E’ QUI LA FESTA? E’ ANCORA POLEMICA – “fino all’ultimo respiro” – SULLA FICTION RAI CHE HA GIRATO ALCUNE SCENE AL PRONTO SOCCORSO DELL’ OSPEDALE VITO FAZZI

| 12 febbraio 2021 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Il consigliere comunale di centro destra Giorgio Pala con un post sul suo diario Facebook questa mattina è ritornato sulla vicenda della fiction Rai “Fino all’ultimo respiro”, che, per quanto di ambientazione barese, presenta alcune scene girate alla fine del mese scorso  all’interno del Pronto Soccorso del Vito Fazzi.

Ci ritorna perché ieri, finite le riprese cinematografiche, c’è stata addirittura una “festa”, al Dea, a conclusione delle riprese geograficamente leccesi.

Fu egli due settimane fa uno dei pochi a sollevare pubblicamente critiche all’operazione, per ragioni facilmente intuibili di opportunità, in un momento di perdurante emergenza sanitaria, e di rispetto per i ricoverati e i loro parenti. Questi ultimi organizzarono anche una protesta concreta davanti all’ingresso.

Gli altri che hanno avuto da ridire sull’operazione, con tutta una serie di perplessità, chiamiamole così, nonché di contestazioni basate su dati di fatto, sono stati il consigliere  comunale di Fratelli d’Italia Andrea Guido e il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Arturo Baglivo: un set inopportuno e pericoloso, nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

“Due o tre” che il produttore della fiction Luca Barbareschi insultò pesantemente nel corso di un’intervista andata in onda il 30 gennaio su Telerama, data alla giornalista Erika Fiore che garbatamente e doverosamente gli chiedeva un commento su quanto stava accadendo.

Ma andiamo con ordine.

E’ qui la festa?

C’è stata ieri (nella foto di copertina, un ‘frame’ da un video pubblicato da Telerama) al Pronto Soccorso del Vito Fazzi, con tanto di cori allegramente intonati da attori, tecnici e responsabili della produzione: molti senza mascherina, e tutti senza distanziamento .

Va beh.

Questa mattina Giorgio Pala posta una foto  (che abbiamo riprodotto qui sopra) e scrive: “Va bene, girate una fiction televisiva al DEA, nonostante l’emergenza sanitaria di questo periodo.

Va bene, accettiamo che il regista insulti i Consiglieri Comunali leccesi, ‘colpevoli’ di aver protestato e di aver detto la loro opinione, dicendo che dovrebbero ‘andare a zappare la terra’.
Però, per favore, almeno evitate di sostare con i vostri camion sui parcheggi riservati ai disabili.
Non aggiungo altro. Grazie”.
Le polemiche.
Giorgio Pala, anche se scrive regista, ce l’ha con il produttore Luca Barbareschi, il quale coprì di insulti i “due o tre” che espressero legittimamente e in maniera circostanziata le loro critiche e perplessità, nel corso della citata intervista a Telerama di dieci giorni fa, in cui l’ intervistato dette il peggio di sé, con una violenza inaudita e un’arroganza incredibile.
Fra l’altro, insulti a parte, li accusa di essere “miracolati della politica” e di fare “marketing politico”.
Ora, va bene tutto, ma insomma, da che pulpito viene la predica?
Viene dal pulpito di uno che è stato un miracolato della politica, che ha fatto marketing, ma marketing davvero, grazie alle sue aderenze politiche, da quando si avvicinò in maniera militante ad Alleanza Nazionale, all’epoca al governo con Gianfranco Fini, scoprendosi solo allora improvvisamente di destra, e inseguito realizzò tutta una serie di operazioni artistiche che avevano l’imprimatur di marchio politico, perché purtroppo, in Italia, e Alleanza Nazionale, quando avrebbe potuto, non seppe invertire la rotta abitualmente percorsa dalla sinistra, la cultura è prevalentemente gestita dalla politica.
Luca Barbareschi all’epoca  intascò, nemmeno ringraziò e poi si riposizionò prontamente da tutt’altra parte, con lo stesso veloce opportunismo di quando era arrivato.
Ancora, riascoltando oggi le dichiarazioni di Luca Barbareschi, emerge un particolare inquietante, che il produttore dieci giorni fa disse di voler quantificare in soldoni, come poi non fece nel corso dell’intervista: cioè i soldi dati dalla produzione all’Asl di Lecce, per la location di quelle scene al Pronto Soccorso, decisa su indicazioni date dalla Regione Puglia e prontamente accolte. A che titolo? Perché proprio a Lecce, che fra l’altro, come detto, è estranea a tutta quanta la restante ambientazione della fiction?
E quanti soldi a sua volta la produzione ha preso dalla Apulia Film Commission, e quanti ne ha presi, o ne prenderà dalla Rai?
Ah, saperlo…
Infine, c’è da registrare il fatto che, per quanto la normativa vigente sia controversa e frammentata, in cui poi molte aziende sanitarie locali si sono regolate per proprio conto, in linea di massima, fatto salvo il diritto di cronaca, le riprese televisive sono vietate all’interno degli ospedali.
Dovrebbe essere una questione etica, di sensibilità, di umanità, di rispetto, ma vallo a spiegare a Luca Barbareschi….
Gli ospedali sono luoghi di cura, di sofferenza, spesso di dolore, non sono location di spettacoli, e di allegre feste canterine.

 

 

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