XYLELLA / ALLA MISTIFICAZIONE SEGUE LA CENSURA

| 24 ottobre 2015 | 0 Comments

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Eleonora Ciminiello______Un video. Un video dissacrante, un video talmente mistificatorio da cadere nel ridicolo. È apparso in prima mattinata sulla pagina Facebook del Commissario Delegato Emergenza Xylella.

Un video brevissimo, una sorta di spot pubblicitario che guarda attraverso gli occhi di un anziano agricoltore gli ulivi: l’uomo rammenta la raccolta e le feste che assieme ai compaesani si allestivano in passato intorno agli ulivi, non semplici alberi, ma compagni, fratelli, padri, AVI  della sua esistenza.

Mentre scorrono le immagini la voce fuori campo ripete le parole che poi sono riportate anche in testa al video «Per separarsi e salvarsi ci vuole un amore più grande, ameno 60 milioni di volte più grande. Un futuro più sano e più forte sta già mettendo radici. Crescere è nella nostra natura».

Separarsi per salvarsi…. un futuro più sano e più forte sta già mettendo radici… crescere.

Ciascuna di queste parole sono un affronto all’intelligenza del Salento e dei suoi abitanti, ma ciò che più mi ha colpito è l’intenzione del Commissario Delegato Emergenza Xylella di voler far passare il piano di questo Stato come un mezzo per costruire un futuro più sano e più forte. NO!

Ho scritto sulla pagina del Commissario ed insieme a me, tante altre persone, anche illustri, tutte indignate per ciò che si stava consumando su quella pagina. Il Commissario Delegato Emergenza Xylella, proprietario della pagina ha deciso di cancellare tutto, proibendoci di continuare a scrivere o commentare le notizie distribuite sulla sua pagina, che ricordo, è la pagina di un Commissario Delegato per l’Emergenza Xylella, quindi un servitore dello Stato, ovvero un MIO DIPENDENTE.

Il commento, per nulla offensivo nei confronti di nessuna autorità, recitava più o meno così:

“Un futuro più sano e più forte sta già mettendo radici… Come fa il futuro a mettere radici più sane e più forti se dopo il passaggio delle ruspe la terra, irrorata con i pesticidi, da rossa e brulla, ha assunto il colore e la consistenza della sabbia?

Come potete sostenere di poter garantire un futuro più sano e più forte se l’unico futuro che state costruendo vede all’orizzonte solo distruzione, malattia e morte?

Da libera cittadina, rivendicando il mio diritto alla salute chiedo che siano pubblicati i risultati delle analisi effettuate sulle cavie sulle quali sono stati testati i prodotti che si è deciso di utilizzare nella mia terra.

Non chiedo i test effettuati sul principio attivo, bensì i test eseguiti sul prodotto finale, che come ben saprà ha effetti ed esiti molto diversi rispetto all’irrorazione con il solo principio attivo.

In difesa della mia salute e della salute di coloro che amo rivendico il diritto di poter vedere pubblicati questi risultati e, nel caso non ne siate in possesso o nel caso in cui non vorrete renderli noti a tutti i cittadini interessati, utilizzerò tutti i mezzi che consente la legge per farvi pagare ogni giorno dell’eventuale sofferenza subita da me o da chiunque a me vicino a causa del vostro incosciente agire”.

Da cittadina mi chiedo chi c’è dietro quella pagina, una pagina che porta il nome di un Commissario Straordinario dello Stato?

Se è una pagina statale, mi chiedo chi ha prodotto quel video e quanto è costato: l’ho pagato anch’io e visto che non ritengo che sia un lavoro ben riuscito PRETENDO che sia eliminato.

Separarsi per salvarsi: un’affermazione che cerca di trovare fondamento nell’idea che l’eradicazione possa fermare il contagio del “batterio”, un’idea che non possiede alcun fondamento scientifico come dimostra il parere di EFSA (l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare) che già nel lontano 2013 sosteneva :«There is no record of successful eradication of X. fastidiosa once established outdoors. Due to the very wide host range, the pathogen may persist on natural or ruderal vegetation or in other asymptomatic cultivated hosts. Vector species are generally polyphagous, therefore insecticide treatment on a specific host crop will not eliminate the infective vector(s) from several other (wild) hosts in the environment, thus increasing the difficulties for eradication».  (http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/3468.pdf)

EFSA sostiene, quindi, che non esistono risultati di successo che confermino che l’eradicazione del batterio sia efficace, come dimostrano gli insuccessi avvenuti nella lontana California e nel vicinissimo Trepuzzi, perché eradicando e irrorando con pesticidi un ulivo “infetto” il vettore non sarà eliminato: esso si trova comunemente su tantissime altre specie selvatiche che restano asintomatiche pertanto continuano ad essere portatrici sane.

Un futuro sta già mettendo radici: saranno quelle del leccino cui oggi il professor Giovanni P. Martelli ed il suo collega Donato Boscia hanno inneggiato durante un’intervista rilasciata alla BBC? Il futuro che vogliono prospettarci è legato all’agricoltura intensiva ed industrializzata?

Inoltre, sempre secondo quanto sostengono i ricercatori e gli addetti ai lavori, Xylella Fastidiosa avrebbe raggiunto il Salento mediante il Costa Rica, passando per Rotterdam. Come confermato dal prof. Christos Xyloiannis solo nel 2012 le piante che dal Costa Rica hanno raggiunto il porto di Rotterdam sono state 43 milioni. Esse non sono state inviate solo in Salento, ma hanno raggiunto ogni parte d’Europa e d’Italia.

Dopo aver eradicato il Salento, sempre che i cittadini lo consentano, cosa succederà? Si spoglierà l’Italia e l’Europa di ogni foglia verde esistente? E poi? Poi pesticidi ed OGM ad essi resistenti? Poi malati, cure e farmaci?

Chi pagherà? Chi sarà il responsabile di tutto questo scempio? Tutti. Dal ricercatore, al governante, dal commissario al cittadino indifferente, perché, attraverso atteggiamenti diversi TUTTI stanno danneggiando il Salento, la mia vita e il mio futuro.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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