A LECCE LE PISTE CICLABILI SONO SEMPRE OGGETTO DEL CONTENDERE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’Adoc – ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA E L’ORIENTAMENTO DEI CONSUMATORI – SEDE PROVINCIALE DI LECCE – ci manda il seguente comunicato (nella nostra foto, intervento sulle pista ciclabile di via XXV LUGLIO nell’estate 2024) ________
RISCRIVERE UN PIANO AL MESE NON FA BENE ALLA CITTÀ
INCOMPRENSIBILI LE MODIFICHE ALLE CICLABILI CITTADINE
A Lecce sembra che non si storicizzi nulla. Non si consolidi nulla. Non esista un quadro condiviso di valori, né una direzione strategica che venga perseguita con coerenza nel tempo. È come se la città, sulle scelte strategiche e di piano, non decida mai davvero una direzione e la persegua, ma ogni amministrazione che si succede ritenga necessario, indispensabile, fare marcia indietro e cancellare quanto deciso dalla precedente. Ogni scelta di pianificazione resta così provvisoria, esposta a ripensamenti, revisioni e cancellazioni. Così la città procede a zig-zag, senza una linea chiara.
È accaduto con il PUG, arrivato a un passo dall’approvazione e poi cancellato. Sta accadendo oggi con la rete delle ciclabili. In questi giorni apprendiamo che, a cantiere aperto, si decide di modificare il tracciato di un asse ciclabile fondamentale di penetrazione periferia-centro: il collegamento tra la zona 167 A e il centro storico, destinato a connettere il parcheggio di interscambio di Settelacquare con il cuore della città, viene stravolto. Il percorso scompare, come un fiume carsico, lungo via Cesare Battisti e viene eliminato il tratto previsto su via Costa.
E che dire della pista prevista su via Taranto, asse essenziale per l’attraversamento rapido del quartiere San Pio: un quartiere giovane, popolato da studenti e attività economiche che avrebbero tutto da guadagnare da una mobilità lenta, di prossimità, vitale, anziché continuare a convivere con file di automobili in sosta permanente, che occupano lo spazio pubblico senza contribuire alla vita e all’economia del quartiere. Analogamente, il tratto su via Don Bosco, realizzato solo pochi anni fa e parte integrante dell’infrastruttura che connette il centro cittadino con il Parco Archeologico di Rudiae, sembra oggi destinato, incomprensibilmente, a scomparire, interrompendo una connessione già costruita e funzionale.
E che dire della prima rotatoria ciclabile di Lecce, all’incrocio tra via Benedetto Croce, viale Aldo Moro e via Pitagora, inizialmente protetta da cordoli in gomma e privata di quella protezione appena il giorno successivo, come se la sicurezza potesse essere un elemento opzionale?
No, così non va. I piani e i progetti non si cambiano in corsa in modo episodico e contraddittorio. Se l’obiettivo dichiarato è decongestionare Lecce dal traffico automobilistico e offrire a chi lo desidera la possibilità concreta di lasciare l’auto a casa, contribuendo a una città più ordinata, sicura e salubre, allora occorrono scelte coerenti, stabili e riconoscibili nel tempo.
Riscrivere il programma di sviluppo della rete ciclabile un mese sì e uno no significa indebolirlo, renderlo inefficace e minarne la credibilità.
ADOC esprime, per queste ragioni, seria preoccupazione. Lecce non può tornare agli anni delle piste realizzate a spizzichi e bocconi, dei tracciati che finiscono nel nulla o ricompaiono senza logica a chilometri di distanza. La mobilità sostenibile richiede continuità, visione e responsabilità. Solo una pianificazione solida e di lungo periodo può garantire risultati reali e duraturi.
Chiederemo un incontro al Settore Mobilità per capire la logica sottesa a queste scelte e il perché non si segua una linea coerente nel tempo.
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