LE PIOGGE HANNO MIGLIORATO LA SITUAZIONE, MA OCCORRE INTERVENIRE SULLA GESTIONE DELL’ACQUA

| 22 Febbraio 2026 | 0 Comments

di Graziano De Tuglie ________________

Le intense piogge invernali, che hanno interessato i bacini imbriferi che riforniscono gli  invasi che servono la Puglia, hanno migliorato sensibilmente le riserve idriche pugliesi. Si possono riscontrare facilmente i miglioramenti quando si confrontano i dati attuali con quelli dello scorso anno. La quantità complessiva di acqua disponibile in tutti gli invasi è di 430 milioni di metri cubi d’acqua, nettamente superiore ai 230 metri cubi registrata del 2025.

Nel dettaglio, nell’invaso del Fortore, oggi 18 febbraio, sono presenti 84 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte dei 50 presenti nello stesso giorno di un anno fa. Nell’invaso del Pertusillo se ne registrano 96 a fronte dei 70 presenti nel 2025, nel Sinni (nella foto) ci sono 182 milioni di metri cubi d’acqua rispetto ai 124 del 2025, nell’invaso del Locone se ne registrano 34 mentre un anno fa ce n’erano 27 e, infine, nel Conza oggi sono presenti 34 milioni di metri cubi d’acqua rispetto ai 21 dello scorso anno.

Altra nota positiva è quella suggerita dalla notizia che nel giro di un anno saranno 42 gli impianti di affinamento per i reflui fognari che l’Acquedotto  Pugliese metterà in esecizio con una produzioni di acqua che si avvicina a 70 milioni di metri cubi.

Un ulteriore speranza è custodita nel cosidetto “tubone” che dovrebbe, entro diciotto mesi, far confluire il surplus dell’invaso del Liscione che, ad oggi, viene sversato in mare non essendo in grado, le esigenze lucane, di assorbire il surplus stesso.

I dati non devono però ingannare, non si deve abbassare la guardia; un’annata favorevole non può essere un alibi per non dover intervenire radicalmente sul sistema di gestione delle acqua.

Sono necessari i Lavori che creino una rete di distribuzione delle acque provenienti dall’affinamento per rendere facilmente disponibile all’uso in agricoltura; tutto ciò per impedire che si ripeta lo scempio delle acque depurate e affinate ma sversate in mare per oltre la metà della consistenza. Uno spreco intollerabile.

E’ la vera sfida, costuire un sistema distributivo che consenta di fruire fino all’ultima gocci dell’acqua prodotta dagli impianti di depurazione, non valgono in merito le solite lamentazioni, post produzioni, di quanti denunciano le carenze strutturali di mancate condotte. Arrivando, nel caso di Gallipoli, a costruire una condotte sottomarina per sversare in mare l’acqua depurata e affinata in mare.

Category: Cronaca, Politica

About the Author ()

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.