OPERAZIONE ANTI STALKING DELLA POLIZIA DI STATO

| 19 novembre 2020 | 0 Comments

(e.l.)______Una brutta storia di atti persecutori arriva questa mattina da Taurisano, dove, dopo una complessa attività d’indagine durata diversi mesi, gli agenti della Polizia di Stato del locale Commissariato (nella foto), coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecce e, per la natura del fatto, coadiuvati anche da un consulente informatico, è stata indagata una donna di 44 anni del paese per il delitto di: “atti persecutori”, perpetrati, sfruttando le enormi potenzialità offerte dalla tecnologia odierna, nei confronti di un’altra donna.

Da un incontro casuale accaduto circa cinque anni fa è nato un rapporto amicale tra la 44enne e la vittima.

All’inizio del rapporto, quest’ultima, mossa a compassione per le tante disavventure vissute dalla donna, decise di starle vicino e darle quel sostegno morale di cui aveva bisogno, consentendole di entrare nella cerchia delle proprie amicizie, della propria casa, della propria famiglia.

Nel corso del tempo, la vittima però intuisce che probabilmente le disavventure della donna non erano legate solo all’ineluttabilità della vita, ma anche e soprattutto ad una naturale tendenza a mettersi nei guai, ragion per cui, anche allo scopo di tutelare la propria incolumità e quella della propria famiglia, decideva di allontanarsi dalla donna e non coltivare più siffatto rapporto d’amicizia.

Decisione, questa, da cui scaturisce una reazione alquanto inaspettata.

Comincia il calvario della vittima, 40 anni e professionista del luogo, che già nel primo di una lunga serie di episodi subiva sgomenta, nel suo studio, la rabbia ed il livore della donna che minacciosamente le inveiva contro.

Seguiranno ancora svariati episodi in cui la donna (stolker) recapitava missive anonime dal contenuto denigratorio finalizzate a compromettere il quotidiano equilibrio familiare, coniugale e professionale; altri in cui la pedinava o la seguiva in auto; altri ancora in cui accedeva, per il tramite di applicazioni illegali, ai suoi social network nonché alla sua casella di posta elettronica, costringendo la vittima a vivere in un clima di costante angoscia, deprivarla delle normali condizioni di tranquillità ed indurla a temere fondatamente per la propria incolumità.

Le continue vessazioni, denigrazioni e violazioni della privacy indurranno la vittima a presentare, nel giugno di quest’anno, una dettagliata querela, da cui partirà l’indagine, all’esito della quale il Pubblico Ministero, acquisiti gli elementi probatori necessari, ne dispone la chiusura, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio.

La donna, che ha a suo carico analoghi precedenti di Polizia, è ora indagata per il reato di “atti persecutori” .

Category: Cronaca

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