LA POLEMICA / MCPIPPIMELLONE’S

di Graziano De Tuglie ___________________
Si è scatenata una violenta polemica, a Nardò, sull’annuncio del sindaco Mellone dell’imminente apertura di una filiale della nota multinazionale McDonald’s che vede il sindaco e i suoi adepti contro l’universo mondo.
Scaturisce tutto dall’annuncio del sindaco Mellone che magnifica l’avvento della mulinazionale americana del fast food e lo lega ad un progetto, limitatissimo, di riqualificazione urbana che si appunta come una medaglia al petto della sua amministrazione. Il presunto progetto consiste nella cessione di 1465 metri quadrati di spazio al comune dalla proprietà della multinazionale americana per farne parcheggi (al proprio servizio) con qualche ciuffetto di verde e qualche giochino per bambini contrabbandata per riqualificazione dell’area quando si tratta di un volgare operazione commerciale.
E’ vero che l’operazione viene corredata dall’immancabile costruzione di rotonda, sempre al servizio di interessi privati ma con costi totalmente pubblici, in sostituzione dell’incrocio finora più che adeguatamente regolato da un impianto semaforico che non ha dato nessuno dei problemi paventati dall’ineffabile sindaco nella sua relazione giustificativa.
Continuando nella sua comunicazione infarcita di amenità il sindaco parla di importanti ricadute occupazionali «Tanti ragazzi e ragazze sanno quanto conti avere un’opportunità in più senza dover fare le valigie e andare via» scrive a corredo della iniziativa.
Naturalmente non sono mancate le voci cche dissentono decisamente dal magnificato tono celebrativo dal sindaco, immediatamente le opposizioni hanno rimarcato l’assenza di un piano regolatore generale che, promesso da un decennio, latita e lascia il tempo che trova andando avanti con una serie di varianti estemporanee.
A tal proposito è ben centrata la critica di Gianni Casaluce, agronomo ed agricoltore in proprio, il quale dice:”La favola della “convivenza con i locali”: La spesa dei cittadini non aumenta magicamente. Ogni euro speso per un menu industriale spinto da pubblicità milionarie è un euro tolto al paninaro, alla trattoria e al macellaio di Nardò. Con una differenza: il locale del posto reinveste il 65% dei soldi in città; la multinazionale ne porta l’80% fuori.“ e ricara la dose sulle promesse di lavoro:”I “nuovi posti di lavoro”: Creare mansioni standardizzate, part-time e precarie a scapito della chiusura delle nostre attività storiche non si chiama sviluppo: si chiama de-qualificazione del lavoro.”
Le polemiche si estendono anche sul versante della qualità e composizione del cibo, molti rimarcano uno stavolgimento delle abitudini alimentari dei cittadini che dovrebbero virare sul cibo-spazzatura che è caratteristico della alimentazione tipica delle multinazionali, totalmente ignare dell’alimentazione locale e di prossimità
Nella polemica si è inserita la direzione nazionale di Forza Nuova che rivolgendosi direttamente con una lettera al sindaco dice che: “Il McDonald è il simbolo di una cucina usa e getta che cozza con le tradizioni e l’eccellente produzione locale. Aziende agricole, rosticcerie e ristoratori di Nardò verranno messi ulteriormente in difficoltà”.
E in merito ai posti di lavoro che l’iniziativa potrebbe attivare sostiene che “Il vantaggio di impiego di cui Lei parla è effimero: paghe basse che finiranno assieme al caporalato straniero e che non sono sufficienti per aiutare le nuove generazioni a mettere su una famiglia”.
E’ singolare che la direzione nazionale di tale movimento abbia preso posizione in un contesto a proiezione locale ma forse e da attribuirsi alla presenza in giunta dell’assessore Pierpaolo Giuri che a lungo si firmò sui social come “PierpaoloForzaNuova” per poi aderire al mellonismo.
Tornando a cose più serie si puo definire il settore come un settore ad economia effimera se non parassitaria perchè è un settore economico che origina una rendita prassitaria perchè prina di spendere i propri soldi in queste attività bisogna guadagnarli; e per guadagnarli bisogna incrementare i settori produttivi del terziario, dell’agricoltura, dell’industria. Settori dove l’attività delle varie giunte Mellone, in un decennio, non si sono mai spese per raffozzarli o per incrementarli con innovazione e nuove tecnologie in modo da creare posti di lavoro stabili e non fittizi. Rimanendo all’età della pietra. Basta che ci sia il “Mcdonald et circenses”.
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