LA POESIA COME RICERCA DELLA BELLEZZA. DONATO DI POCE, TURISTA NON PER CASO, CON I SUOI VERSI SCAGLIA “lampi di verità” NEI CIELI SALENTINI

| 24 Febbraio 2018 | 0 Comments

(g.p.)______

Donato Di Poce, 60 anni, nativo di Sora, ma residente a Milano, una delle voci poetiche più interessanti del panorama contemporaneo, è nel Salento, per presentare la sua nuova raccolta poetica.

Non è un caso, dal momento che “Lampi di verità”, così si intitola, è edita da iQdB, I Quaderni del Bardo, l’ emergente casa editrice dell’ editore leccese Stefano Donno, che con essa ha inaugurato la prestigiosa collana Z, dedicata appunto alla poesia, diretta da Nicola Vacca.

Ieri sera era a Calimera, alla libreria Volta la Carta (nelle foto, è il terzo da sinistra), insieme appunto all’ editore, al direttore e ad Alessandro Vergari, autore della prefazione al volume.

Una serata bellissima” – ha detto questa mattina a leccecronaca.it Donato Di Poce – “Intensa, poi. Il momento poetico più alto? Ma quando ho preso in braccio la figlia della proprietaria della libreria che ci ospitava, di pochi mesi, e ho giocato con lei: una poesia umana, ecco”.

Tutti insieme di nuovo questa sera, sabato 24, alle 19.30, a Lecce, al Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso, con in più Mauro Marino, presidente del Fondo Verri, a fare gli onori di casa, e a Grazia Piscopo, presidente dell’ associazione Thorah, all’ insegna della condivisione e della militanza poetica.

Ma il pasticciotto, l’ immancabile rito cui si sottopongono tutti i turisti, l’ ha mangiato, Donato Di Poce? “Come no? Certo, mi sono ingozzato. Devo dire che ho trovato la Poesia nel pasticciotto leccese!”.

E i lampi di verità sono i versi della Poesia?

“Il titolo della raccolta, sì. Viene dalla prima poesia, che ho dedicato a Pier Paolo Pasolini, e a Enrico Mattei. La mia Poesia che è impegno civile, ma anche – sono le due chiavi interpretative – ricerca della Bellezza, nell’ abbraccio cosmico”.

I due piani di lettura, si incontrano, o viaggiano paralleli?

“I miei versi si contaminano al tempo stesso sia con i riferimenti alla realtà, sia con quelli alla filosofia, e alle altre culture, specie quelle orientali, così raggiungono l’ abbraccio con il mondo”. 

 

Lampi che squarciano “la notte buia del nostro vivere politico e civile”. Ma Donato di Poce ha riferimenti politici?

“Non voglio darci troppa importanza, alla politica. Il mio impegno è sì civile, ma soprattutto culturale. Certo, ci sono riferimenti all’ attualità, ma quello che voglio è recuperare un nuovo umanesimo, e ricercarlo con la filosofia, soprattutto quello orientale”.

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Libri

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