LUIGINA PARISI E I SUOI RACCONTI ALL’OMBRA DELLA VITA

| 1 Settembre 2022 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo ______

Nella fioritura di scrittori salentini di talento che registriamo con soddisfazione negli ultimi anni, un vero e proprio articolato e composito movimento di valori, che andrebbe aiutato e valorizzato, mentre invece miopia culturale, nepotismi, clientelismi, pressappochismi, individualismi, invidia e sudditanza psicologica e politica di sovente ostacolano, un posto di rilievo occupa Luigina Parisi.

Suo, due anni fa, il romanzo epistolare, ben inteso con le mail al posto delle lettere cartacee che furono, in piena maturità personale e artistica, “Un abbraccio sospeso”, Musicaos Editore.

Salentina di Racale, salentina per la capacità di interpretare, non solo descrivere, paesaggi e personaggi, ma salentina soprattutto per una ragione precisa, quanto inedita, una novità significativa assai: qui per la prima volta in un’opera letteraria ambientata nel martoriato e desertificato Salento si parlava di questioni ambientali nell’essenza stessa dell’opera.

E’ appena uscita, o, per meglio dire, nuovamente uscita adesso di Luigina Parisi la sua opera prima, quella che la rivelò, dopo la partecipazione ad un concorso, la raccolta di racconti “Malurmia”, in una nuova edizione (storiediibri.com, 126 pagg. 8 euro), la seconda, dopo poco più di due anni, ed è una gran bella soddisfazione.

Malurmia in dialetto è un’anima in pena che vaga sconsolata, nelle tenebre dell’esistenza.

Se per uno scrittore, il romanzo è un’autostrada, un viaggio comodo e confortevole, il racconto è un sentiero irto e ripido, di problematico percorso.

Mentre in autostrada puoi correre, rallentare, fermarti agli autogrill, entrare e uscire ai caselli, col racconto devi salire subito, camminare e pedalare, a fatica e con sempre problematiche difficoltà oggettive.

Fra l’altro, nella letteratura contemporanea, con modelli inarrivabili quali Ernest Hemingway e Dino Buzzati, in confronto ai quali nessuno ha saputo fare di meglio, pur magari arrivando ad apprezzabili risultati.

E come è andata allora Luigina coni suoi racconti?

Vediamo.

Il primo – Nena – è un incipit col botto. E’ il racconto di una vita, della perseguita e raggiunta consapevolezza dell’esistenza, che richiama il verismo di Giovanni Verga, per quanto è significativo e intenso, ovviamente mutatis mutandis, le nostre anziane, i nostri usi e costumi, le nostre famiglie, nostre salentine dico, in luogo dei campi e delle miniere siciliane.

Il secondo è il racconto di un amore, di una coppia dei giorni nostri alle prese con quelle che abbiamo imparato a chiamare le conseguenze dell’amore, che in un modo o nell’altro sceglie di continuare appunto per consapevolezza, se non più per passione.

Lupo, così si chiama il protagonista, racconta la difficile educazione sentimentale di un ragazzo dal male oscuro per il padre e dal cordone ombelicale con la madre ancora non reciso, che risolve i suoi problemi esistenziali solo con la morte dei genitori.

Seguono tematiche difficili, come l’eutanasia, la solitudine, la solitudine affettiva voglio dire, le violenze, fisiche e psicologiche, in famiglia, tratteggiate, mai liquidate, sempre fatte decantare, raccontate, anzi, spiegate con inventiva di straordinaria umanità.

I flash back, le istantanee, la semplicità stilistica, unita alla capacità, la voglia che preme per uscire, di raccontare, in poche pagine tutta una vita, fanno lo stile di Luigina Parisi.

Si veda come evita la banalità e arriva in cima del significato alle prese con la narrazione del primo amore, rivissuta con la sensibilità di un protagonista maschile, o dell’infanzia dal futuro difficile, o della maternità, o del rapporto con i genitori.

Malurmia, questa bella e significativa raccolta di racconti, è tutto questo.

Il racconto è congeniale a Luigina Parisi quanto il romanzo.

Racconto o romanzo che sia, anzi, che sarà, si apra ora dunque all’attualità, alle tante storie che l’attualità ci propone, guardi senza paura, conscia dei propri mezzi fin qui egregiamente rivelati a quello che cambia, nel bene, nel male, nella nostra dimensione di contemporanei, intorno a noi, fra le pagine chiare e le pagine scure della cronaca.

Con la propria sensibilità, ci mancherebbe, con il suo stile, ovvio, ma si misuri alla ricerca di significati e di significanti, magari mettendoci di più, senza paura, suoni, rumori, profumi, voci, espressamente registrati, per meglio fissare l’attualità, qui al sud del sud dei santi, nella dimensione superiore della creatività letteraria.

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Category: Cultura, Libri

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