LA POLEMICA / FORUM AMBIENTE E SALUTE. E DELUSIONE / ANCHE QUELLI DI emergenzaclimatica.it SONO ‘perplessi’ SULLA LETTERA APERTA DI GIOVANNI SECLI’. PER leccecronaca.it LA LORO REPLICA. COSTRUTTIVA

| 17 novembre 2020 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Angelo Gagliani, a nome della redazione di emergenzaclimatica.it ci scrive (nella nostra foto, un dettaglio della manifestazione tenuta a Lecce l’ 11 giugno 2016).______

 

La lettera di Forum Ambiente e Salute di Giovanni Seclì ci lascia perplessi.

Intanto, viaggiando sulla superstrada Brindisi – Lecce, strada fatta mille volte negli ultimi anni, vediamo rinverdire gli ulivi dati per morti all’altezza di Torchiarolo, Squinzano. Anzi, gli ulivi secolari seccati, ma opportunamente potati, all’altezza di Surbo, sono rinverditi sulle potature, dove queste non erano capitozzature, e lo possono vedere tutti dalla superstrada.

Invece a nord di Brindisi, gli alberi sono appena intaccati dal disseccamento, e molti agricoltori stanno implementando le svariate sperimentazioni scientifiche e non, proprio per salvare gli ulivi.

 

Normalmente, se c’è una calamità naturale, come può essere la Xylella, lo Stato sovvenziona risarcimenti per i danni agli agricoltori: solo in Puglia non c’è. Si danno invece finanziamenti per estirpare una coltura tradizionale storica…

 

Per esempio nel Comune di Carovigno, inizio della Piana degli Ulivi Monumentali, dove ARIF tramite la Regione continua a estirpare ulivi secolari dopo mesi e anche un anno dai decreti di abbattimento, abbattimenti inutili se eseguiti dopo tanto tempo e in contrasto con la ultima Decisione Europea di agosto 2020 che ridisegna la zona buffer, decisione non attuata dalla Regione.

In realtà la Regione Puglia non ha mai seguito le Decisioni Europee sulla Xylella: la decisione UE 2015 è stata recepita dalla Regione Puglia con il DGR 1848/2018, cioè 3 anni dopo, aggiungendo una zona ex contenimento non prevista, dove sono stati abbattuti illegalmente dalla Regione migliaia di ulivi anche millenari. La Commissione UE se ne è accorta, dopo le nostre denunce, e la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per monitoraggi non fatti nei tempi consentiti, e per essersi concentrata con gli abbattimenti sulla zona infetta, invece di eradicare in zona buffer.

Ma la Regione è andata avanti sulla sua strada ed è fioccata l’infrazione europea nel luglio 2019. Allora la Regione in Aprile 2020 ha finalmente recepito in modo corretto la decisione UE del 2015, ma ha continuato ad abbattere gli ulivi nella ex contenimento illegittima. 62 agricoltori il 28 maggio sono stati indagati per manifestazione non autorizzata a Serranova per aver difeso i loro ulivi contro gli abbattimenti illegittimi della Regione. Ma la Regione ha giustificato tali abbattimenti come “continuità amministrativa degli atti intrapresi”, seppure illegittimi.

Nell’agosto 2020 è uscito il nuovo regolamento UE che restringe ancora di più la zona buffer dove è obbligatorio abbattere gli ulivi infetti, ma naturalmente la Regione non riconosce tale decisione e continua ad abbattere a Ostuni, Cisternino e persino in questi giorni ancora a Carovigno, nella prima zona ex contenimento, e ciò per una decisione personale del Direttore dell’Ufficio Agricoltura della Regione.

 

Cioè, in piena emergenza Xylella, la Regione è stata per un anno e mezzo senza un Assessore all’Agricoltura (dopo le dimissioni di Di Gioia), con l’ARIF commissariata da due anni, con il primo Commissario che si è dimesso insieme a un sub commissario, con un Direttore Ufficio Agricoltura, il dottor Gianluca Nardone indagato per truffa alla UE per fondi all’Università di Foggia, con il dottor Tedeschi che firmava i decreti di abbattimento, sparito dalla Regione… Il miglior modo per gestire una emergenza…

 

Giovanni Seclì parla di monocoltura dell’ulivo e mancanza di biodiversità come causa della crisi olivicola causata dalla Xylella: ricordiamo che storicamente questa “monocultura” dell’ulivo si è sviluppato nel corso di migliaia di anni, ed è ed è stato per millenni un modello agricolo vincente per il Salento, senza nessun problema, e che ha fatto diventare il Salento uno dei paesaggi più visitati e apprezzati del mondo.

L’altra monocultura del tabacco è stata abbattuta negli anni 70, mia madre ci lavorava, poi hanno decretato la fine dei vigneti e pergole, distruggendo gli stabilimenti viticoli e tutto l’indotto a Brindisi negli anni 80, poi è stata distrutta la monocultura del grano coi prezzi ribassati a 15 euro al quintale, ora tocca agli ulivi?

 

Al posto delle “monoculture” tradizionali non è subentrato niente: i terreni sono stati abbandonati. La monocultura tradizionale è diversa dalla monocultura industriale che vogliono introdurre ora con la FS17 Favolosa a filari…

E che, con il grande fabbisogno di acqua di queste nuove monoculture industriali, non possiamo permetterci in tempi di emergenza climatica e desertificazione del suolo. Forse Seclì non si ricorda che anche da noi, come ancora fanno nel barese, sotto gli ulivi si piantavano gli orti e le colture di verdure. E che c’è un vincolo paesaggistico sui nostri ulivieti e muretti a secco, apprezzati da tutto il mondo.

 

E intanto il nuovo Regolamento UE sull’emergenza Xylella dice che l’eradicazione in zona infetta è inutile, perché ormai il batterio è endemico: non serve abbatere gli ulivi se sono oltre 300 le piante ospiti e attaccate dal batterio.

 

E la stessa Decisione UE permette, dopo nostre osservazioni alla Commissione UE, di reimpiantare tutte le specie autoctone, e non solo la FS17 o il Leccino, come fa la legislazione regionale e nazionale.

Il Ministero dell’Ambiente stesso ha dichiarato a luglio 2019 il finanziamento al reimpianto di solo FS17 e Leccino come Sussidio Ambientalmente Dannosi, perché minaccia la biodiversità…

 

Gli innesti sui monumentali della Piana: anche i progetti finanziati dalla Regione e persino Melcarne hanno abbandonato la soluzione degli innesti di FS17 o leccino sui monumentali: ne è prova anche gli innesti fatti l’anno scorso sul monumentale di Piazza Sant’Oronzo a Lecce, seccati a maggio 2020, come denunciato dal Movimento No TAP/SNAM di Brindisi, e che persino ritenuti assurdi dal presidente degli agronomi di Lecce in un servizio di TeleNorba.

L’ebanistica: si, un fenomeno artigianale e folcloristico, ma che non potrà assorbire le tonnellate di legno di ulivi che stanno abbattendo…

Il Museo degli Ulivi Monumentali Morti: un vero museo degli orrori: ma come ti viene in mente? Facciamo un paesaggio tipo Romagna con filari di frutteti (ma non abbiamo la lro disponibilità di acqua) e ogni tanto ci mettiamo un museo degli ulivi secolari morti, per ricordare la nostra storia… Ci siamo venduti millenni di storia, siamo ormai estinti… Ma che cavolo dici, Giovanni Seclì???

 

Abbiamo molte proposte per arginare il malgoverno dell’emergenza fatta dalla politica in questi anni:

 

Alcune nostre proposte:

  • Risarcimento danni agli agricoltori per il prodotto perduto a causa dell’emergenza Xylella, come si fa in altri catastrofi agricole e danneggiamenti nel Nord, considerando che gli ulivi fanno il carico ogni due anni
  • Risarcimento e riconoscimento delle giornate ai lavoratori stagionali e avventizi
  • Finanziamento a cure e sperimentazioni contro la Xylella: perché non si fa come vaccino per il covid? Solo una certa oligarchia può gestire l’emergenza? Perché non si possono mandare campioni di rami infettati, isolati ermeticamente, a Università e Centri di Ricerca internazionali?
  • Implementare e sostenere le esperienze degli agricoltori come a Carovigno in cui si stanno provando tutte le sperimentazioni (Serranova) e mettere le esperienze in un database comune, gestito da ricercatori e professori
  • Giustizia climatica: sospendere gli abbattimenti inutili e salvaguardare il territorio, con i suoi ulivi, i muretti a secco, l’alternanza tra uliveti e altre colture, come mandorli, fichi, frutteti per preservare la biodiversità
  • L’obbligo delle buone pratiche agricole o l’affidamento dei terreni.

 

Noi vogliamo ripristinare il nostro paesaggio di ulivi e muretti, conservare la storia dei nostri nonni, curare i nostri ulivi vecchi, come si sta facendo coi nostri nonni colpiti da Covid: non li uccidiamo perché malati, ma li curiamo; come facciamo coi nostri monumenti: non li abbattiamo e ci costruiamo una chiesetta i ncemento armato moderna, solo perché è crepato il tetto, ma li restauriamo. Lo stesso dobbiamo fare coi nostri ulivi patriarchi lasciateci dai nostri nonni.______

LA RICERCA nel nostro articolo del 12 novembre scorso

XYLELLA / FORUM AMBIENTE E SALUTE. E DELUSIONE

 

Category: Cronaca, Politica

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