MANCA UN ANNO ALLA SCADENZA DEL SUO SECONDO MANDATO, MA IL POST MELLONE A NARDO’ E’ GIA’ COMINCIATO

di Graziano De Tuglie ________________
A Nardò molto si muove in vista delle elezioni comunali del 2027. Si agitano le acque in superficie ma si agitano molto di più le acque profonde. Si muove un fitto sottobosco di faccendieri che puntano a diventare creatori del sindaco vincente, puntano ad accaparrarsi il ruolo di kingmaker per lucrarne cospicui dividendi nel caso in cui il futuro sindaco sia proprio il personaggio da loro sponsorizzato. E qualcuno si auto sponsorizza. E’ il caso di Gianpiero Lupo. Con aria compunta, atteggiamento sardonico, tutto impostato rieccolo…
Sì proprio il Gianpiero Lupo, compagno di innumerevoli avventure di Pippi Mellone.
Difficile dimenticare che che era dietro al caso Calabretti, quel dirigente sotto inchiesta, all’epoca, per mafia (poi assolto) che durò lo spazio di una mattino nella prima giunta Mellone, finendo revocato prima ancora che iniziasse il suo incarico.
Difficile dimenticare che è lo stesso Lupo che si caricò il dirigente Falco, a scavalco con altro Comune: per far posto a Falco escogitò la rivoluzione dei dirigenti in servizio, i quali fecero ricorso nelle sedi competenti. Azione sconfessata in tutti i gradi della Magistratura e che pesanti ripercussioni produce ancora oggi sui bilanci comunali; perché per far posto a Falco demansionò tutti i dirigenti innescando un contenzioso i cui effetti si protraggono ancora oggi. E sono effetti pesanti sul bilancio comunale.
Difficile dimenticare che Lupo realizzò il suo capolavoro con l’ex gerontocomio tenendo bordone ai folli progetti di Mellone: prima lo tenne nei bilanci comunali valutandolo (in linea, per la verità, con i suoi predecessori) due milioni di euro, poi partorì il colpo di bilancio creativo permutandolo con una ditta per un milione e settecentocinquanta mila euro. Il gerontocomio doveva trasformarsi in punto nascita (il famoso slogan I BAMBINI TORNERANNO A NASCERE A NARDO’) e la ditta doveva fare strade e quant’altro al servizio della comunità di Nardò. Tutto annegò nel più assoluto silenzio nonostante Lupo avesse garantito la permuta asseverando quanto sproloquiava Mellone: Il Gerontocomio fu abbattuto e spianato con una spesa esorbitante che sfiorò ben settecentocinquantamila euro.
Difficile dimenticare che i numerosi esposti presentati da Lupo contro i bilanci di Marcello Risi furono considerati poco più che carta straccia della sezione regionale pugliese della Corte dei Conti, inficiando non poco la vantata competenza di Lupo nella rendicontazione pubblica.
Difficile dimenticare Lupo che ha portato il deficit comunale a livelli ragguardevoli.
Difficile dimenticare la figura pietosa di quel Lupo che estromesso, dopo sette anni e mezzo, dalla giunta comunale con una dichiarazione lacrimevole dichiarava la sua incondizionata fedeltà a Mellone e si inginocchiava, dichiarandosi disponibile ad ogni desiderata del suo capo, e cospargendosi la sua testa di cenere.
Lupo millanta appoggi che non ha. Ha il sostegno della sua lista fai-da-te e di un singolo consigliere comunale e troverà sulla sua strada sempre chi ricorderà il carico dei danni perpetrati al comune di Nardò
Non si può minimamente paragonare all’ex assessore Puglia, che è uscita dalla giunta Mellone sbattendo la porta e che già meditava di farlo da almeno sei mesi, senza piatire l’elemosina del suo ex capo. E poi la Puglia durante i suoi mandati ha parlato con tutti senza chiedere a nessuno la sua tessera e realizzando progetti con chiunque, di ogni estrazione, presentasse proposte valide fidando anche nel fatto che cultura e turismo non generano appalti e incarichi professionali. Ed è stata lontana dalle tecniche di chi faceva le selezioni per le assunzioni nei saloni di bellezza.
Non sono degne di nessun commento le sparute voci che ipotizzano una candidatura di Paola Mita, è un aborto di candidatura non rappresentando niente e nessuno.
La candidata melloniana, la Sodero veleggia, come sempre ha fatto, nell’inconsistenza assoluta. Esiste in quanto è la candidata di Mellone e basta; inconsistente è stato il suo ruolo di assessore e vice sindaco e tale rimane. Un sorriso dietro il quale c’è il vuoto pneumatico, una sorta di re travicello ruolo cui si dovrà adattare perché Mellone farà il vice sindaco con delega generale se vincerà, sarà un sindaco di facciata è quello il suo destino.

























