CAMBIO ORA

| 31 marzo 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Non entro nel merito della questione ‘ora legale’, mi sembra che sia, veramente, l’ultimo dei problemi, in frangenti come quelli nei quali ci stiamo dibattendo,  con una pandemia che continua a imperversare e a mietere vittime.

Qualcuno ironizza e afferma che sono diminuiti i morti per incidenti d’auto, da un anno a questa parte…Ma sono ragionamenti assurdi che non hanno coscienza di cosa sia la Vita, quell’assieme di materia e mistero che ognuno di noi troppo spesso trascura o svilisce…

Ma, quando arriva il momento del ‘cambio dell’ora’ io ho sempre il problema di effettuare questo cambio sugli orologi di casa e su quelli delle auto.

 

Per quello che riguarda casa, mi accorgo che non ci sono solo i grandi quadranti appesi al muro e che sono facili, facilissimi da maneggiare (eppure, nella operazione di aggiornamento dell’ora, è venuto via il chiodo che sosteneva l’orologio e che era infisso nel muro. Questo maledetto chiodo l’ho cercato a lungo ma non l’ho trovato, sembra impossibile come possono smaterializzarsi gli oggetti, quando li cerchiamo. Ora, con l’orologio da parete in mano, ho dovuto cercare un nuovo chiodo e un martello, nella cassetta degli attrezzi che, come fanno tutti i mortali, è riposta in luoghi lontani o inaccessibili. Perciò, alle due di notte, mi sono messo l’animo in pace e, sempre con l’orologio in mano, sono sceso giù, nella cantinetta e nella adiacente intercapedine, a cercare il chiodo e il martello. Adesso esco dalle parentesi, perché il discorso si fa lungo) eccoci qua, allora, il chiodo era in uno scatolino con altri chiodi, ne ho presi tre di misura diversa e sono risalito verso il muro dove mi aspettava il buco che, ho verificato, era molto largo e il chiodo vi ballava dentro. Un po’ di stucco e il gioco è fatto, ho pensato.

 

E così, sempre con l’orologio in mano e stavolta alle 2,15 di notte, ho cercato lo stucco. Che non era nella cassetta degli attrezzi ma era finito, chissà come, nel cassetto della mia scrivania… Va bene, stavolta con chiodo, martello e stucco, ce l’ho fatta, ho appeso l’orologio e mi sono complimentato con me stesso.

Ma c’era la radiosveglia che ha un quadrante a led luminosi e una situazione difficilissima perché è tutto collegato: mese, giorno, ora, ogni volta dimentico come ho fatto nell’occasione precedente e debbo andare avanti per tentativi, tutti miseramente falliti, anche perché i giorni della settimana e i mesi sono indicati in inglese e ho un po’ di difficoltà a ricordare  che giorno sia wednesday…  Ma ce l’ho fatta anche in questo frangente. Annunciando soddisfatto: ‘Alle auto ci penso domattina!’ ho dormito il sonno del giusto.

 

L’indomani, è iniziata la battaglia con le vecchie Opel che io e mia moglie deteniamo attualmente. Di una (Meriva) non ci sono le istruzioni e dell’altra (Corsa) ci sono ma sono sbagliate, sbagliatissime. Le ho seguite, integrando anche con il video su you tube che te la fa facile, facilissima.

Niente, sono arrivato alla convinzione che sarei dovuto andare dall’elettrauto, magari c’era un guasto alla centralina.

Poi, in un impeto di orgoglio, ho pensato ai miei antenati che hanno inventato la ruota, hanno scoperto l’energia elettrica e la pizza e mi sono immedesimato in quei pionieri che andavano a colonizzare le Americhe… E ce l’ho fatta, a furia di tentare e sbagliare. Ci ho messo due ore per la Corsa e 10 minuti per la Meriva, ma ero riuscito, finalmente.

Ho appreso poi, in serata, che dovrò ripetere l’operazione, al contrario, a fine ottobre.

‘C’è tempo’ mi sono detto.

Magari cambio auto.

Category: Costume e società, Cronaca

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