IL REPORTAGE / IL RITORNO A SCUOLA DOPO LA DAD, FINALMENTE!

| 22 settembre 2021 | 0 Comments

MA CON I DISAGI DEL TRASPORTO PUBBLICO

di Chiara Evangelista______

Una comunione di sguardi, i nasini arricciati e gli occhi investiti di luce propria. La campanella del Cesare Battisti di Lecce suona e di colpo sfilano sulle cartelle i personaggi della Disney, Hello Kitty e i Power Rangers. I bambini escono da scuola e vanno incontro ai genitori, un rito ordinario che negli ultimi tempi era stato strappato alla quotidianità. “Com’è andata?”, “Che avete fatto oggi?”, “Sei stato educato con la Maestra e gli altri bimbi?” – chiedono gli adulti inteneriti da quel momento che avranno vissuto tante volte e ogni volta non è mai insipido.

 

“Gianluigi mi ha preso il pastello rosso”

“Non è vero, era mio. Mamma …!!!”

 

Bisticciano due fratellini che non riuscendo a risolvere la lite chiedono ausilio alla mamma arbitro. C’è chi si toglie il grembiule nel caldo di un settembre salentino che ancora lascia immaginare il mare, la sabbia e le corse in spiaggia.

 

 

“Sei contenta di essere tornata a scuola?” – chiedo ad una bimba dagli occhi vivaci, incuriosita dal mio taccuino in pelle.

“Beh, sì, c’è Francesca”

“Chi è Francesca?”

“La mia migliore amica, l’anno scorso a casa da sola mi annoiavo. Però, ecco, spero che la Maestra non controlli i compiti delle vacanze. Tu questo lo puoi scrivere nell’articolo?”.

La domanda mi fa sfoderare un sorriso che non riusciva a restare bardato nemmeno con la mascherina chirurgica addosso.

 

Mentre i bambini si salutano prima di tornare a casa, i genitori si confrontano sulla situazione Covid e sulle norme adottate. La ricreazione, il punto nevralgico di potenziale contatto, viene limitata facendo restare i bambini seduti al proprio banco, dove possono consumare la merenda, e parlare tra loro, sempre restando seduti, distanziati, con la mascherina. E sebbene tra i genitori c’è chi sia perplesso sullo sviluppo della pandemia, molti sono contenti del ritorno a scuola. “Era diventato difficile aiutare i bambini a studiare a casa e lavorare contemporaneamente in smart-working” – mi confessa una mamma, confortata dal ritorno sui banchi – “Non sapevo più a chi poter affidare i miei figli. I loro nonni sono troppo anziani e, nel periodo di covid, abbiamo limitato i contatti per prevenzione”.

 

Se nei pressi della Villa Comunale i bambini ricominciano a respirare, sotto la mascherina, quella spensieratezza propria dell’età, in Viale dell’Università, crocevia di liceali, tira un’aria diversa.

 

 

“E chi s’alzava stamattina? Con la dad, se la lezione era alle 8:30, alle 8:25 mi tiravo giù dal letto!” – scherza un ragazzo, sedicenne, mentre mi offre le patatine dal sacchetto – “Per non parlare poi di tutti i trucchi che c’erano per copiare durante le verifiche…”.

 

“Il problema è arrivare a scuola, per i pendolari non è facile. Questa mattina non c’era posto sull’autobus. L’obbligo di lasciare il posto accanto vuoto non è sempre rispettato, laddove è previsto. Però le mascherine, almeno quelle, le indossano tutti” – mi confessa una ragazza bionda, con un filo di eyeliner sotto gli occhi e il dizionario italiano-latino IL sotto il braccio, appena uscita dal liceo classico Palmieri.

 

A lamentarsi dell’efficienza dei mezzi pubblici non sono solo gli studenti pendolari che affrontano lunghe distanze per raggiungere gli istituti scolastici ma anche passeggeri che utilizzano i mezzi per brevi distanze.

 

“Il problema è la puntualità dei mezzi. Il mio autobus ha mezz’ora di ritardo. Ed è prevista una corsa ogni ora. Ma sicuramente anche l’altro mezzo di trasporto sarà in ritardo. Mi spiega come faccio io a tornare a Giorgilorio?” – mi domanda una donna giustamente seccata alla fermata della linea 35. In effetti la linea in questione presenta una sola corsa ogni ora.

 

“Le norme anti-covid però sono rispettate” – aggiunge – “C’è distanziamento e tutti usano le mascherine. Anche tra il conducente e i passeggeri c’è uno spazio vuoto che limita il contatto”.

 

Sebbene nei giorni scorsi vi sia stato un vertice sul trasporto pubblico che ha portato al potenziamento delle corse a disposizione per gli studenti pendolari e non sia mancato l’interesse delle Istituzioni per la questione, ancora, stando alle lamentele dei passeggeri, ci sono disagi.

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Category: Costume e società, Cronaca

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