INAUGURATA IN MODALITA’ TELEMATICA A LECCE LA XXI EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO. SI INIZIA CON LA MOSTRA DEDICATA AD ALDO FABRIZI

| 1 novembre 2020 | 1 Comment

di Chiara Evangelista______

Il virus non ferma il cinema. È stata inaugurata ieri la XXI edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce. La kermesse cinematografica sarà online dal 31 ottobre al 7 novembre sul sito del Festival. È prevista la visione on demand dei film in programma su un’apposita piattaforma streaming e gli incontri con i protagonisti dell’evento saranno trasmessi anche sui canali social del Festival.

 

“Si tratta di una grande prova di resilienza e di una dimostrazione di cura per il proprio pubblico, in un tempo così difficile per il settore del cinema e per tutti noi” dichiara Simonetta Dellomonaco, presidente di Apulia Film Commission. “La manifestazione è stata capace non solo di riproporsi in modalità telematica per garantire ad un pubblico ancora più ampio la sua programmazione di qualità ma anche di arricchirsi con numerosi appuntamenti in live-streaming con gli attori, i registi e i protagonisti della XXI edizione che avrebbero dovuto presenziare all’evento. 

Ci auguriamo che la città di Lecce, magnifica cornice di questo festival, torni ad essere presto protagonista con le sue location di pregio e con il calore e la passione per il cinema dei suoi abitanti”.

 

Il Festival è stato inaugurato con la mostra “il maestro Aldo Fabrizi”, per ricordare, a trent’anni dalla scomparsa, una delle icone più rappresentative del cinema comico italiano. La mostra è visitabile presso il Castello Carlo V di Lecce (ingresso libero, dal 31 ottobre al 7 novembre, ore 9.30 – 13.00 | ore 16.00 – 20.00).

 

L’esposizione si focalizza per lo più sulle opere dirette dall’attore romano, noto al pubblico per i suoi ruoli interpretati nelle commedie (ad esempio “Guardie e ladri” di Monicelli con Totò). Insieme ad Alberto Sordi e Anna Magnani è una personalità essenziale per la rappresentazione della “romanità” in ambito cinematografico.

 

La nipote Cielo Pessione, curatore della mostra, introduce così la figura di Fabrizi:

«Dell’attore aveva ben poco. Non era vanesio, non raccontava aneddoti, non si specchiava negli occhi degli altri né si compiaceva degli sguardi adulatori o curiosi. Era sempre stato un autore invece, un poeta, uno scrittore ancora prima di essere attore e continuò ad esserlo sempre, durante tutta la sua carriera. Scriveva poesie fin da ragazzetto, poi cominciò a scrivere canzoni e poi i primi monologhi teatrali, le commedie, i soggetti e le sceneggiature. E nel 1948 si mise quindi in testa di fare anche il regista. E nel giro di 9 anni firmò regia, sceneggiatura e spesso anche soggetto e produzione di ben 9 film di cui fu anche l’interprete.

Una produzione prolifica, variegata nei generi e ambiziosa che gli procurò più delusioni e grattacapi che soddisfazioni e guadagni».

 

Sono esposti le fotografie ritraenti i backstage dei film, alcuni costumi di scena, le locandine delle pellicole e le sceneggiature. Ma la vera chicca della mostra è senz’altro la proiezione del documentario di Luca Verdone “Fellini & Fabrizi: lo strano incontro”.

Nel filmato viene raccontata l’amicizia tra Federico Fellini e Aldo Fabrizi fino al momento della sua rottura a causa di un “tradimento” da parte di Fellini. Il regista riminese infatti aveva promesso il ruolo di Trimalcione per il “Satyricon” a Fabrizi, ma Fellini alla fine diede la parte ad un attore non professionista, rimangiandosi la parola data.

“Il documentario” – spiega il regista Luca Verdone – “racconta l’incontro tra due geni. Fabrizi poeta della realtà, con i suoi personaggi tratti dai mercati e dalle strade romane, un regista neorealista ante litteram. Fellini si nutre di tutta questa materia per trarne un realismo dell’immaginazione. La loro fu un’amicizia contrastata perché troppo intima e stretta”. 

 

Fabrizi fu infatti essenziale per l’iniziazione alla regia del giovanissimo Federico Fellini. Si incontrarono nel giugno 1939 al cinema Corso di Roma. Federico prima di diventare Federico Fellini era un giornalista che si manteneva scrivendo articoli per riviste locali e nazionali.

Nel frattempo però si abbeverava alla fonte di Fabrizi da cui “rubava” battute e scene comiche che gli sarebbero poi state utili per la realizzazione della sue pellicole. Senza Fabrizi non avremmo avuto Fellini.

La mostra permette di rimettere al centro uno dei personaggi del nostro cinema lasciato ai margini, per diffidenza, dai critici cinematografici.

 

 

Category: Cultura, Eventi

Comments (1)

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  1. Elena Vada ha detto:

    Sono tanti i “caratteristi” del cinema italiano, non valorizzati dalla “critica cinematografica” dell’epoca. Le cosiddette “spalle”, senza le quali, però, non sarebbero emersi i grandi protagonisti. La lista è lunga. Ma, evviva Fabrizi!

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