ARTISTI SALENTINI / MATTEO PEREZ

| 24 aprile 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Sembra incredibile che, per conoscere ed ammirare le opere pittoriche più importanti di un salentino, bisogna spostarsi a Malta, in Spagna e, addirittura, a Lima, nel Perù.

Eppure, avviene anche questo e, nella travagliata storia del XVI secolo, anche un eccezionale pittore della nostra terra, si è fatto valere, partecipando a quella meravigliosa storia artistica, così ricca, in questo secolo, soprattutto in una Italia che non era ancora Italia ma aveva i migliori artefici di opere  eccellenti.

Parliamo di Matteo Perez d’Aleccio, che le cronache collocano tra il 1547 e il 1628 e che, nato proprio ad Alezio, a due passi da Gallipoli, finisce la sua esistenza in Sud America, lasciando la sua eredità di valente affrescatore e studioso d’arte al figlio, che eredita anch’egli l’appellativo del patronimico e diventa Adriàn de Alesio.

Matteo, imparati gli erudimenti a Roma, mette la sua arte a disposizione di Papi ed Accademie, dipingendo tra l’altro nella Cappella Sistina, a Villa d’Este e in altre sedi prestigiose che certificano il suo valore e la sua capacità.

Poi, finisce a Malta, su raccomandazione del Papa, a dipingere gli affreschi nella Sala di San Michele e San Giorgio: affreschi importanti perché dedicati ad una pagina di storia fondamentale per la combattiva isola del mediterraneo: si tratta, infatti, di narrare e illustrare gli episodi salienti del grande assedio di Malta ad opera delle truppe di Solimano.

Matteo compie la sua opera con grande perizia e gli si commissionano anche altri importanti lavori sull’isola: possiamo dire che il manierismo è introdotto nella cultura maltese proprio dal nostro artista. Che, però, come poi succederà al Caravaggio, si allontana forzatamente dall’isola, perseguitato misteriosamente e sfuggendo a diversi attentati alla sua vita. Qualcuno narra che in un suo dipinto vi sia una chiave segreta per decifrare l’ubicazione del tesoro dei Templari…

Matteo ripara in Spagna, a Siviglia. E anche qui, tra i dipinti dedicati al sepolcro di Cristoforo Colombo e altre commissioni, si rafforza la sua fama e il consenso dei committenti.  Ma le segrete persecuzioni (ancora emissari di Malta?) lo spingono a raggiungere le Americhe, dove trova successo e amore, ma anche lutti e dispiaceri, sino alla fine della sua avventurosa esistenza.

Il ‘Caravaggio salentino’ è raffigurato in un ritratto che gli schizza l’amico Jacopo Palma il Giovane, ed è questa l’unica immagine ufficiale che abbiamo di lui, artista e uomo del suo secolo, trascurato ingiustamente per oltre quattro secoli… Ma succede spesso così, dalle nostre parti: siamo noi a non conoscere i nostri più importanti antenati, magari nati per caso in un minuscolo centro trascurato anche dalle carte geografiche…

Category: Cultura

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