CONTINUAVA A PERSEGUITARE LA EX CONVIVENTE, FINISCE IN CARCERE UN UOMO LECCESE

| 23 Aprile 2015 | 0 Comments

(t.l.)______Fin dal Natale di due anni fa una donna si era più volte recata in Questura per segnalare il comportamento persecutorio e minaccioso del compagno, con il quale aveva da tempo deciso di interrompere qualunque rapporto.

In seguito a queste denunce, oggi il personale della Squadra Mobile ha sottoposto alla custodia cautelare in carcere un uomo di quarantacinque anni di Lecce, del quale non hanno fornite le generalità.

Secondo gli inquirenti, infatti, aveva costretto la ex convivente, con ripetute minacce e reiterate violenze, a modificare le proprie abitudini di vita ed a tollerare le sue condotte “invadenti e persecutorie”, creandole un perdurante stato d’ansia  e paura e  ingenerando anche un fondato timore per la propria incolumità fisica e per quella dei propri familiari.

Tra i motivi del suo risentimento anche la circostanza di non aver visto le figlie durante i colloqui in carcere, dove si trovava recluso per altri reati e, ritenendo che la causa delle mancate visite fosse riconducibile all’atteggiamento della compagna, l’aveva riempita di insulti.

Ingiurie e le minacce di morte  erano divenuti più frequenti a partire  dal Natale scorso, da quando cioè era stato posto agli arresti domiciliari, nella sua abitazione a poca distanza dalla casa della ex compagna. Non aveva risparmiato neanche le figlie per offendere le quali aveva anche utilizzato i social network.

I comportamenti persecutori e incivili si sono susseguiti per ben un anno e mezzo, nonostante la convivenza fosse stata interrotta dalla vittima da molto tempo; in una delle missive inviate dal carcere aveva persino macchiato il foglio con il proprio sangue, rivolgendo minacce di morte  direttamente alle figlie.

I gravi stati di ansia e di stress per l’incolumità propria e delle figlie, provati dalla vittima, venivano anche documentati da un accertamento medico che attestava stati d’ansia e attacchi di panico, acuiti dalla vicinanza fisica tra il luogo della loro dimora e quello dove l’uomo era agli arresti domiciliari.

Il personale della Squadra Mobile che ha raccolto le denunce ha documentato con riscontri oggettivi (missive, foto, certificati) le condotte persecutorie, in particolare le modalità ossessive utilizzate  dimostrano che egli ha agito con la volontà di controllare la vittima, anche attraverso il coinvolgimento di altri familiari, imponendo la sua presenza alla ex convivente ed alle figlie, non avendo accettato l’interruzione del rapporto sentimentale anche da parte di queste ultime, atteggiamento giustificato dall’aggressività del padre.

Il giudice  Alcide Maritati, su proposta del pubblico ministero Massimiliano Carducci, ritenendo fondato il timore per l’incolumità della donna e delle due figlie, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, considerando incompatibile la condotta assunta con gli arresti domiciliari.

Category: Cronaca

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