NO TAP: LA LOTTA CONTINUA. IL MOVIMENTO, IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO CHE HA CONDANNATO SESSANTASETTE ATTIVISTI, IERI IN UN EVENTO ON LINE. GIANLUCA MAGGIORE: “La nostra è una battaglia, che affrontiamo anche per le generazioni future”

| 3 aprile 2021 | 0 Comments

di Chiara Evangelista______

Si è tenuto ieri sera l’evento online su Facebook “La lotta NO TAP non si arresta!” in cui fra gli altri partecipanti Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento No Tap, ha espresso le proprie perplessità sulla sentenza di primo grado emanata il 19 marzo dal Tribunale di Lecce che ha condannato 67 attivisti dei 92 imputati accusati a vario titolo di violenza privata, deturpamento, danneggiamento e manifestazione non autorizzata.

“Nel momento in cui il Movimento si è slegato dall’ambientalismo e ha iniziato a fare domande di sistema è diventato un problema. Quando il Movimento ha dichiarato che avrebbe chiesto il risarcimento dei danni nel caso in sarebbe stata realizzata l’opera, da quel momento si è trattata di una battaglia di sistema e ci siamo trovati nella situazione assurda in cui alcuni attivisti hanno avuto la Digos sotto casa. Lo Stato, invece di difendere persone che si opponevano alla realizzazione del gasdotto, ha preferito difendere la multinazionale con un’ondata repressiva di cui è stata espressione la sentenza di primo grado”.

Gianluca ha raccontato anche la sua esperienza: “Nel casellario giudiziale c’è scritto che sono portavoce del Comitato No Tap, portavoce del Movimento No Tap ma è addirittura sottolineato in neretto il fatto che sia componente della commissione comunale di Melendugno… Queste sono le modalità con cui si fa repressione? Neanche avessi commesso un delitto contro la personalità dello Stato”.

È stata avviata anche una raccolta di crowdfunding per aiutare gli attivisti condannati a sostenere le spese legali. “Non vogliamo che nessuno si senta abbandonato e che gli attivisti abbiano la possibilità di difendersi senza problemi”.

Gianluca, ai saluti finali, ha ribadito che la lotta non si arresta. “È necessario che ognuno faccia il suo, anche per le generazioni future. Il movimento continua la sua battaglia.” Intanto si attendono ormai a giorni le motivazioni della sentenza di primo grado che, non appena le avremo, provvederemo a rendere note ai nostri lettori: così, per tutti, sarà possibile capire meglio l’intera vicenda giudiziaria.

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