POESIE IN FORMA DI HAIKU. “Mia” DI TONI PICCINI SULLA VIOLENZA DI GENERE

Comunicazione dell’editore _____________
Esistono libri che si leggono e libri che si subiscono. “MIA” haiku contro la violenza di genere, l’ultima opera del poeta triestino Toni Piccini, edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno a cura di Diego Martina, appartiene alla seconda categoria. Non è solo una raccolta di haiku; è un referto autoptico in 17 sillabe, una cronaca nera distillata che costringe il lettore – e il redattore – a guardare dove fa male.
In un panorama mediatico saturato da narrazioni retoriche sulla violenza di genere, “MIA” rompe lo schema del “già detto”. Toni Piccini, insignito del titolo di Master Haiga Artist dalla World Haiku Association , utilizza la forma poetica più breve del mondo per descrivere l’abisso più profondo dell’umano. Ogni componimento scava dentro, come sottolinea l’attrice Francesca Brandi nella sua prefazione.
Il libro non si limita alla denuncia, ma traccia un percorso clinico della violenza suddiviso in sette parti. Si parte dall’illusione del “love bombing”, descritto come “lame nei petali delle parole” , passando per la “tela del ragno” della convivenza , fino ad arrivare alla brutalità del gaslighting e all’inevitabile epilogo del femminicidio.
La struttura del dolore: Un’inchiesta in versi
Il volume è un documento sociale che analizza microcosmi quotidiani dove la violenza è radicata. Piccini descrive con precisione chirurgica:
- L’inizio subdolo: La trasformazione dell’uomo in “Dottor Jekyll e Mr. Hyde” subito dopo le nozze.
- La prigione domestica: La sberla che arriva “prima delle nozze” e che viene perdonata, alimentando la catena dell’abuso.
- La violenza economica: La donna che deve “svuotarsi le tasche” anche solo per comprare gli omogeneizzati.
- Il trauma dei testimoni: Il bambino che guarda una stella cadente mentre la madre viene colpita.
“Quando ho iniziato a leggere queste poesie, non immaginavo che mi sarei ritrovata così profondamente coinvolta. Ogni haiku è una goccia, piccola ma potentissima, che scava dentro e risveglia ricordi, pensieri, emozioni sopite. Ho pensato alle donne che ho conosciuto nella mia vita. Alcune amiche, altre solo incrociate per poco… eppure nei loro occhi ho letto gli stessi silenzi, le stesse paure, la stessa voglia di ritrovare se stesse. In alcuni versi mi sono riconosciuta anch’io. Perché tutte, in un modo o nell’altro, abbiamo conosciuto il dolore del non sentirci libere, del dover lottare per essere ascoltate, comprese, rispettate. Questa raccolta non è solo poesia. È una voce. È una mano tesa. È un gesto di coraggio. Ed è anche un invito a non restare indifferenti, a non smettere di credere che si può ricominciare, che ci si può salvare. (Francesca Brandi – Attrice toscana, madre, donna)
Toni Piccini, nato a Trieste, poeta di haiku in lingua italiana. All’opera d’esordio “Haiku Apocrifi” (Albalibri, 2007; prefazioni di Fernanda Pivano e Ban’ya Natsuishi), seguono le raccolte “Medithaiku” (Rupe Mutevole, 2010), “No Password” (Terra d’Ulivi, 2014), “Auschwitz e simili” (Red Moon Press, USA 2018), e la raccolta di photo haiku “a trick of the light” realizzata con Jim Kacian (Red Moon Press, 2026). Ha partecipato a eventi e Festival internazionali di poesia a Tokyo, Budapest, Vienna, e i suoi versi sono presenti in diverse antologie mondiali, fra cui “a hole in the light” (Red Moon Press, 2019), “The sleepless planet” (a cura di Modern Haiku Association, Tokyo 2018) e “Örömutazás” (a cura di Hungary-Japan Association, Budapest 2023). Ha inoltre all’attivo diverse mostre di haiga, sia in Italia che all’estero (Ungheria, Croazia, USA). Gli è stato assegnato l’Award of Excellence (2015) e il titolo di Master Haiga Artist (2017) dalla World Haiku Association (Giappone).
Il curatore – Diego Martina
Nato nel 1986, ha studiato lingua e letteratura giapponese presso la Facoltà di Studi Orientali di Sapienza – Università di Roma, l’Università delle Lingue Straniere di Tōkyō e l’Università di Tōkyō. Ha curato e tradotto tre raccolte di poesia di Tanikawa Shuntarō, e le raccolte di haiku “Sulle note del vento” di Maruyama Daizen, “Solo la luna in silenzio” di Natsume Sōseki, “L’odore dell’acqua” di Kuroda Momoko, e “Chiodi battuti” di Akano Yotsuba. Discepolo della haijin Kuroda Momoko, è tra i vincitori della 76esima edizione del concorso Bashō-ō ken’ei haiku dedicato a Bashō. Attualmente insegna all’Università di Tōkyō e all’Università di Sagami.

Mail – iquadernidelbardoed@libero.it
Il libro lo trovate nella sezione blog del sito della casa editrice
https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/





























