L’INCHIESTA / IL SILENZIO CALATO SULLA CONTROVERSA VICENDA DELLA SARPAREA

| 22 agosto 2021 | 0 Comments

IL MEGA RESORT FRA GLI ULIVI

di Giuseppe Puppo______

Il progetto, ai tempi, qualche anno fa, della tentata, non riuscita, colonizzazione salentina alla flaviobriatore, fece finanche più clamore  del Billionaire previsto a Otranto, e poi bloccato prima dalle polemiche e poi dall’intervento della magistratura.

Infatti, si trattava di realizzare un residence di villette extra lusso fra gli ulivi secolari della Sarparea, dalle parti di Nardò. Ci fu una grande, sdegnata reazione di cittadini e associazioni, nacquero comitati e gruppi social, ma ciononostante l’idea andò avanti, passando dalla fase progettuale a quella esecutiva, anzi, ottenendo pure il placet della magistratura, cioè, per meglio dire, il Tar di Lecce respinse i ricorsi di ambientalisti e consumatori, proposti dal comitato Salviamo la Sarparea e dall’associazione Codici di Roma.

Era il 9 maggio 2018, ed era un sostanziale via libera, che bypassava ogni opposizione.

Però da allora al contrario tutto si è fermato, e sono più di tre anni.

Una specie di paradosso, forse un mistero.

Non possiamo sapere che cosa succederà.

Sappiamo però che cosa è successo.

Vediamo.

 

Già nell’estate del 2014, il progetto arriva qui nel Salento suscitando inquietudini, più che perplessità.

LA vicenda nasce dall’intenzione di costruire tra gli ulivi di una delle poche zone non edificate della costa di  Nardò, un resort che è stranamente composto per il 70% di villette a schiera e quindi suscita il sospetto che lo scopo principale sia la costruzione di case a vendere come è successo per la quasi totalità di precedenti simili progetti nei dintorni.

Gli ambientalisti,  riuniti nel Comitato per la Tutela del Paesaggio, vollero vederci chiaro e studiando carte ed aerofotogrammetrie scoprirono che, per asimmetria della collocazione degli ulivi, si trattava di un bosco naturale e  che, da documenti (pergamene) conservati negli archivi del Monastero di Santa Chiara, si ritrovano prove dell’esistenza del bosco di Ulivi già nell’anno 1452; con il conforto di esperti agronomi si valutava la presenza di numerosi ulivi monumentali (plurisecolari) non censiti.

Si presentarono quindi debite osservazioni alla regione Puglia nella fase di ascolto prevista dalle procedure di valutazione sia di impatto ambientale che paesaggistico. La Regione accolse le osservazione e provvide a censire gli ulteriori ulivi secolari e di conseguenza a negare il nulla osta paesaggistico.

Del resto erano evidenti, fin dall’inizio, macroscopiche forzature come le altezze degli edifici più elevati degli alberi e la profondità delle fondamenta che avrebbero comunque intaccato le radici degli ulivi in netto contrasto con l’asserzione di voler mantenere intatto l’uliveto. Anche la Consulta dell’ambiente del comune di Nardò espresse parere (ancorché consultivo) negativo.

“Non si può tollerare che chiunque venga nel Salento faccia strame del territorio solo per profitto.
Si può accettare il restauro, il recupero e il riuso di vecchi manufatti esistenti rispettando stili e codici estetici, ma non si può aggiungere ulteriore volumetria anche in considerazione che quelle previste dagli strumenti urbanistici sono abbondantemente esaurite.

Nei loro Paesi questi signori non si permetterebbero mai di sfregiare zone incontaminate con vestigia architettoniche ma anche  paesaggistiche e ambientali perché le leggi non lo consentono, lo fanno qui  perché ci considerano poco più che colonie. Facendo leva sull’opinione pubblica stremata da anni di crisi  col  ricatto occupazionale e con promesse di ricadute economiche molto aleatorie” – scriveva lucidamente il presidente della consulta comunale Graziano De Tuglie, a margine del parere negativo dato, ampiamente motivato dal punto di vista specificatamente tecnico.

Ma i pareri non fermano il progetto, che si fa strada in Regione, modifica dopo modifica presentata in senso presunto migliorativo, a tal punto da ottenere valutazioni ambientali strategiche favorevoli  e, nell’estate del 2016, il sostanziale via l’ibera dal competente assessore regionale Anna Maria Curcuruto.

Fra i più strenui oppositori, l’allora consigliere regionale di minoranza alla giunta di Michele Emiliano Cristian Casili, del Movimento 5 Stelle, e oggi sempre consigliere regionale, ma nel frattempo diventato di maggioranza, il quale così si esprimeva:

“Sulla Sarparea, la società Oasi Sarparea Srl con sede in Italia ma interamente partecipata da capitali esteri, non ha mai smesso di crederci e di sentenza in sentenza, pareri su pareri, tra minacce di abbandonare gli investimenti e grida di dolore per una terra piena di burocrazia, è oggi più agguerrita del passato nel presentare un progetto che viene elogiato financo dalla stessa Curcuruto, la quale giustifica la compatibilità paesaggistica adducendo minori volumetrie e una qualità complessiva del progetto grazie al corretto inserimento delle villette tra gli ulivi plurisecolari della Sarparea. Ulivi che a questo punto, resistono ancora non solo alla Xylella ma anche alla scellerata volontà di modificare irreversibilmente uno dei luoghi più storici e suggestivi di tutta la Regione.

Se l’allora assessore Barbanente tenne duro di fronte alle minacce mediatiche della Signora Alison Deighton, che ora in Regione trova interlocutori evidentemente più morbidi, di investire altrove i 70 milioni di euro,oggi il Governo Emiliano che in Consiglio finge di battersi contro il consumo di suolo e la salvaguardia dei beni paesaggistici, dimostra la sua vera natura.

In Inghilterra, visto che la Signora Deighton lamenta la fastidiosa burocrazia italiana, terra di parchi e di una maniacale cura e tutela dei beni paesaggistici, avrebbero già chiuso la pratica su un progetto così mostruoso. E allora la Regione faccia rapidamente un passo indietro e il Comune di Nardò giochi le carte istituzionali che ha a disposizione per scongiurare una simile sciagura”.

 

Un’estate rovente, quella del 2016, a Sarparea e dintorni. Dopo il parere favorevole della Regione Puglia ad un progetto che, vista la precedente bocciatura, sembrava essere stato abbandonato dai promotori, almeno così avevano assicurato, e che invece era stato ripresentato, la Procura della Repubblica di Lecce a sua volta riapre il precedente fascicolo del 2013, che era stato archiviato, e vuole esaminare tutta quanta la nuova documentazione.

Oltre a quello nuovo della Regione Puglia, rimane da chiarire anche il ruolo vecchio che ha avuto nella vicenda negli anni passati il Comune di Nardò,  per un’ area a destinazione agricola, passata a zona C, quindi per insediamenti turistici.

Inoltre, sempre in attesa di chiarimenti, rimane la vicenda dell’ incendio che interessò a suo tempo, sia pur parzialmente, sempre quell’ area.

Ancora, quella dei tanti ulivi monumentali che non risultano censiti.

Ma, a parte queste notizie, sugli esiti dell’indagine della magistratura, mai più nulla si è saputo.

 

Intanto, la nuova amministrazione di Nardò, in carica da due mesi, siamo sempre nell’estate del 2016, rende noto di non aver ricevuto nessuna documentazione relativa al nuovo progetto, pur già approvato in Regione, di cui ha appreso l’ esistenza dalla stampa, e di riservarsi di valutarlo nel merito, ovviamente, per quanto di sua competenza, solo quando lo riceverà.

 

A Nardò è in carica ora il nuovo sindaco Pippi Mellone.

Agli inizi del nuovo anno Lady Alison Deighton, amministratore unico di OASI Sarparea srl, “nostra signora del resort fra gli ulivi“, annuncia una Conferenza Stampa di presentazione del Piano Urbanistico Esecutivo relativo all’intervento da realizzare in Nardò, località Sarparea, frazione di S. Isidoro.

Qui la questione si complica, con tutta una serie di questioni tecniche, burocratiche, amministrative, difficilmente riassumibili in termini giornalistici.

Per gli appassionati di questi generi, c’è il comunicato ufficiale del Comune di Nardò del 4 agosto 2017:

“Si tratta di un piano approvato a seguito di un lungo iter amministrativo, che ha indotto la società proponente a profonde modifiche dello stesso piano.

Infatti, nella sua conformazione originaria, che il Consiglio comunale approvò nel 2009, il piano ha ricevuto il parere negativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto e non ha ottenuto il parere paesaggistico di conformità al Putt da parte della Giunta regionale. Essenzialmente la modifica consiste nella riduzione del 30% dell’originario programma costruttivo, che adesso interessa 2 ettari dei 16 residuali della superficie del comparto 65. Trattandosi di una zona con una destinazione urbanistica di tipo C5 (zone residenziali di espansione), infatti, il comparto (in totale 21,5 ettari) era stato già interessato in una sua parte da una precedente lottizzazione, quella della società Soviva.

Il nuovo Piano quindi ha ottenuto nel 2015 il parere favorevole della Soprintendenza e nel 2016 il parere paesaggistico di compatibilità rispetto al Pptr (che nel frattempo ha sostituito il Putt) da parte della Giunta regionale, oltre a contenere gli adeguamenti necessari alle prescrizioni nell’ambito della procedura di Vas.

Le composizione edilizie che appaiono oggi nel piano di lottizzazione sono naturalmente mere esemplificazioni delle opere e non sono vincolanti. Anche perché il Comune di Nardò ha previsto una serie di prescrizioni alla società proponente che dovranno necessariamente essere rispettate nel successivo progetto esecutivo delle opere e quindi nella prospettiva del permesso a costruire. Tra queste, il fatto che qualsiasi intervento debba essere preceduto da rilievi georeferenziati del perimetro dell’ulivo monumentale, delle alberature monumentali isolate e dei manufatti che testimoniano l’antica attività rurale. Ciò al fine di verificare eventuali interferenze tra le infrastrutture e gli alberi di ulivo, il cui espianto o spostamento, se necessario, dovrà in ogni caso essere autorizzato secondo la normativa vigente. Peraltro, lo schema edilizio del piano ha un andamento variabile in funzione proprio della presenza degli ulivi, che rappresentano una componente fondamentale nella logica dell’esistenza stessa del complesso residenziale.

Infine, il Comune si riserverà di stabilire la quantificazione e le modalità di partecipazione della società ai costi di realizzazione delle opere e degli interventi migliorativi richiesti per la viabilità e le infrastrutture sportive di quartiere“.

 

Per gli appassionati della politica, ci sono le sue stesse parole a commento della decisione adottata del sindaco Pippi Mellone:

“Il progetto non è quello originario, ha recepito in toto le osservazioni anche del mondo ambientalista, è molto meno impattante e ad oggi non è nemmeno quello esecutivo, su cui vigileremo in maniera attenta. La questione degli ulivi è un falso problema, perché la presenza degli ulivi è il “cuore” della filosofia costruttiva del complesso residenziale. I primi a non voler mettere mano agli ulivi sono proprio quelli di Oasi Sarparea e se dovessero toccare anche un solo albero, dovranno comunque essere autorizzati. Per cui, noi, come amministrazione comunale, dal punto di vista del rispetto del territorio, siamo assolutamente tranquilli e con la coscienza a posto.

L’altro ordine di considerazioni, successivo, ma non trascurabile  è che si tratta di un investimento sul territorio di 60 milioni di euro, che Oasi Sarparea ha diritto di fare su un’area di proprietà che ha una destinazione urbanistica di tipo C5. Strutture ricettive di cui il nostro territorio è notoriamente carente. Anche se in questo caso parliamo sì di una struttura ricettiva, ma anche di un parco monumentale pubblico di 3 ettari e che quindi rappresenterà un valore aggiunto per tutto il territorio. Nel momento in cui quindi siamo certi di tutelare tutto quello di cui la natura ci ha circondati, premessa assolutamente indispensabile, possiamo legittimamente lavorare in altre direzioni, che sono quelle del turismo, dello sviluppo e della crescita.

Capisco tutti i dubbi e le perplessità, a meno che non siano quelli di chi nel 2009 ha approvato il progetto originario e dopo lo ha difeso pubblicamente a più riprese, ipotesi più “pesante” ed inevitabilmente censurata. Ritengo la decisione assunta in Giunta e la direzione che abbiamo intrapreso, impeccabili sia nella sostanza che nella forma, perché fanno gli interessi della città e dei cittadini”.

 

In buona sostanza, insomma, il Comune di Nardò, per tanti versi a sopresa, dà anch’esso il via libera alla realizzazione del mega resort.

A sorpresa?

”Non nascondiamo una armoniosa convergenza politica e amministrativa con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con l’assessore Loredana Capone e in generale con il percorso dell’ente regionale” – scriverà poi pochi giorni dopo in un altro comunicato ufficiale dell’amministrazione lo stesso Pippi Mellone.

 

La decisione solleva altre proteste.

Il Movimento 5 Stelle: “E così l’immenso uliveto primigenio, tra i più importanti e storici di Puglia, oggi in buona parte insistente nel Comparto 65 secondo l’obsoleto P.R.G. del Comune di Nardò e che si estende su un’area di 21,5 ettari, sarà ulteriormente ridotto a un piccolo parco monumentale pubblico di appena 3 ettari, questo ultimo definito addirittura come valore aggiunto al progetto”.

 

Il Pd fa il partito di governo, a Bari, e il partito di lotta, a Nardò, il consigliere comunale Lorenzo Siciliano contesta l’approvazione, parla di opacità e lottizzazione, e aggiunge: “E’ stato dimostrato  chiaramente che non è possibile costruire nulla in quell’area così preziosa senza che gli alberi vengano eradicati e, quindi, portati a morte certa.

A tutto ciò si aggiunge la beffa nei confronti della legislazione vigente, che impone il censimento di tutti gli ulivi monumentali in territorio comunale, censimento che, è noto a tutti ormai, nella zona della Sarparea è stato iniziato anni fa senza essere mai portato a conclusione”.

 

Inoltre, c’è chi ricorda come affermare la priorità dell’interesse pubblico e del bene comune sui profitti privati sia il principio ispiratore di tutta la carta Costituzionale, quindi la tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio.

C’è chi chiede che non si parli di ambientalismo, quindi, ma si cominci a parlare di diritti costituzionali continuamente violati.

E c’è chi fa ricorso al Tar.

Il 9 maggio 2018 Il Tar di Lecce respinge i ricorsi proposti dal comitato Salviamo la Sarparea e dall’associazione Codici di Roma.

Respinte le osservazioni anche a proposito del mancato censimento preliminare degli ulivi monumentali.i giudici hanno infatti scritto che: “quanto ad eventuali alberature che pur non essendo ancora censite avessero i caratteri della monumentalità, la società s’impegna a produrre, comunque prima di qualsivoglia intervento, un rilievo georeferenziato dell’uliveto monumentale”.

 

Ecco, a questo punto tutto si ferma, sull’intera vicenda cala un silenzio assordante.

Un vuoto che dura da anni e di cui non si capisce la ragione, così come nulla si sa del destino dell’insediamento.

 

In questi giorni diverse fonti qualificate hanno confermato a leccecronaca.it che dopo l’approvazione della lottizzazione nel 2017 i proponenti non hanno presentato alcun progetto esecutivo e non hanno svolto nessun altro tipo di atto propedeutico alla messa in opera della loro iniziativa.

Silenzio assoluto da quattro anni.

 

Intanto nell’area pressoché abbandonata da anni il disseccamento rapido degli ulivi  ha danneggiato molti alberi.

Da un lato è un fatto favorevole agli speculatori in quanto li ha liberati dal maggior ostacolo sul loro cammino; al contempo il fenomeno li danneggia non poco in quanto nei loro intendimenti era propagandata la costruzione di insediamenti tra i magnifici alberi secolari.

Corrono solo voci non verificabili di vendita dell’intero comparto con la lottizzazione approvata, ma sono rimasti tali e attualmente  languono. Del resto eventuali transazioni di questo tipo non avverrebbero sicuramente né a Nardò né a Bari e forse neanche a Roma o Milano.

Di sicuro  sul progettato resort e annesse speculazioni edilizie è calato un silenzio totale conseguenza di un’assoluta inattività.

Il suo destino è ora in bilico sul mistero.

 

Category: Cronaca, Politica

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