ADDIO A MIMI’, GATTO NERO GIOCHERELLONE

| 25 marzo 2021 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

È un giorno triste, per noi. Perché il gattino di casa, quello cui eravamo affezionati e con il quale avevamo scambi affettuosi di effusioni, ha mangiato qualcosa di avvelenato e, dopo un po’ di sofferenze, è sparito, ma è stato rinvenuto oggi il corpo, tra gli alberi del giardino, non c’era più nulla da fare.

Ecco, io non so quanti abbiano vissuto un’esperienza del genere: ma la perdita di un animale che ci è vicino, di un cane, di un gatto ci rattrista sensibilmente.  Tra l’altro, in questi giorni di Quarantena obbligata, sono proprio loro gli unici esseri viventi che possiamo frequentare e accarezzare senza mascherina, il Covid ha scelto solo noi come potenziali vittime, trascurando (meno male…) i nostri fedeli amici.

Ora, non sto qui a rattristarvi con il dolore per quella che può essere considerata, a tutti gli effetti, una perdita leggera, leggerissima, insignificante. Ma non è così, lo sappiamo: basta guardare uno di questi Amici negli occhi per capire quanto ci siano vicini e quanta armonia vi possa essere nel nostro rapporto.

Ma basta, ho detto a mia moglie, che non nasconde le lacrime. E anch’io, che ho fatto finta di essere uomo forte e vissuto, sono profondamente avvilito per la perdita di Mimì, gatto nero di buon cuore, che si aggiunge alla serie di altri gatti che mi hanno accompagnato, sino ad ora: Tetè e Gimmy, indimenticabili e dei quali conservo le foto, mi fa piacere rivederli, ogni tanto, ma è come se stessero sempre con me.

 

Adesso, però, curiamoci dei piccoli, ho detto. Eh sì, perché in due scatoloni ci sono quattro gattini, che Macchia Nera ci ha regalato giorni addietro. Sono i fratelli di Mimì, figli della stessa madre.    Ora, io non so se per i gatti ci siano legami di affetto e parentela. Ma Macchia Nera si aggira e miagola da un paio di giorni, cerca qualcuno che non c’è più…

Mi perdonerete se, in questo scritto, non ho parlato dei massimi sistemi e non ho descritto con ironia le minuzie della vita che ci circonda. ‘Stavolta, ho voluto dedicare un po’ della vostra attenzione ai nostri Amici gatti, non so chi ha detto che lo sguardo di un gatto sembra quello di chi ha letto tutto Kant e lo ha compreso benissimo… Sono d’accordo, totalmente,

E annovero tra le cose belle del Creato proprio loro, i gatti, eterni frequentatori dei nostri giardini, della nostra civiltà organizzata che troppo spesso li perseguita e li uccide…

Addio Mimì, gatto nero giocherellone.  Che il Grande Gatto sappia accoglierti come meriti.

Category: Costume e società, Cronaca

Comments (1)

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  1. Claudia Maltese ha detto:

    Condivido….i suoi sentimenti… nei confronti…di Mimi…gentile Prof.Podo…gli animali,appartengono all’opera della Creazione…un mondo inferiore rispetto a quella dell’uomo,al quale gli viene riconosciuto il primato….Io ho vissuto la sua esperienza…non immaginavo che essi ,venendomi a mancare…potessero provocate in me….tanta tristezza…non solo …mi hanno rapito il mio cuore…Gli animali hanno una sensibilita`bellissima…si accorgono delle cure e l’attenzione che offri loro..e riescono a riempire le giornate vuote…Ciao Mimi`anche tu… non .hai offerto il tuo affetto….invano…!

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