COME ERAVAMO / TV LIBERE, PERIODO MERAVIGLIOSO

| 5 Gennaio 2023 | 0 Comments

di Raffaele Polo   ______ 

Negli anni Settanta, assieme alle radio private (o ‘libere’ come si amava definirle) sorsero anche da noi, a Lecce, le Tv  locali. Sostanzialmente due, ovvero Teleleccebarbano e Teleradiosalento. Ho avuto la ventura di frequentarle tutte e due, per cui vi riassumo la mia esperienza, in un periodo in cui, veramente, accadde di tutto: dal rapimento di Moro al mio matrimonio, alla conquista del tesserino di pubblicista e della seconda laurea, fino all’agognato raggiungimento del ‘posto fisso’  che solo noi salentini sappiamo che valore aveva in quegli anni.

Segnalo anche una difficile operazione con la quale il professore Galante mi salvò da una peritonite e, insomma, fra tutte queste vicende personali, in città era presente e consolidata la visione di Telelecce che aveva gli studi in via Cavour, dove c’era anche Radio Lecce 1.

Io cominciai con la radio: rammento, per dare un’idea di come erano quei tempi, che dopo cinquanta giorni di partecipazione ai programmi di varietà e giornalistici, fui anche retribuito: mi diedero quarantamila lire con la promessa che in seguito, forse… I ricordi più interessanti sono legati alle vicende ‘giornalistiche’ che mi condussero, tra l’altro a realizzare un servizio radiofonico che, in un’ora, riassumeva vita e storia di un centro del Salento… Partii con Sabia, giovanissimo e alle prime armi (sarebbe poi diventato il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno in Albania…) e arrivammo a San Cesario. Dalle interviste realizzate venne fuori, tra l’altro, che nessuno conosceva Michele Saponaro che, pure, proprio lì era nato. 

Paolo Ricchiuto, che gestiva la Radio e, in quel periodo, era fidanzato con Ester Campobasso, mi guardò serio e disse solo: ‘Bravo’. Poi, dopo una pausa, aggiunse: ‘Ma chi cazzo è Saponaro?’‘. Diventammo subito amici…

A Telelecce c’era una fitta diatriba  all’interno della ‘Cooperativa Operatori Radio Tv’: questioni di priorità e, naturalmente, di denaro. Culminò tutto in un litigio e in una scissione. Se ne andarono in tanti, anche Fulvio Monaco ( prematuramente scomparso a 49 anni nel 1995, nella foto)  e nacque Radio Nice.

In Tv presero in mano la redazione Piero Lisi, Ugo Tapparini e Lorenzo Capone, con la supervisione di Ennio Bonea. 

Mancava un volto femminile di spicco e lo stesso Bonea fece esordire Ornella Garrisi. La sera prima mi aveva chiamato per annunciarmi che l’indomani avrei condotto il telegiornale. Ma l’indomani c’era Ornella e a me non badò nessuno.

Era il periodo in cui Tapparini pronunciò la famosa frase ‘Finalmente anche Lecce ha il suo morto per droga’ e poi si cimentò in un gioco serale con l’accompagnamento del bravo Cesare Monte. A tutti gli ospiti e ai vincitori dei quiz veniva offerta la ‘Cotognata Cesano’, sponsor della trasmissione…

Passai poi a Radio Salento, dove la redazione giornalistica, agli ordini di Antonio Maglio, vedeva Corcella, Reitano, Bartolomucci e un nugolo di giovanissimi, io ricordo Eugenio (Gegè) e Gigi Rizzo. A dirigere la radio era Ezio Candido e c’erano Teo Pepe, Fulvio Monaco, Gabriella De Judicibus, Riccardo Riccardi, e Loredana di Cuonzo.

In quel periodo, nacque Quotidiano, il primo quotidiano leccese. Alla redazione di Radio Salento fu posta l’alternativa di spostarsi al Quotidiano oppure rimanere per inaugurare la nuova televisione che era pronta e aggiunse al nome della Radio il prefisso ‘Tele’, diventando TeleradioSalento. Era un periodo meraviglioso, in città e nell’hinterland si respirava l’alacre voglia del fare, finalmente Lecce aveva radio, TV, giornali, la squadra di calcio approdata in serie B e, insomma, anche il Giro d’Italia partì da Piazza Sant’Oronzo.

In Tv  portammo le commedie di Protopapa, Pascali e Fiorentino, le musiche di Petrachi, Ingrosso e la redazione, agli ordini di Marcello Favale, fu composta da Toti Gentile, Annalisa Fantini, Adriana Santilio (contessa Bozzi Corso), Antonio Bartolomucci e il sottoscritto che ritrovò Ornella Garrisi…

C’erano un po’ tutti i nomi di chi bazzicava per radio e Tv, arrivò anche Toti Bellone e l’indimenticata Laura De Leonardis. Tra i tecnici, il regista Volpato, Roberto Riccardi, Paolo Malinconico, i fratelli Colazzo, Giuliano Capani e Giuseppe De Vitis. Fu un gruppo affiatatissimo che veniva curato dalla supervisione di Franca Gasparro.

Poi, il fenomeno si estinse, la TV entrò a far parte di circuiti regionali e nazionali, perse la sua connotazione di ‘locale’ e finì il bellissimo momento che ci aveva entusiasmato.

Eppure, ancora oggi, a sentire parlare di radio e televisione, ci emozioniamo ancora…

Category: Costume e società, Cultura

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