RAFFAELE FITTO PAGA 170.000 EURO DI CONTRIBUTO ALLA REGIONE PUGLIA

| 8 Ottobre 2026 | 0 Comments

(Rdl) __________________
Chiusura transattiva contenzioso civile tra Regione Puglia e onorevole Fitto

FONTE: Sito Regione Puglia

Innanzi alla Corte d’Appello di Bari, stamane, è stato conciliato il contenzioso civile pendente tra la Regione Puglia e l’onorevole Raffaele Fitto avente ad oggetto fatti risalenti a oltre vent’anni fa e scaturiti dal procedimento penale denominato “La Fiorita”, conclusosi senza condanne.

​Si tratta di tre distinti giudizi civili incardinati dinanzi alle autorità giudiziarie di Bari, due presso la Corte D’appello e uno presso il Tribunale.

​All’esito di un articolato confronto tra i legali delle parti, la conciliazione giudiziale dell’intero contenzioso prevede il versamento in favore della Regione Puglia della somma omnicomprensiva di 170.000 euro a fronte della contestuale rinuncia dell’on.le Fitto alla domanda di rimborso degli oneri di patrocinio relativi ai procedimenti penali subiti.

​L’accordo definisce ogni controversia pendente senza riconoscimento di responsabilità, soccombenza o fondatezza delle reciproche pretese.

Pubblicato il 07 ottobre 2026

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La ricostruzione della vicenda giudiziaria

FONTE: Wikipedia

Nel 2006 Fitto viene indagato dalla Procura di Bari a seguito del finanziamento di 500.000 euro da parte della Tosinvest, società di Antonio Angelucci, alla lista La Puglia prima di tutto creata dallo stesso Fitto in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo la Procura, tale somma sarebbe stata una tangente pagata per ottenere dalla Regione Puglia la gestione di undici residenze sanitarie assistite nell’ambito di un appalto da 198 milioni di euro.

Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei deputati l’autorizzazione a procedere con gli arresti domiciliari di Fitto, nel frattempo diventato deputato. La Camera ha respinto l’autorizzazione all’arresto con 457 voti favorevoli su 462 presenti. Il 12 ottobre 2009 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Fitto, insieme a numerosi altri imputati, ritenuto colpevole di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e finanziamento illecito ai partiti. L’11 dicembre 2009 il GUP ha rinviato a giudizio Fitto per abuso d’ufficio, due episodi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, peculato e un altro abuso e lo ha prosciolto per gli altri reati.

Il 12 febbraio 2013 Fitto è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per i reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio, venendo assolto per gli altri capi d’imputazione.

Il 29 settembre 2015 viene assolto in appello perché “il fatto non sussiste”.

Nel 2017 la Corte di cassazione ha confermato l’assoluzione, riconoscendo tuttavia «il diritto della Regione Puglia al risarcimento del danno».

A febbraio 2020 si è pertanto aperto il procedimento civile presso il Tribunale di Bari, che vede Fitto contrapposto alla Regione Puglia per un ammontare di 189.000 euro più gli interessi.

La vicenda si è chiusa con la transazione di ieri.

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Il commento dei legali dell’on. Fitto

FONTE: Comunicato stampa degli avvocati Francesco Macario, Luciano Ancora e Roberto Eustachio Sisto

Dopo oltre vent’anni e senza che ci sia mai stata alcuna condanna né penale né civile a carico dell’onorevole Raffaele Fitto si conclude una vicenda che, in sede civile, sarebbe durata ancora per diversi anni. A fronte di iniziali ingenti richieste, abbiamo definito un’intesa che prevede il versamento di una somma da noi destinata come contributo alle spese legali sostenute dall’ente, senza alcun riconoscimento di responsabilità. Su questa lunghissima vicenda oggi, scriviamo definitivamente, la parola fine. 

Category: Cronaca, Politica

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