OGGI, SAN VALENTINO / ANSIA DA PRESTAZIONE

| 14 Febbraio 2021 | 0 Comments

di Antonio Soleti______

Da domenica 14 febbraio, durante le Messe in chiesa, sarà ripristinato lo scambio della pace: i fedeli si guarderanno negli occhi e pronunceranno la frase “la pace sia con te”, accompagnandola con un semplice inchino del capo.

All’invito “scambiatevi il dono della pace”, volgere gli occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, secondo i Vescovi italiani, può esprimere in modo eloquente, sicuro e sensibile, la ricerca del volto dell’altro, per accogliere e scambiare il dono della pace, fondamento di ogni fraternità.

 

La scelta del 14 febbraio non la ritengo del tutto casuale.

Nella stessa data, infatti, ricorre la memoria liturgica di San Valentino, vescovo e martire venerato a Terni e in tutta Italia giacché patrono e protettore degli innamorati. Di tutti gli innamorati. Senza distinzione di sesso, età o condizione sociale.

 

Si racconta, infatti, che quasi 2000 anni fa una fanciulla priva di dote desiderasse sposarsi, ma che la sua condizione di povertà le impedisse di unirsi all’uomo che amava. Il vescovo Valentino, impietosito dalla storia, le fece dono di una somma di denaro sufficiente per celebrare il matrimonio, salvandola così da un destino di perdizione.

 

A distanza di due millenni quell’atto di generosità compiuto in nome dell’amore è ormai ricordato da pochi, ma il nome di Valentino si è indissolubilmente legato a un’idea di romanticismo, con il suo carico di coccole, dichiarazioni di amore eterno, di dolci pensieri e di… ansia da prestazione!

Non sembri blasfemo, al lettore, questo mio accostamento che, in una giornata così memorabile, assume molteplici valenze: da un lato “ripristinare” un gesto simbolico previsto dalla tradizione liturgica romana e, da circa un anno, sospeso per le note circostanze pandemiche. C’è poi quel respiro universale – qui la mia forzatura visionaria – nel voler interpretare lo scambio della pace oltre la sua valenza teologica, aprendolo ad una “comunicazione” di quel sentimento tanto caro agli umani, l’amore per l’appunto.

 

Certo, lo sappiamo, quest’anno, i festeggiamenti romantici non potranno non subire una battuta di arresto; gli innamorati saranno, obtorto collo, costretti a quella cautelativa distanza tanto raccomandata anche dai Vescovi italiani (seppur con le dovute differenze e canoniche competenze) per non prestare il fianco al Covid. E quindi, banditi ristoranti, rose rosse, cioccolatini, qualche brillocco e fughe romantiche in giro per lo stivale, non resterà che organizzarsi a casa (per chi potrà permetterselo) o incontrarsi sul web, nel disperato tentativo di rendere memorabile un giorno a tanti molto caro e rinnovare promesse d’amore eterno.

 

Ma, si sa, l’amore è eterno finché dura, titolava un film diretto da Carlo Verdone. Eppure, anche in questo giorno, c’è chi è capace di dividersi fra inguaribili romantici e cinici impenitenti; fra chi si spertica per organizzare un momento di venerabile memoria da tramandare ai posteri e chi non vede l’ora di far tramontare il sole su una festività ritenuta inutile se non addirittura dannosa per le già precarie finanze di tanti uomini e donne che, mai come ora, sperano in qualche miracolo di Draghi o di chi per lui (scriviamo mentre sono ancora in corso le consultazioni e quindi … chissà a chi toccherà spendere tutti quei soldi della Next Generation – ndr).

 

Tuttavia il problema resta, e non è di facile risoluzione: che fare quest’anno con il coprifuoco incombente alle 22?

Anche perché, lungi da me indugiare in retoriche deduzioni secondo cui non esiste un giorno perfetto o specifico per esprimere i propri sentimenti alla persona amata, c’è un problema un po’ più serio e molto più pratico ossia l’ ansia da prestazione: le aspettative, insomma.

In una società come la nostra, dove il bombardamento mediatico ci porta con estrema facilità a sentirci in competizione, le aspettative poste su questa ricorrenza possono causare ansie e timori sulla buona riuscita della serata. È come se San Valentino fosse ormai il parametro di valutazione dell’intesa di coppia: è necessario essere impeccabilmente romantici, ricercati, erotici, irresistibili.

Quasi quasi, sapete che vi dico? Approfittiamone per non fare nulla e rimandiamo a tempi migliori. Quando potremo tornare a sognare, viaggiare, stare insieme in un ristorante o passeggiare in riva al mare senza l’affanno di sbrigarsi perché ad un certa si deve far ritorno a casa.

Anzi, se potete, non fidanzatevi proprio a febbraio: che molti ne approfittano soltanto per scroccare il regalo.

Scherzo ovviamente. (Mica tanto).

Nel frattempo … scambiamoci un segno di pace. ______

 

CREDITS: nella foto di copertina, Edvard Munch, “Ansietà”, olio su tela, 1894, Oslo, Museo Munch. ______

Antonio Soleti ha 45 anni, vive a Novoli, è giornalista, conduttore televisivo e direttore responsabile di Paisemiu.com.

Alla passione per la scrittura (tutto è cominciato nell’ormai lontano 1993 a “L’Ora del Salento”)  affianca da quasi dieci anni quella per l’editoria. Ha fondato e dirige, infatti, la casa editrice ArgoMenti Edizioni.

Presiede inoltre l’associazione di promozione sociale “I binari della tradizione” e, dal 2019 è vice presidente dell’associazione “Nova LiberArs”.

Appassionato di musica sacra, collabora con le comunità parrocchiali presenti nel suo paese dove, peraltro, è impegnato in due cori e nell’animazione liturgica delle Messe feriali e festive.

Lo ringraziamo per aver accettato l’invito di leccecronaca.it a regalare ai nostri amici e lettori una sua riflessione per la ricorrenza odierna.

 

 

Category: Costume e società, Cultura

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