NOVITA’ DISCOGRAFICHE / ESCE “In un lampo del giorno” DI LAMINA/MAX NOCCO

| 8 Febbraio 2026 | 0 Comments

di Roberto Molle ____________

Tutti nell’ambiente alternativo musicale salentino sapevano di Max Nocco, dei suoi trascorsi di batterista in diverse band hardcore/metal (Crollo Nervoso, Frattura, Morte del Sistema, Egica Soluzione, Sesta Categoria, Hyoid, Nevrosi, Run Patty Run, Shank); del Crash, il suo negozio di dischi poco convenzionali; della sua sterminata collezione di vinili; della sua attività di operatore culturale e giornalista; del fatto che sia un apprezzato dj selector capace di realizzare splendidi scenari sonori attingendo a coordinate che spaziano dall’elettronica al jazz, al soul, al dub, fino al rock, alla new wave, al kraut, all’hip-hop e al funk; infine, che abbia prodotto e pubblicato dischi e scritto libri.


Ho conosciuto Max da pochissimo, quando ci siamo ritrovati a parlare di musica all’interno di una trasmissione sul web. Mi è sembrato subito una persona competente, con una vasta conoscenza in campo musicale, appassionato e insieme disilluso di come oggi molto sia cambiato in peggio riguardo alla situazione dei musicisti.


Da pochi giorni è uscito un disco accreditato a Lamina (suo alter ego) che si intitola “In un lampo il giorno”, pubblicato in tiratura limitatissima (ma è già pronta una ristampa) su vinile, e disponibile in digitale scaricabile sulla piattaforma Bandcamp.


Avevo avuto modo di ascoltare alcune sue produzioni precedenti, ma non mi avevano preso molto. L’idea di ascoltare il disco e scriverne è maturata quando ha cominciato a circolare la copertina.

L’immagine proviene da uno scatto che Max ha realizzato all’alba di un freddo giorno di qualche anno fa nella campagna salentina. Una foto che, a prescindere dal contenuto, rilascia suggestioni capaci di aprire un varco verso possibili altrove che si preannunciano poco rassicuranti. Già questo mi piaceva, e qualcosa si è messo subito in moto. Fantasia, evocazione, ispirazione: è stato un attimo e le spore di “Ho ucciso paranoia dei Marlene Kuntz riappaiono. L’oscurità di quel disco, intriso di ostile bellezza, con i fili d’erba spuntati sul soffio di rugiade impertinenti, cresciuti troppo in fretta, sembrano già morire dentro la copertina del disco di Lamina.

Per conoscere qualcosa in più su Max Nocco e su “In un lampo il giorno”, rimando all’ottima intervista di Bianca Chiriatti di qualche giorno fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno.


Undici brani, undici indizi sonori utili a entrare nel sentire di Lamina. Il mio ascolto avviene in digitale (ottima qualità in file wave, quindi abbastanza fedele all’originale); dovrei alla fine avere anche un vinile per casa, e confronterò.


La mia visione di “In un lampo il giorno”.
Ambiente – Preparatorio allestimento al viaggio, soffice preludio a quello che potrà accadere. Uno scandaglio si muove sinuoso dentro un canale sotterraneo, nessuna forma vivente tra le acque torbide. Anfratti, rientranze, possibili avamposti d’agguato, labirinti dentro uno degli scenari di Quake.
MorniNg – Fredde simmetrie elettroniche come password. Tutto resta ancora criptato.
Moviola – Si compongono scenari sulle coordinate dei suoni; scorrono immagini su muri scrostati e flash di memoria si materializzano. Jena Plissken si muove circospetto: un’auto nella notte e sicari neri nell’ombra, i suoni di John Carpenter. Un fischio, un sibilo sul finire.
Tatami – Un soffio, un breve passaggio a smorzare; un haiku nel mare.
Guerra sonora – Pioggia che esplode nella rossa terra. Battiti propiziatori dentro rigurgiti industrial. Frequenze imprigionate in camere iperbariche. Il ritmo cresce.
Corde a strappi – Microcosmo blues sintetico.
Buck (feat. Massimo Colazzo) – Bassi pulsanti e uno spoken che inchioda. Il calore ancestrale della voce squarcia il velo invernale. Pathos e poesia a liberare paure. Charlie se ne va con il suo zombie nel sacco.
Delicatessen – Intermezzo.
Strada del non ritorno (feat. Gianluca Milanese) – Oriente tra le pieghe di un sogno. Magie di flauto a distendere gli umori e mandorli immaginati sul crinale di un sogno.
Nascosto tra le lenzuola – Mick Karn non è mai morto veramente e David Sylvian resterà per sempre giovane. Ci ritrovo tutta la bellezza disincantata di “Tin Drum” in questo brano, e un magone che si libera lentamente.
Isola spazio – Captazione di segnali generati da satelliti vaganti nello spazio. Due fratelli (Achille e Giovambattista Judica Cordiglia) affascinati dall’ignoto, alla ricerca della risposta a qualcosa. Magnetico e suggestivo, un brano che respira di arcaicità e modernità. L’inquietudine della percezione che là fuori ci sia qualcuno, da sempre.


In un lampo il giorno” scivola leggero all’ascolto, contiene il mood visionario di Koyaanisqatsi (di Philip Glass) e il respiro crepuscolare di Lirica Ucraina (di Iosonouncane). Un album di formazione, a mio avviso, che rivela da parte del suo autore una profonda sensibilità e una notevole capacità di sintetizzare immagini in suoni. Verrebbe da definirlo un progetto ambient, ma i respiri che lo abitano si nutrono di molto altro.

Category: Cultura

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