MA COME CAVOLO VENGONO ASSEGNATI GLI APPALTI DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE? LA CGIL CHIEDE CHIAREZZA

| 3 Settembre 2022 | 1 Comment

(Rdl) ______ 

“Acquedotto Pugliese nel momento in cui ha valutato il progetto tecnico della Fimm assegnandole il punteggio più alto si è reso conto o meno che l’azienda subentrante non aveva alcuna intenzione di assumere tutto il personale? E come si coniuga tutto ciò con le reiterate dichiarazioni da parte di Aqp, anche in presenza della proprietà, che nelle more dell’internalizzazione, presente nel suo piano strategico, i livelli occupazionali sarebbero stati garantiti? Oltre al danno i lavoratori corrono il rischio di subire la beffa, dunque, e di essere esclusi, dopo anni di lotta, dall’internalizzazione. Ciò che sta accadendo è di una gravità inaudita e getta un’ombra su chi evidentemente sapeva e ha taciuto. Vorremmo capire come sia stato possibile, riaffidare il servizio alla stessa azienda a cui Aqp ha risolto il contratto”..

Così questa mattina Franco Giancane, segretario generale della Filctem, l’organizzazione di categoria della Cgil dei lavoratori dei settori chimica, tessile, energia, manifatture.

Si riferisce alla FIMM, l’azienda cui è stato affidato l’appalto da parte dell’Acquedotto Pugliese e all’annunciata sua volontà di ‘tagliare’ dodici su quarantaquattro ‘letturisti’, con il criterio di selezione di un “colloquio motivazionale”.

La Fimm è un’azienda con sede a Rovigo costituita nel 1984 con lo scopo di sviluppare nuove tecnologie per operare nel settore dell’informatica applicata alla gestione di utenti, dei servizi di distribuzione di gas, acqua, energia elettrica e con particolare intervento per la fatturazione dei consumi contemporaneamente alle letture. 

Il presidente dell’Acquedotto Pugliese, duemila dipendenti, cinquecento milioni di euro di fatturato, di proprietà della Regione Puglia, è presieduto da un anno da Domenico Laforgia (nella foto), 71 anni, barese di nascita, leccese d’adozione, ex rettore dell’UniSalento, da sempre fedelissimo di Michele Emiliano.

Nel consiglio di amministrazione dell’Acquedotto Pugliese siede fra gli altri da un anno Salvatore Ruggeri, 72 anni, e parlamentare ed e assessore regionale, neo fedelissimo di Michele Emiliano dalle ultime elezioni regionali di un anno fa, arrestato il 7 luglio scorso dalla Procura della Repubblica di Lecce nell’ambito di una inchiesta su presunti illeciti nel mondo sanitario, dei consorzi pubblici e nella gestione di concorsi, con le imputazioni di corruzione, traffico di influenze e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici.

La Cgil chiede misure urgenti per risolvere a favore di tutti i lavoratori quest’ultima vicenda, ma soprattutto – c’è nella dichiarazione di questa mattina di Franco Giancane – afferma che “sulla procedura di assegnazione degli appalti urge la riapertura di un tavolo per stabilire regole precise alle aziende vincitrici negli appalti. È di questi giorni l’assegnazione degli appalti dei cottimi sempre per Aqp: di fronte a bandi di gara per milioni di euro i lavoratori sono costretti a subire l’applicazione di contratti nazionali non conformi all’attività che svolgono, con grave penalizzazione economica”.

Category: Cronaca, Politica

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  1. Cgil Lecce - tramite mail ha detto:

    Lecce, 17 settembre 2022 – Colpo di scena nella vertenza dei letturisti di Acquedotto Pugliese. A poche ore dalla convocazione della task force regionale per il lavoro (lunedì alle ore 15), la Fimm, azienda che subentrerà nell’appalto alla Gest, con una nota a firma dell’amministratore unico Alberto Dondi, avverte che non siederà al tavolo in quanto “non titolata a partecipare, non avendo ancora sottoscritto alcun contratto con l’ente appaltante”.

    All’inizio di settembre la Gest aveva avviato le procedure di licenziamento per 12 lavoratori su 44, gettando nel panico il personale e mettendo a rischio il piano di internalizzazione del personale, a lungo agognato dai letturisti. Secondo la Gest, l’azienda subentrante (la Fimm appunto) riteneva eccessivo il personale. Ora la vincitrice del bando di gara si è tirata fuori dalla discussione che il presidente della task force, Leo Caroli, ha in programma di intavolare a partire da lunedì e che riguarda il futuro di un servizio e di 12 famiglie. Un futuro di cui la Fimm sarà comunque protagonista, in quando soggetto gestore del servizio di letturazione dei contatori Aqp.

    Dura la reazione del segretario generale della FIlctem Cgil Lecce, Franco Giancane, che è anche coordinatore dei letturisti per la Filctem Puglia: “Il re è nudo”, dice. “Ancora una volta la Fimm si distingue per i suoi sgarbi istituzionali. Sarebbe dovuta venire nell’unica sede deputata a discutere di tematiche inerenti alle crisi aziendali, per confermare quanto scritto nella pec inviata ad Aqp lunedì scorso. Il nostro atteggiamento prudente è stato lungimirante: bene abbiamo fatto a non ritenere chiusa la partita degli esuberi. Fimm aveva subordinato l’assunzione di tutti e 44 i letturisti alla “ottimizzazione delle commesse” e al “ricorso ad attività complementari già previste nell’offerta”. Condizioni che non ci hanno mai convinto e che appaiono ora poco trasparenti”.

    Da sempre la Filctem ha espresso perplessità sull’aggiudicazione dell’appalto da parte di Aqp alla Fimm: “Abbiamo chiesto fin dal primo minuto di non assegnare in autotutela l’appalto, di verificare se l’azienda vincitrice fosse in concordato preventivo, se avesse avuto problemi nelle passate commesse con altri enti, atteso che fu estromessa dall’appalto letturazione proprio da Aqp nel 2019.
    Soprattutto volevamo sapere se fosse solvibile. Ci chiediamo”, continua Giancane, “come sia potuto accedere tutto questo. Come mai Aqp ha premiato con il punteggio più alto un progetto tecnico che prevedeva 12 esuberi. Chi sapeva perché ha taciuto? Sia fatta chiarezza sulla vicenda. Non si gioca sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie. Lanciamo ancora una volta un appello al presidente della Regione, Michele Emiliano, affinché autorizzi, come indicato dal presidente di Aqp Domenico La Forgia, l’anticipo dell’internalizzazione del servizio, già prevista nel piano industriale di Aqp per il 2024. Dopo un decenno di lotte sindacali è il momento di donare tranquillità a queste 44 famiglie.

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