NELLA MOSTRA ANTOLOGICA DI LECCE DELLA GRANDE FOTOGRAFA, IN PROGRAMMA DAL 13 MAGGIO, C’E’ PURE L’INCONTRO DECISIVO DI LISETTA CARMI CON EZRA POUND

| 9 maggio 2021 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Dopo il primo soggiorno giovanile di Venezia, a 24 anni, nel 1908, in cui pubblica in maniera molto sofferta “A lume spento”, la sua prima raccolta poetica, reduce dai trionfi letterari internazionali di Londra e di Parigi degli anni successivi, nel 1925 Ezra Pound ritorna in Italia e si stabilisce a Rapallo, sulla riviera ligure.

Nel frattempo, il fascismo aveva conquistato il potere e Pound se ne era appassionato
irresistibilmente. Decise di seguirlo da vicino. Di condizionarlo, se gli fosse stato possibile.

Gli dovevano piacere, per definire due aspetti, anche se certo marginali, ma a lui sicuramente assai cari, per via delle sue stesse origini, l’ anima provinciale da cui nacque e la conclamata vocazione agraria.
In Mussolini, poi, vedeva l’uomo della provvidenza, venuto a realizzare in Italia quello che negli States non era stato possibile: non la democrazia basata sul denaro, e governata dall’alta finanza internazionale, ma una comunità organica che stesse dalla parte dei diseredati, dei poveri, del sangue (e non dell’oro).

Elaborò in seguito pure una compiuta analisi economica, sui popoli costretti, dopo essere stati depredati delle ricchezze delle loro materie prime, ai margini dello sviluppo, se non condannati così senza appello al sottosviluppo permanente.
Una visione “antiglobalizzazione” di una attualità sconvolgente.

A scanso dei fraintendimenti di cui è stato vittima, sarà bene specificare che Ezra Pound non fu
mai militarista, imperialista, o razzista, anzi, a tutto ciò fu ferocemente avverso.
Era e fu sempre poeta di pace, convinto della necessità di mantenere un impegno permanente in difesa della pace, proprio perché sapeva bene che le guerre sono sempre causate da fattori economici, per gli sporchi interessi di pochissimi, a svantaggio di tutti gli altri.

Perché sto dicendo tutto questo?

Un attimo, e ci arrivo: un po’ di pazienza necessaria…

 

Dal 1925 in avanti, a Rapallo, Ezra Pound, oltre a continuare i “Cantos”, che sarebbero diventati l’opera massima, insieme alla sua compagna  Olga Rudge, organizzava serate musicali e partite di tennis.

Valorizzava sempre gli altri, mai sé stesso.

In quegli anni l’ufficio postale di Rapallo era inondato di pacchi e di buste pieni di libri e manoscritti provenienti da tutto il mondo, indirizzati semplicemente: “A Ezra Pound. Rapallo. Italia”.
Abitava in una casetta da cui si poteva vedere uno scorcio di mare.

 

La Liguria ritorna nella geografia dell’anima di Ezra Pound, quando, nel 1958, liberato dal manicomio criminale Saint Elizabeth, a Washington, in cui lo avevano democraticamente tenuto prigioniero per tredici anni i suoi connazionali per punirlo delle precedenti elaborazioni ideologiche, Ezra Pound volle venire un’altra volta in Italia, dove rimase senza soluzione di continuità fino alla sua morte, avvenuta a Venezia nel 1972.

In questi lunghi anni senili, abitava in laguna, ma, sempre appresso alla moglie, faceva sovente soggiorni dalla figlia Mary de Rachewiltz nel castello di Brunnenburg, vicino a Merano, e soprattutto nel suo piccolo orto, fra gli ulivi di Sant’Amrbogio di Zoagli, vicino Rapallo, dove la coppia aveva preso casa.

 

Bene, ci sono.

Giovedì 13 maggio a Lecce, al Carlo V, comincia una iniziativa di grande spessore culturale.

Si tratta  degli scatti fotografici di Lisetta Carmi, 97 anni, di Genova, negli ultimi decenni trasferitasi a Cisternino, che presenta una panoramica completa dei lavori di questa importante artista di fama internazionale.

Una sala della mostra è inoltre dedicata ad uno degli incontri più struggenti dell’esperienza fotografica dell’autrice ligure, quello con Ezra Pound, con una sequenza di dodici scatti realizzati a Sant’Ambrogio di Zoagli nel 1966.

“no overstrokes
no dolphin faster in moving
nor the flying azure of the wing’d fish under Zoagli”

EZRA POUND, “Cantos”, LXXVI

 

Una sequenza emozionante, di cui ho cercato di sapere qualcosa di più, che adesso vi racconto.

A Sant’Ambrogio di Zoagli Lisetta Carmi viene accompagnata dal direttore dell’ANSA di Genova Gaetano Fusari l’11 febbraio 1966.

L’incontro in casa del poeta fu breve, di pochissimi minuti, eppure straordinario.

Ezra Pound aveva in quel momento 81 anni, già molto provato da tante sofferenze fisiche e psicologiche, e si presentò agli ospiti in vestaglia e ciabatte.

Fra l’altro, era nel bel mezzo di quel periodo che egli stesso aveva definito del tempus tacendi.

Non parlò, infatti, all’artista che era andato a fotografarlo, si limitò a mettersi in posa. anche svogliatamente, e non vedeva l’ora di tornarsene da solo.

 

Ciò nonostante, quelle foto costituiscono una testimonianza straordinaria.

“Le immagini di Pound scattate da Lisetta dicono più di quanto si sia mai scritto su di lui, la sua complessità e natura straordinaria”, ne dirà in seguito Umberto Eco.

Come è stato anche notato, c’è in esse un po’ l’essenza dell’umana natura: “la solitudine, la disperazione, l’aggressività, lo sguardo perso nell’infinito, tutto ciò che è difficile dire a parole e la drammatica grandezza del poeta”.

“Quando ho sviluppato il rullino e ho selezionato le dodici fotografie finali, ho visto in esse esattamente quello che avevo provato mentre stavo scattando. Non abbiamo incontrato il poeta, ma l’ombra di un poeta”– ha commentato poi la stessa Lisetta Carmi – “Sono riuscita a raccontare non solo la sua fisionomia ma sopratutto il suo male di vivere”. 

E in un altra occasione, lei, di origini ebree, aggiunse: “Ezra Pound non era fascista. L’ho fotografato in quattro minuti ma in quei quattro minuti ho capito quale grande poeta era e soprattutto che non era fascista”.

Category: Cultura

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