UNA STORIA PERSONALE, UTILE PER CHI E’ ALLE PRESE CON LE LISTE DI ATTESA ASL 

| 15 Maggio 2024 | 8 Comments

di Enrico Giuranno ______  

Facendo la doccia scopro un nodulo che non ricordavo di avere.

Tocco, ritocco, controllo. È sempre lì.

Mi asciugo, mi rivesto e continuo a pensarci.

Il giorno dopo, stessa scena. Continuo a pensare che potrebbe essere qualcosa di serio.

Chiamo il mio medico di base. Non mi risponde. Allora gli scrivo su WhatsApp. Mi risponde via messaggio dopo poco con tre parole: facciamo una eco.

Mi invia la ricetta e corro a prenotare senza dir niente in famiglia. Non voglio che si allarmino prima di capire di che si tratta realmente.

Prima data utile il 5 dicembre, siamo a fine febbraio. Mancano più di 10 mesi. Prenoto.

Non ce la faccio a rimanere col dubbio fino ad allora. È se fosse qualcosa di brutto? E se si dovesse intervenire prima?

Da qualche tempo faccio parte di una associazione di consumatori, la tessera annuale mi è costata 15 euro. Noctua si chiama, so che si occupano con successo anche di liste d’attesa. Gli scrivo subito una mail, gli invio l’impegnativa e i miei documenti.

Sono rapidissimi. Letizia Lanzi (nella foto), presidente dell’associazione Noctua mi risponde che prendono in carico il mio caso e di non preoccuparmi perché andrà tutto bene. “Cose che si dicono in questi casi” penso, ma lei mi sta vicino. Mi scrive, si interessa a me. Mentre le rispondo, penso che se anche il mio medico di base fosse stato umano anche solo la metà di quanto lo è stata Letizia (che non ho mai incontrato di persona), forse sarei stato più tranquillo dall’inizio.

Passano pochi giorni, arriva marzo e ricevo una chiamata dall’asl: mi informano che la mia visita è stata anticipata al 9 maggio, entro i termini  previsti dalla priorità richiesta nella ricetta del mio medico.

Informo Letizia, la ringrazio.

Non sarà il 5 dicembre, ma anche il 9 maggio mi sembra lontanissimo. Non posso fare a meno di pensare che se solo il mio medico avesse richiesto una priorità differente forse…

Letizia continua a starmi vicino e mi incoraggia a parlarne in famiglia. Lo faccio e mi tolgo un peso dal cuore e mi sento più forte.

La sera dell’8 maggio Letizia mi scrive: “è per domani vero? Sei preoccupato?”

Le dico che sono cattolico e non ho paura della morte, ma che certo, ho paura della sofferenza e soprattutto mi dispiacerebbe lasciare i miei cari. Lei mi risponde: “prego per te”.

Ormai è il momento. L’attesa è finita.

Il 9 arrivo per tempo in ospedale. Aspetto un po’. Sono teso ma non lo do a vedere. 

Entro nell’ambulatorio e due giovani medici molto simpatici mi fanno l’ecografia. Chiacchierano fra loro, si parla delle ferie. Poi, come se stessero ancora parlando di fatti loro mi dicono: “è una cisti.”

Staccano il macchinario e si alzano dal loro sgabello.

Io mi rimetto in piedi, mi alzo, mi rivesto: “Ma mi devo preoccupare? non per sfiducia, ma siete sicuri che non sia un tumore?”

“Sì, ha caratteristiche per cui è una cisti e non un tumore”.

Esco. Prendo il cellulare, faccio una foto del referto e la invio a Letizia: “Tutto ok. Nulla di grave!”

Mi risponde dopo qualche minuto: “Grande sospiro di sollievo. Sono contentissima”.

Sono stati due mesi lunghissimi, ma sarebbero potuti essere molti molti di più. È una storia a lieto fine, ma poteva non esserlo e quella ecografia poteva essere anche l’inizio di una faticosa avventura. Non posso non pensarci.

Solitamente non amo raccontare i fatti miei, se lo faccio è perché spero possa essere utile a chi si trova nelle mie stesse condizioni. Letizia non è un personaggio di fantasia, e anche l’associazione di consumatori Noctua esiste davvero e riesce davvero a far rispettare la legge e a garantire i servizi delle asl nei tempi stabiliti dalle ricette.

E le Asl trovano davvero il posto in tempo (lo so, soprattutto questo ultimo passaggio sembra un romanzo fantasy, ma posso testimoniare che è la verità).

Chi avesse bisogno di ulteriori chiarimenti per se o per i propri famigliari o amici può consultare il sito di Noctua https://www.noctua-aps.it/index.php/contenuti/articoli/liste-dattesa

o può scrivere direttamente a segnalazioni@noctua-aps.it

Non perdete tempo a pensarci, prima  gli scrivete e prima loro risolvono.

Category: Costume e società, Cronaca

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Comments (8)

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  1. Ilaria ha detto:

    Grazie per questa storia, nei momenti difficili è bello sapere di non essere soli

  2. Alessandro ha detto:

    Ben scritto e ben fatto

  3. Luigi De Luca ‐ tramite Facebook ha detto:

    Io per fare una gastroscopia prima data 10 marzo 2026…da premettere sono un malato oncologico

  4. Miriam Perrone ‐ tramite Facebook ha detto:

    Si fa tanta pubblicità per la prevenzione …e poi?

  5. Longo Raffaele ‐ tramite Facebook ha detto:

    e poi PUOI MORIRE!
    Nemmeno per il cancro ci sono più priorità ma solo liste di attesa! Uno schifo la sanità!

  6. Giuseppe Fortunato ‐ tramite Facebook ha detto:

    La sanità pubblica in italia non è stata mai cosi’ scadente.Se invece la vuoi fare a pagamento ,te la fanno subito.

  7. Fabi De Lorenzo ‐ tramite Facebook ha detto:

    Questa storia non è utile x niente, anzi mette ancor più in evidenza lo stato di decadenza della Sanità! Se prenoto al cup e mi danno appuntamento x dicembre deduco ke prima non c’è posto. Se poi un’ associazione, sia pur con intenzioni meritevoli, mi prenota x maggio significa ke il posto c’era!!!! Occorre abbattere le liste d’attesa non affidarsi alla conoscenza più potente x anticipare! Finché non ne usciamo da questo meccanismo becero e triste i progressi saranno pochi

  8. Enrico Giuranno ha detto:

    Luigi De Luca non perdere tempo. Scrivi a Noctua.aps

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