DOPO LA CORRISPONDENZA FRA IL COMMISSARIO DELLA REGIONE PUGLIA E L’AUTORITA’ EUROPEA PER LA SICURZZA ALIMENTARE / L’ EUROPARLAMENTARE ROSA D’AMATO:”Il piano Silletti va fermato immediatamente”

| 15 Aprile 2015 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Bruxelles la portavoce del M5S al parlamento europeo Rosa D’Amato, ci scrive______

“Il Piano Silletti prevede l’impiego su larga scala di insetticidi. Lo ha ammesso lo stesso commissario straordinario nella sua richiesta di chiarimenti all’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare. Se varata, questa misura potrebbe comportare rischi gravissimi per la salute dei pugliesi e per l’ambiente. Dopo l’eradicazioni degli ulivi, insomma, il piano potrebbe arrecare nuovi gravissimi danni alla Puglia. Anche per questa ragione va fermato subito. Nella lettera inviata dal commissario straordinario per l’emergenza Xylella Giuseppe Silletti all’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, egli dichiara apertamente che il suo piano prevede ‘azioni di controllo dei vettori che comprendono anche l’impiego su larga scala di insetticidi. Si tratta di un aspetto molto delicato per il quale incontro una fortissima opposizione da parte di diverse componenti della popolazione’.

Altro che bisturi. Siamo davanti a una pratica che la stessa Efsa ha più volte espressamente sconsigliata per la sua pericolosità e per la sua dubbia utilità”.

Nella lettera di risposta dell’Efsa, infatti, si legge: “L’uso intensivo di trattamenti insetticidi per limitare la trasmissione di malattie e controllare l’insetto vettore può avere conseguente dirette e indirette sull’ambiente modificando intere reti alimentari con effetti a cascata. I trattamenti insetticidi su larga scala rappresentano un rischio anche per la salute umana e animale”.

Per tutte queste ragioni, il piano Silletti va fermato subito, sia l’abbattimento di ulivi, sia l’uso di insetticidi, entrambi su larga scala, rappresentano misure gravissime, che non hanno ancora alcun fondamento scientifico. Mancano, infatti, i test di patogenità, gli unici che possano darci la prova certa dell’origine della moria degli ulivi pugliesi. Come hanno ribadito diversi esperti in questi mesi, il batterio Xylella potrebbe essere solo una delle cause. Ma il governo Renzi, attraverso la Protezione civile, continua a concentrarsi solo su questa, senza prove scientifiche in mano e senza alcun ritegno per la sorte degli agricoltori e dei cittadini pugliesi”.

 

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Comments (1)

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  1. Mario Giugno ha detto:

    …e’ per questo che in qualità di medico territoriale, conoscendo perfettamente da 20 anni questi problemi, ed attualmente “Candidato Consigliere Regionale in Puglia con il Movimento 5 Stelle” alle prossime votazioni del 31 maggio 2015, mi sto impegnando alla risoluzione di queste “porcate” che ci vengono da 20 anni di malapolitica regionale, 10 anni di governo Fitto e gli ultimi 10 anni del governo Vendola, capaci solo di mettere in ginocchio la Sanità nella nostra Regione. Siamo al 15° posto nella classifica delle Regioni Italiane per quanto concerene i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ossia penultimi in Italia, dopo di noi solo la Campania, che comunque vanta una migliore organizzazione del territorio rispetto a noi. Siamo la Regione a più alto tasso di patologie tumorali d’Italia e Lecce è addirittura più colpita da neoplasie rispetto alla stessa Taranto (sede dell’ILVA) e Brindisi (sede della centrale a carbone di Cerano). Assistiamo a quello che il CNR dell’Universita del Salento ha definito il “Paradosso Lecce”, dove a causa del particolare aspetto geografico gli inquinanti emessi dall’ILVA e da Cerano vengono trasporatti ad oltre 160 Km di distanza. Tutto il Salento è oramai una polveriera!! Adesso Vendola ci lascia una folle eredità una delibera regionale che sarà la causa di un “Olocausto” nel nostro territorio. L’irrorazione massiva del Salento con fitofarmaci e pesticidi renderà la nostra terra una “seconda Terra dei Fuochi”. Perderemo il turismo, l’agricoltura, ma principalmente perderemo la salute. La recente pubblicazione del Registro Tumori in Puglia, prende in esame a Lecce gli anni dal 2003 al 2007….ciò che emerge è terribile!! Si deve premettere che le cause o le concause dei tumori registrati si collocano almeno alcuni decenni prima della loro diagnosi. Molto più vicine nel tempo sono invece quelle dei tumori infantili e dei tumori del sistema linfoemopoietico, come le leucemie ed i linfomi.
    Nel 2005 l’ISPRA ha elaborato una mappa in relazione alle emissioni di CO2 nella quale, in quell’anno, la nostra regione è prima in Italia (la CO2 non provoca tumori, ma con essa fuoriescono moltissime altre sostanze tra cui cancerogeni). Ma anche con il dato, sempre ISPRA, che colloca la Puglia al quarto posto in Italia per inquinamento delle acque da fitofarmaci.
    Si tratta di conferme di criticità già note che attendono da anni azioni di prevenzione, essenzialmente politiche (bonifiche, riduzione delle emissioni, nuove produzioni a basso impatto ambientale). Sarà necessario richiedere analisi di dettaglio, per esempio sui tumori infantili, ed una georeferenziane di alcuni tipi di tumori.
    Naturalmente l’incidenza dei tumori non costituisce certo l’unico indicatore di salute di una popolazione. Mortalità, ricoveri, esenzioni del ticket, consumi farmaceutici, certificati di assistenza al parto, malformazioni, i cosiddetti “dati correnti”, le cui analisi continuano ad essere richieste alle ASL da cittadini ed assocazioni, darebbero infomazioni più aggiornate e relative a rischi temporalmente più prossimi a noi (i dati più recenti dei registri tumori sono al massimo relativi al 2009-2010 e, come detto prima, le esposizioni cancerogene risalgono a decenni prima).

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