CASA UN ENORME GASDOTTO. GRAZIE A IDEATORI AFFARISTI E POLITICI TRADITORI DELLE PROMESSE

SUBITO IL “Patto dei Sindaci per l’Energia e il Clima”. IL PROFESSORE MICHELE CARDUCCI LO CHIEDE AI SINDACI DEL GRANDE SALENTO. MICHELE EMILIANO RIMANDATO A SETTEMBRE IN TRE MATERIE, LINGUA INGLESE, CHIMICA E FISICA, UN POCHINO IN DIFFICOLTA’: RIUSCIRA’ A RIPARARE?

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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