LA GUERRA FRA I CLAN, TUTTI I RETROSCENA DELL’OPERAZIONE DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA CHE HA PORTATO AI VENTITRE’ ARRESTI DI QUESTA MATTINA E CHE HA SGOMINATO I DUE GRUPPI RIVALI DI MELISSANO E DINTORNI

| 21 Ottobre 2020 | 0 Comments

(g.p.)______Nell’estate di due anni fa, il procuratore Leonardo Leone De Castris, nel commentare gli sviluppi delle indagini, ricordò a tutti che : “Ogni tiro di cocaina, ogni canna fumata alimentano le ricchezze della criminalità organizzata, ogni euro speso finisce nelle tasche dei mafiosi”, rivolgendosi in particolare ai tossicodipendenti”, stimati in “decine di migliaia”.

D’ estate, poi, molti di più, per l’ arrivo dei turisti.

Ma tutto l’ anno una vera e propria piaga sociale, che alimenta ulteriore criminalità, così detta ‘micro’, di rapine,  furti, scippi e quant’ altro compiuto da chi deve  trovare i soldi per la dose che non ha, sul mercato della disperazione e della morte.

Molti giovani e meno giovani rovinati, a volte per sempre, e rovinate le loro famiglie gettate nella disperazione.

Servizi sociosanitari, pur con l’ attenuante di quanto sia difficile uscire dalla droga, che appaiono carenti e lacunosi, pur con l’ impegno personale sincero e prezioso di tanti medici validissimi.

Istituzioni poi pressoché assenti su quello che dovrebbe essere l’ impegno prioritario: la prevenzione.

Tutto questo è la droga certo, non solo nel Salento, ma che nel Salento ha conosciuto da decenni ormai una rapida espansione che non accenna a diminuire, nonostante le operazioni quotidiane delle forze dell’ ordine, e che continua invece a crescere, spia evidente di un allarmante disagio sociale.

Questa mattina i magistrati, le Forze dell’Ordine, hanno sgominato quel che restava dei clan rivali che gestirono il mercato della morte e della disperazione, nella zona fra Casarano e Melissano,  per conto della Sacra Corona Unità, la cui spaccatura portò a due omicidi e ad un tentato omicidio.

Morirono assassinati, a distanza di cinque mesi l’uno dall’altro, Manuele Cesari e Francesco Luigi Fasano, vittime della faida interna al clan capeggiato dai gemelli Antonio e Ferdinando Librando.

Nella ricostruzione degli inquirenti, che li definiscono “di alta caratura criminale”, fra l’altro con la completa disponibilità di armi, si crearono due gruppi: quello “Barbetta”, costituito da Luciano Manni e dai figli Daniele, e Maicol; e quello che rimase legato ai Lubrando, guidato da Pietro Bevilacqua e Biagio Manni.

Come hanno ricostruito le indagini di Carabinieri e magistrati, ne scaturì in breve una vera e propria guerra di mafia, con vittime da entrambe le parti, per la conquista di posizioni gerarchiche all’interno della Sacra Corona Unita; e per il controllo dell’attività di approvvigionamento e distribuzione della droga, e quindi dei proventi derivanti.

C’erano in quel periodo controlli continui, pedinamenti, osservazioni anche notturne, per pianificare l’eliminazione fisica dei rivali.

Soprattutto agguati e sparatorie, fra attentati falliti e ritorsioni, come quelli del 19 luglio 2018, quando le vittime designate riuscirono miracolosamente a scampare ai colpi di arma da fuoco trovando rifugio dietro le auto in sosta; e poi andarono a riferire quanto era successo al loro capo, che, per paura di subire attentati a sua volta, si nascondeva in una località segreta, noto solamente ai suo fedelissimi, da cui ordinò la rappresaglia.

Sembra una puntata della serie tv Gomorra, ma è tutto vero, e qui nel nostro Salento: nella documentazione degli inquirenti c’è una ricostruzione completa e dettagliata.

 

Da qui l’omicidio di Francesco Luigi Fasano, avvenuto in un agguato mortale tesogli dai rivali a Melissano.

Dopo quell’episodio, ci furono dieci fermi, ma soprattutto nuove indagini, anche mediante l’uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, dal momento che in Direzione Distrettuale Antimafia maturò la convinzione che bisognasse quanto prima fermare ed azzerare i vertici dei due gruppi operanti su Melissano e dintorni.

Ci furono quindi nuove perquisizioni e sequestri, fino alla grossa operazione di questa mattina, di cui abbiamo raccontato nel nostro articolo di cronaca immediatamente precedente, contennte già i nomi di tutti gli arrestati.

Nel frattempo gli inquirenti hanno rese note nel dettagli le accuse agli arrestati. In particolare, a Luciano Manni, Maicol Manni e Angelo Rizzo, insieme a Daniele Manni, in giudizio in separata sede, vengono contestati i reati di tentato omicidio e porto illegale di armi, per l’agguato del 19 luglio 2018; sono state poi meglio specificate e articolate anche ad altri indagati le accuse per il traffico e lo spaccio della droga; ricostruiti episodi di estorsione, e di tentata estorsione, attuati nei confronti di chi non pagava le dosi.

Nel corso delle indagini, oltre agli arresti e ai fermi riportati, sono stati effettuati numerosi riscontri, con sequestri di sostanze stupefacenti, cocaina, eroina, hashish e marijuana.

Ma le indagini sono state condotte con la preoccupazione da parte degli inquirenti di non scoprirsi troppo e di non dare visibilità a quanto stavano organizzando, fino alla grossa operazione di questa mattina..

Una strategia che si è dimostrata vincente, e che ha portato ai risultati di perseguire gli omicidi e i tentati omicidi verificatisi, e di sgominare i due gruppi criminali rivali.______

LA RICERCA nel nostro articolo immediatamente precedente

LA GUERRA FRA I CLAN PER IL DOMINO NEL MERCATO DELLA MORTE DELLA DROGA, IL SUD SALENTO COME LA NAPOLI DI GOMORRA. QUESTA MATTINA VENTITRE’ ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE. TUTTI GLI ARRESTATI

 

 

Category: Cronaca

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