SPECULAZIONI IMMOBILIARI E TURISMO PREDATORIO: LA DENUNCIA DI ALLEANZA VERDI SINISTRA PROVINCIA DI BRINDISI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Alleanza Verdi Sinistra di Brindisi ci manda il seguente comunicato (nella nostra foto, le proteste popolari del mese di giugno scorso in Albania contro le speculazioni immobiliari promosse su quel territorio dall’alta finanza internazionale) ________________
ROMA / BRINDISI – «La semplificazione non può diventare deregolamentazione: il Governo vuole tutelare gli interessi delle comunità locali o quelli degli speculatori?». Parte da questo interrogativo l’affondo di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) contro gli effetti distorsivi della norma sulla ZES Unica per il Mezzogiorno (D.L. 124/2023), uno strumento che – nato formalmente per rilanciare l’economia del Sud – si sta trasformando in un grimaldello fuori controllo a favore di speculazioni immobiliari e di un turismo “predatorio”.
Il tema è stato portato con forza al centro del dibattito istituzionale grazie all’interlocuzione urgente promossa alla Camera dei Deputati dall’onorevole Filiberto Zaratti (AVS) e all’iniziativa in Parlamento Europeo dell’eurodeputata Cristina Guarda, che ha acceso i riflettori su una normativa italiana lesiva dei diritti di trasparenza e gestione democratica dei territori.
Fermo restando che AVS non è contraria allo sviluppo economico e al sostegno del meridione, il ricorso scriteriato alla Struttura di Missione ZES sta spalancando la porta a interventi speculativi – mossi da cordate di investitori italiani ed esteri – altamente impattanti sul piano ecologico, paesaggistico e sociale.
Da Tavolara a Ostuni, l’overtourism sta riducendo le coste in recinti esclusivi per super ricchi. Dietro ai nuovi resort nelle aree di pregio o nei Parchi Naturali si ripete il medesimo copione: spiagge pubbliche sottratte alla fruizione collettiva, immobili convertiti in asset finanziari d’investimento, consumo idrico sconsiderato e lavoratori stagionali sottopagati. Investimenti slegati dal contesto locale che generano zero valore aggiunto per l’economia reale, per di più alimentati da agevolazioni finanziarie pubbliche pagate dalla collettività.
A preoccupare fortemente AVS è il vulnus democratico e costituzionale introdotto dalla norma:
- L’esautorazione degli enti locali: Lo Sportello Unico Digitale ZES, dipendente direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, bypassa i Consigli comunali esautorandoli dal loro ruolo costituzionale di pianificazione e tutela del territorio.
- Il deficit di trasparenza: La procedura rappresenta un vero e proprio escamotage per aggirare il controllo di cittadini e associazioni, venendo meno all’obbligo di pubblicazione dell’istanza all’albo pretorio, sui quotidiani o sul luogo dell’intervento, in palese violazione della Convenzione di Aarhus (Direttiva 2003/35/CE) ratificata dall’Italia nel 2001.
Emblema di questa deriva è il caso Mogale a Ostuni (il resort Four Seasons al centro dell’attenzione internazionale): un progetto insistente su cavità ipogee in un’area di altissimo valore archeologico e ambientale, che ha ottenuto il via libera malgrado numerosi pareri contrari proprio grazie alla scorciatoia centralizzata dello Sportello Unico ZES.
Una logica di svendita dei beni comuni e delle aree naturalistiche che, tristemente, trova sponda anche in altre geografie del Mediterraneo: basti pensare a quanto sta accadendo al di là dell’Adriatico in Albania, dove le aperture istituzionali a maxi resort di lusso e insediamenti speculativi in zone di inestimabile valore ecologico (come le aree protette tra Sazan, Zvërnec e la Laguna di Narta) replicano lo stesso identico modello predatorio di sfruttamento dei territori a beneficio di pochi investitori internazionali.
«Le risorse di coesione – ribadisce AVS – devono servire a garantire ai residenti sanità, trasporti e casa, non a fare da esca per speculazioni che calpestano il diritto all’autodeterminazione delle comunità. Lo sviluppo e la pianificazione si fanno con i cittadini e sui territori, non dentro un ufficio romano a colpi di calcoli di profitto». La battaglia per il “diritto a restare” e per un turismo sostenibile e “made in Puglia al 100%” continuerà senza sosta in tutte le sedi istituzionali, italiane ed europee.
Alleanza Verdi Sinistra provincia di Brindisi
Caterina Marini
Mariflò Magli
Domenico Turrisi
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