LA FAVOLA VERA DI PUNCH KUN, IL MACACO CHE HA COMMOSSO IL MONDO

di Giuseppe Puppo _________________
C’è tanto di commovente, tanto di terribilmente affascinante, e di emblematico, in questa storia che arriva dal Giappone e che si è rapidamente diffusa in tutto il mondo tramite social del nostro villaggio globale.
Riguarda un macaco, il genere di primati più diffusi dopo gli esseri umani, le scimmie, con cui nella storia dell’evoluzione abbiamo un punto di contatto diretto e prossimo.
Il suo nome è Punch, detto Punch Kun, nome proprio, come la bevanda calda nome comune, kun appellativo onorifico vezzeggiativo. Ha sette mesi d’età e vive nello zoo di Ichikawa, grossa e antica città del Giappone. Viveva solo, escluso, emarginato, bullizzato, dopo essere stato abbandonato dalla madre subito dopo la nascita, per stress post partum, amplificato dal gran caldo. Sì, come tutte le famiglie infelici, anche quella di Punch è infelice a modo suo, nell’egoismo, nella sopraffazione, nell’indifferenza nel migliore dei casi, dei suoi simili e simili assai pure agli esseri umani.
I responsabili dello zoo di Ichikawa gli avevano dato un peluche per surrogato materno, e pochi giorni fa ne avevano postato la foto su X: “Per favore sostenete con calore la crescita di Punch”.
Detto fatto, anche per tutti gli altri social, Punch e il suo peluche surrogato dell’affetto e palliativo alla solitudine, sono diventati conosciuti e amati in tutto il mondo.
In primis sono stati i bambini di tutto il mondo a rispondere, specie su Tik Tok, il loro social più usato, con messaggi, disegni e parole di incoraggiamento: poi dice che bisogna vietare i social ai bambini… Guidarli, accompagnarli nella navigazione, ecco, questo sì, ma non inibirli: i bambini poi hanno l’innocenza e l’umanità che gli adulti per lo più hanno smarrito.
Un effetto dirompente quanto inarrestabile.
Ovviamente, l’azienda produttrice multinazionale ha cavalcato l’onda commerciale. Il pupazzo non si trovava più in vendita e ne hanno quindi rapidamente aggiornato la produzione.
Il presidente della filiale giuapponese, Petra Fare, è andata allo zoo, accolta dal sindaco della città, portando in dono decine di peluche.

E ovvimente dappertutto è partita la pubbicità

Ora, quelli dell’ Ikea sono maestri della comunicazione commerciale a livello globale. Ma nella fattispecie sarebbe sbagliato ridurre tutto ad essa.
Nella fattispecie, ha giocato molto il tema della solitudine, che sta particolarmente a cuore all’Ikea e non solo a parole, ma nei fatti. I loro centri commerciali, presenti in quasi tutte le grandi città, anche se non ce n’è uno nel nostro Salento, forse perché le polpette che facciamo qui noi sono migiori di quelle svedesi, quindi i nostri lettori salentini non possono capire quello che sto provando a dire adesso io, che ho vissuto tanti anni a Torino: sì, i loro centri commerciali sono veri e propri templi laici contro la solitudine e l’emarginazione e a favore della socialità e dell’inclusione. Freschi d’estate e caldi d’inverno, nei fatti sono oasi nel deserto delle grandi città e permettono se non altro di passare qualche ora in compagnia, magari mangiando un boccone a bassissimo costo, per adulti e bambini, con intrattenimenti vari e regalini assortiti, in cui genitori, single o in coppia, trovano una dimensione nuova e tutti occasioni di nuove conoscenze, magari anche per innocenti evasioni di tradimenti coniugali assolutamente insospettabili (ma adesso questo ve lo risparmio, non vi dirò come fa qualcuno…).
Questa storia ha pure un lieto fine, che volete di più?

In un post di ieri, lo zoo di Ikhikawa ha informato che, dopo che erano cessati gli atteggiamenti aggressivi già nei giorni scorsi da parte degli altri macachi, vogliamo credere per effetto dei doni e delle attenzioni ricevuti da tutti, ha informato che a Punch Kun si è avvicinata in piante stabile una femmina adulta, che ora pare avergli assicurato presenza affettuosa continua: non sappiamo se sia la madre malvagia pentita, oppure un’altra, ma poco importa.
E ora volete la morale della favola?
Va bene…
Di mamma non ce n’è una sola; talvolta la famiglia è chi troviamo sulla nostra strada; tutte le famiglie felici si assomigliano; i bambini ci salveranno e contageranno gli adulti col loro fanciullino; da solo nessuno ce la può fare; e nessuno resti indietro.
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