VITE PARALLELE DI KRISTIN HERSH E CHRISTINE IX

| 14 novembre 2020 | 0 Comments

di Roberto Molle______

Se c’è un ambito in cui le donne se la giocano alla pari con gli uomini è quello musicale; a volte riuscendo a imporsi con un’autorevolezza che fa dell’eleganza la cifra che le caratterizza. Da Mina a Cristina Donà, da Patti Smith a Chrissie Hynde e Richie Lee Jones, la lista potrebbe protrarsi per ore.

Proprio su due di loro vogliamo concentrarci e approfondirne la conoscenza: un’americana e un’italiana.

La prima si chiama Kristin Hersh (nella foto a sinistra), è nata 54 anni fa ad Atlanta (Georgia, Stati Uniti), la seconda molto più giovane, col nome d’arte di Christine IX (nella foto a destra) ha radici salentine e cuore assoggettato a sonorità in qualche modo affini a quelle della Hersh.

 

Realtà e tempi molto diversi per le due, certo. Ma qualche punto di contatto tra loro c’è, dal modo in cui tengono la scena nei concerti, al fatto di scriversi le canzoni da sole, e poi perché hanno militato entrambi in band fondate da loro prima di intraprendere una carriera solistica.

 

Personalmente apprezzo la cantautrice americana da una ventina d’anni, scoperta in concomitanza dell’uscita del suo quinto album (“Sunny border blue”) e ho conosciuto Christine IX da non molto, ma posso dire che trovo abbiano lo stesso appeal, lo stesso piglio nel suonare, lo stesso mood nel proporre le loro canzoni.

E allora conosciamole meglio queste due musiciste scivolando nella loro vita artistica.

 

Nel 1982 a sedici anni, Kristin Hersh viene investita da un’auto mentre è in bicicletta. Da quel momento comincia a soffrire di disturbi psichici erroneamente diagnosticati come schizofrenia e bipolarismo, prima di essere identificati come disturbo da stress post-traumatico e disturbo associativo.

In quel periodo vive a Newport e frequenta la Rogers High School, ha una sorellastra di nome Tanya che come lei è appassionata di rock ed entrambi suonano la chitarra, cantano e scrivono canzoni.

Da qui a fondare un gruppo il passo è breve. Nascono così “The Muses”, la loro musica rientra in quel genere che proprio in quel periodo comincia a contare tra le sue fila numerose altre band: l’alternative-rock, meglio identificato come alt-rock. Di lì a poco quando al gruppo si aggiunge l’ottimo batterista David Narcizo, il nome della band cambia definitivamente in “Throwing Muses”.

Come detto, Kristin e la sorellastra Tanya sono le autrici delle canzoni dei Throwing Muses, la loro composizione è caratterizzata da ritmi mutevoli e creative progressioni di accordi, da testi surreali e fuori dagli schemi.

La scrittura candida di Kristin (spesso tocca il tema delle malattie mentali, altre volte ritrae personaggi della vita reale), lo stile pop e le armonie vocali di Tanya, l’insolita tecnica del batterista Narcizo (che evita l’uso dei piatti), hanno portato i Throwing Muses a riscuotere un certo successo come band indipendente e a contare su un pubblico di culto.

Scoperti dal lungimirante produttore Ivo Watts-Russell che li mette sotto contratto con la sua etichetta 4AD, incidono dieci album in studio e quattro dal vivo.

Nel 1992, a poco più di dieci anni dalla nascita dei Throwing Muses, Kristin Hersh decide di intraprendere una strada personale e solitaria come autrice, musicista e cantante.

Kristin, figlia di genitori hippy (che quando lei ha undici anni si separano) e nipote di nonni battisti, esorcizza attraverso la musica e il litio le su difficoltà psicologiche e le sue canzoni spesso tradiscono avvenimenti vissuti in prima persona.

Sarà proprio l’inizio della carriera solistica a spingerla ad abbandonare i farmaci e convogliare nel suo primo album (“Hips and makers”) parte di quella energia che la aveva accompagnata fino a quel momento. “Hips and makers”, prodotto da Lenny Kaye, ospita uno splendido duetto di Kristin e Michel Stipe (dei REM) nel brano “Your Ghost”.

Un nutrito numero di album in studio e dal vivo, concerti in tutto il mondo, quattro figli portati sempre con lei in tour e un marito suo manager (Billy O’Connell).

Una carriera ineccepibile arricchita dalla scrittura di un’autobiografia (“Rat Girl”, 2020) e da un volume (“Non fare stronzate, non morire”, tradotto in italiano nel 2019) dedicato all’amico musicista Vich Chesnutt, scomparso nel 2009.

In mezzo a tutto questo, Kristin Hersh ha trovato il tempo per fondare un’altra band (gli “50 Foot Wave”) sempre in ambito alt-rock e continuare a far parte dei Throwing muses attraverso gli anni. Nel 2020 è stato pubblicato l’ultimo album dei Throwing muses (“Sun Racket”).

 

Meno turbolento e forse più metodico, il percorso della leccese Christine IX (pseudonimo di Cristina C.).

Si avvicina alla chitarra da naif nel 1994. Dal 1999 è la cantante e musicista di diverse formazioni. Dal 2003 al 2007 è la vocalist dei “Nahema”. Nel 2007 fonda la band delle “Shotgun Babies”, con la quale pubblica un extended play, due album e svariate compilation.

Suonano un po’ dappertutto in Italia, anche da spalla a nomi illustri, a cominciare da Giorgio Canali (CSI, PGR) e Il “Santo Niente” (lo splendido progetto di Umberto Palazzo), fino agli “Assalti Frontali”. Gli Shotgun Babies hanno anche collaborato con la cantane e scrittrice no-wave Lidya Lunch.

Nel 2010, Christine diventa Christine IX e avvia un progetto solista creando composizioni e arrangiamenti servendosi di una loopstation.

Nel 2015 dà alle stampe il suo primo album solista (“Can I Frame The Blue?”), una sorta di commistione di grunge, new wave e alt-metal. Segue un tour di presentazione che riscuote buona risposta di pubblico e critica. Ancora altre collaborazioni importanti, con la scrittrice Loredana De Vitis e con il poeta Gianluca Conte.

Del 2019 è l’uscita del secondo album solista di Christine IX, si chiama “Crosses and laurels” ed è stato scritto e suonato per la quasi totalità dalla cantante, con l’apporto di Luca Greco alla batteria e di Katija Di Giulio al violino.

Indubbiamente un album coraggioso che si muove tra le onde dell’alt-rock, la malìa di sferragliate grunge e la suggestione di venature gothic.

Un disco pervaso da lirismo e suoni che scavano in profondità mettendo in luce l’eclettismo di Christine. La percezione è di un’artista in movimento, nel pieno della sua fase creativa.

 

Kristin Hersh e Christine IX, chissà se potessero incontrarsi cosa si direbbero. Quello che a prima vista colpisce sono gli splendidi e ammalianti occhi blu di Kristin e quelli scuri e magnetici di Christine; e all’ascolto… quell’irrequietezza che le accomuna quando imbracciano una chitarra e hanno un microfono dove consegnare la loro voce.

 

 

Per ascoltare Kristin Hersh e Christine IX

https://www.youtube.com/watch?v=TI8SWd7iYWI&ab_channel=What%27sforafters%3F

https://www.youtube.com/watch?v=G0ssg27e04I&ab_channel=KEXP

https://www.youtube.com/watch?v=Yf8ArRyI8Zw&ab_channel=ChristineIX

https://www.youtube.com/watch?v=WejE2dIeFbw&ab_channel=ChristineIX

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cultura

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