PIU’ PARCHEGGI A PAGAMENTO PER TUTTI!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Cgil di Lecce ci manda il seguente comunicato ___________
Lecce, 8 ottobre 2026 – “Un provvedimento ingiusto, che erode il salario di lavoratrici e lavoratori”. Cgil e Filcams di Lecce criticano fortemente il provvedimento varato dal Comune di Lecce, che dal prossimo 12 ottobre progressivamente allargherà le aree di sosta a pagamento ben oltre il centro, con un sensibile rincaro dei prezzi.
“Una tassa occulta da centinaia di euro per chi lavora a Lecce”, dicono Tommaso Moscara, segretario generale della Cgil Lecce, e Daniela Campobasso, segretaria generale della Filcams Cgil Lecce. Il provvedimento infatti penalizza la sosta lunga in centro (con tariffe orarie fino a 2 euro e 50 centesimi dalla terza ora), scoraggia i consumatori, crea disagi ai residenti dei quartieri popolari (che spesso non possono contare su un garage), fa cassa mettendo le mani in tasca ai lavoratori. “Il Comune corra ai ripari finché è in tempo: convochi d’urgenza le parti sociali e datoriali per trovare soluzioni che mitighino gli effetti del piano su lavoratrici e lavoratori”.
Effetti del Piano. L’ordinanza ridisegna oltre duecento strade della città, allargando la zona tariffata verso i quartieri esterni alla circonvallazione. L’obiettivo dichiarato dal Comune è riorganizzare la mobilità, ma nei fatti si finisce per penalizzare fortemente la sosta di lunga durata, quindi lavoratori e residenti. Un’auto posteggiata tutto il giorno finirà per costare 19 euro, con un rincaro di ben 7 euro al giorno: un salasso da 150 euro al mese in più per chi lavora in città. Scoraggiando i consumatori e stangando i lavoratori, il provvedimento finisce per peggiorare la difficile situazione economica locale e mostra come l’amministrazione comunale sia per niente sintonizzata sulle esigenze reali del mondo del lavoro.
Stangata sui lavoratori. A pagare il prezzo più alto saranno dunque lavoratrici e lavoratori. I più colpiti sono i dipendenti del terziario, del commercio, ma anche i tanti addetti alla ristorazione e alle strutture alberghiere, i lavoratori pubblici e delle scuole. “Nel mirino”, dunque, commesse, camerieri, addetti alle pulizie, insegnanti e operatori scolastici, ossia quella fetta di occupati dove è più forte il ricorso a contratti precari o dove i salari sono spesso molto bassi. Persone insomma che hanno già subito i morsi dell’inflazione, che negli anni si è divorata una buona parte del loro stipendio. Ancor più gravi, le conseguenze del piano comunale, per chi deve sommare al costo del parcheggio anche il costo del carburante, ossia i pendolari per i quali l’automobile è spesso una scelta obbligata vista la non conciliabilità dei turni di lavoro con gli orari del trasporto extraurbano. I costi strutturali della città ricadono sulle spalle e sulle tasche dei soliti noti, quello che un tempo era il ceto medio e che oggi si riscopre sempre più fragile.
La proposta. Il sindacato chiede un tavolo immediato per tutelare i redditi di lavoratori e lavoratrici. “Servono tariffe agevolate e abbonamenti calmierati per i lavoratori e per i pendolari, insieme a nuove aree di sosta gratuite collegate da mezzi pubblici veri e affidabili”, dicono i due sindacalisti. “Esprimiamo la nostra ferma contrarietà a un provvedimento che scarica sui lavoratori un costo ulteriore, in uno dei momenti economici più difficili. Con questa mannaia sui parcheggi, l’amministrazione comunale rischia infatti di aggravare gli effetti dell’inflazione, quando invece dovrebbe adoperarsi per sostenere la classe lavoratrice. Lavoratori e residenti che ogni mattina muovo la città sono invece trattati alla stregua di turisti mordi e fuggi”.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 2 ottobre scorso
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