ARTISTI SALENTINI / E’ MORTO IL MAESTRO GIUSEPPE NICOLARDI, AUTORE DEL SIMBOLO IDENTITARIO DEI LECCESI

| 4 gennaio 2021 | 2 Comments

di Raffaele Polo______

Quante volte siamo passati  sulla Lupa di Piazza Sant’Oronzo, attento a calpestarle le parti basse, in uno spontaneo e ingenuo tentativo di cercare la fortuna? D’altronde, si fa così ovunque, c’è la processione a Milano, sotto la galleria, per il toro raffigurato sul pavimento, lo stesso a Torino in piazza San Carlo, vogliamo essere da meno noi leccesi?

 

E il bello è che, come un po’ tutte le cose belle di casa nostra, di questo mosaico con lo stemma che ha il posto d’onore nella bella piazza del capoluogo salentino, non ne sappiamo granché.  E doveva abbandonarci, ieri, ad età avanzata, a 95 anni, il maestro Giuseppe Nicolardi, perché familiarizzassimo con il nuovo personaggio che viene inserito, d’autorità, nel pantheon dei grandi leccesi.

Almeno per qualche giorno (labile e volubile è la nostra memoria storica) saremo grati all’abile artigiano di Tricase che ha voluto, agli inizi degli anni Cinquanta, una sorta di gemellaggio tra il ‘suo’ mare e la città di Lecce, trasportando pietre e piastrelle dal profondo Sud, per realizzare il grande mosaico che, proprio in quegli anni, venne inaugurato, poco prima dell’orologio di un altro salentino sconosciuto, Francesco Barbieri, che fece parlare per quello che fu definito il più grande orologio pubblico del mondo, bellissimo e ricco di suggestive simbologie.

 

La lupa di Nicolardi è un compito e vasto mosaico restaurato di recente, con evidente scelta grafica legata al periodo fascista, di quando cioè fu realizzata l’intera piazza, che si sposa perfettamente con lo stile  molteplice e sorprendente dell’intero isolato. E il fatto che il materiale di cui è costituito venga dalle zone di Leuca e Tricase, è un valore aggiunto che pochi o nessuno conoscono: una vera e propria simbiosi coi nostri mari e con tutta la tradizione salentina fatta anche di sospirati successi calcistici e voglia di crescere e imporsi…

La lupa, insomma, come quella capitolina, la dice lunga sullo spirito della nostra gente, che è impersonificato proprio da quest’animale nero e pieno di forza che è tra i più graditi simboli araldici.

Adesso che Giuseppe, il maestro Nicolardi, se n’è andato, lo ricordiamo perché ci ha lasciato un segno importantissimo della sua arte, peraltro presente anche al Teatro Politeama (provate a cercare e capirete subito dove è la sua opera…)

Onore a questo bravo e umile artista, dunque.  Quando saremo in Piazza Sant’Oronzo, soffermiamoci ad ammirare la ‘nostra’ lupa e ricordiamocelo questo nome che sa di vento e di mare: Giuseppe Nicolardi.

Category: Cronaca, Cultura

Comments (2)

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  1. Carlo Salvemini, sindaco di Lecce - tramite mail ha detto:

    “Un saluto commosso per Giuseppe Nicolardi, autore di uno dei simboli popolari per eccellenza della nostra città, il mosaico della Lupa di Piazza Sant’Oronzo, e di altri pregevoli lavori che hanno adornato gli edifici della Lecce moderna.

    Interprete di una città operosa, in pieno rilancio nel secondo dopoguerra, in sua presenza avemmo la gioia di riconsegnare alla città il mosaico dopo il restauro concluso nel luglio del 2017.

    La sua testimonianza vivace e orgogliosa è il ricordo più emozionante che conservo di quel pomeriggio. Oggi ci stringiamo alla famiglia, che lo ha accompagnato amorevolmente fino alla fine. A loro le mie condoglianze personali e da sindaco, in rappresentanza della città”.

  2. Giuliana Silvestri ha detto:

    Non ho mai saputo chi fosse l’autore del bellissimo mosaico, ma una cosa è certa: sin da bambina, tutte le volte che passavo sulla piazza con il calpestio delle mie scarpe, rimanevo un po’ impressionata da quella lupa, quasi fosse vera, con gli occhi vispi e i denti bene in vista, quasi esibiti in un sorriso beffardo;poi, col tempo, ho capito che quel capolavoro eseguito con abile maestria da un artista salentino, esprime una bellezza senza eguali oltre a rappresentare lo stemma della città di Lecce di cui essere fieri e orgogliosi. Grazie maestro!

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