IL REPORTAGE / LE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE DEI NOSTRI PAESI / 1

| 25 Febbraio 2015 | 0 Comments

Alla scoperta del fascino del tempo perduto

 

di Paola Bisconti______

Un accurato studio, da me condotto nelle ultime settimane, mi ha permesso un’attenta analisi sul funzionamento delle biblioteche scolastiche in alcuni paesi del territorio salentino.

Il reportage non intende stilare statistiche, né offrire dati numerativi, perché questo lavoro ha il solo scopo di comprendere in maniera più dettagliata in che modo docenti e dirigenti invitano gli alunni ad usufruire di uno spazio apparentemente desueto come quello delle biblioteche.

Sebbene alcuni istituti abbiano dichiarato di non offrire questo tipo di servizio – notizia che ha suscitato notevole stupore – ho constatato con mia profonda gioia che là dove esistono biblioteche, la gran parte di esse vengono frequentate assiduamente. Tra gli obiettivi dell’indagine non c’è esclusivamente questo mio spirito critico nel delineare chi lavora in modo migliore di un altro, ma anche riuscire a cogliere l’attualità del libro in tempi come questi in cui la tecnologia ha sostituito anche i tradizionali metodi di ricerca.

È il caso di dire “basta un clic e il lavoro è fatto”. Ma se da una parte c’è l’immediatezza, dall’altra si rischia di far perdere di vista agli alunni, il fascino del tempo o meglio della lentezza. Trascorrere ore leggendo, sfogliando, appuntando è un’attività ritenuta obsoleta a molti ragazzi che hanno imparato a considerare la staticità dello studioso come qualcosa di antiquato. Ed è proprio lì che nasce la mia sfida. Nella capacità di far notare la bellezza di quell’apparente tempo perduto.

La bellezza infatti è un altro punto cardine di questa inchiesta. Allestire una biblioteca in maniera tale da creare un ambiente gradevole, piacente e confortevole dovrebbe essere una priorità per quanti nelle biblioteche ci lavorano. Se arredamento e scaffalature appaiono ricche e ordinate, il fruitore avrà certamente più piacere a frequentare uno spazio bibliotecario, fosse solo per il fatto che ad attirarlo è l’eleganza del luogo più che il suo contenuto.

Ulteriore aspetto che ho tenuto in considerazione è stato quello creativo. Potrebbe apparire quasi un ossimoro che un luogo devoto al silenzio e alla concentrazione possa invece essere uno spazio cruciale dove poter dare libero sfogo alla fantasia culturale. La generazione che ci ha preceduto spesso non riesce a classificare il mestiere del creativo come una professione vera e propria. Al contrario l’intellettuale oggi ha imparato ad uscire fuori dagli schemi standardizzati così accade che in un contesto convenzionale, cultura e creatività si fondino in un’alchimia che risulta stravolgente e coinvolgente.

Mi preme sottolineare, infine, che ogni minimo sforzo compiuto dai professori tanto quanto dai genitori, e non da meno dagli addetti all’informazione come me, è utile se non fondamentale per condurre una battaglia. La più pacifica di tutte, ma forse la più difficile da vincere. Affermare la cultura, sensibilizzare alla lettura, diffondere la bellezza è l’unica vera via di salvezza per quanti intendono rilanciare la storia di un Paese con un patrimonio inimitabile. Ripartire dalla cultura è la sfida più dinamica e innovativa da intraprendere.

(1 / continua)

 

 

 

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Category: Costume e società

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