CIRCONDATI DALLA FOLLA E MINACCIATI, DUE OPERATORI SOCIALI SALVATI DALL’INTERVENTO DEI CARABINIERI

(f.f.)___________
Momenti di forte tensione nel pomeriggio a Martignano, dove due operatori impegnati in attività di inclusione sociale hanno rischiato di essere aggrediti da un gruppo di persone mentre si trovavano a bordo della loro auto nel centro del paese. L’episodio si è concluso senza feriti grazie al rapido intervento dei militari dell’Arma.
Secondo quanto ricostruito dai diretti interessati, i due lavoratori – appartenenti all’associazione Arci Lecce Solidarietà e attivi nel progetto Sai di Caprarica di Lecce – si erano recati nel comune della Grecìa Salentina dopo essere stati contattati da una residente intenzionata a donare una cameretta da destinare a persone in uscita da un percorso di accoglienza. L’obiettivo era effettuare un sopralluogo preliminare per organizzare il successivo ritiro degli arredi.
Non riuscendo a individuare con precisione l’abitazione indicata, i due avrebbero accostato l’auto per chiedere ulteriori indicazioni telefoniche. In quei frangenti, stando al loro racconto, sarebbero stati avvicinati e circondati da più individui che, insospettiti dalla loro presenza, avrebbero tentato di aprire le portiere del veicolo nel tentativo di farli scendere con la forza. A coordinare il gruppo ci sarebbe stato un uomo che si sarebbe qualificato come carabiniere fuori servizio.
La situazione sarebbe degenerata nel giro di pochi minuti, complice il sospetto – poi rivelatosi infondato – che i due potessero avere cattive intenzioni. Il clima si sarebbe fatto sempre più acceso, con il rischio concreto di un’aggressione collettiva. Determinante è stato l’arrivo di due pattuglie dei Carabinieri, che hanno riportato la calma, allontanato i presenti e proceduto all’identificazione delle persone coinvolte.
I due operatori, pur non avendo riportato lesioni, sono rimasti profondamente scossi dall’accaduto. Nelle prossime ore formalizzeranno una denuncia per chiarire eventuali responsabilità.
L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati a reazioni impulsive dettate dal sospetto, soprattutto nei piccoli centri dove la presenza di volti non noti può generare diffidenza. Una percezione errata del pericolo, in assenza di verifiche, può infatti trasformarsi in un’azione collettiva incontrollata, con conseguenze potenzialmente gravi.
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