BOLDRINI: NON CAMBIEREMO LE NOSTRE ABITUDINI / INTANTO AI BAMBINI VIETATA UNA MOSTRA PERCHE’ IN UN QUADRO C’E’ UNA CROCE

| 15 novembre 2015 | 0 Comments

(v.m.)______Una strage annunciata. I terroristi dell’Isis nei mesi scorsi ci hanno detto chiaramente che avrebbero colpito senza pietà nelle città europee.
Per cui ci saremmo aspettato che dopo l’espressioni di cordoglio, si sarebbe accennato a cosa l’Italia intenda fare in un prossimo futuro per difendere i suoi cittadini.

Ma l’unica preoccupazione che traspariva dalle dichiarazioni degli uomini di governo, era cosa avrebbero potuto dire Salvini o Grillo.
Perciò si sono sprecati i richiami all’unita delle forze politiche, e le minacce a coloro che avrebbero potuto muovere critiche al governo Renzi, perché sarebbero stati messi alla gogna, definiti avvoltoi che strumentalizzano i lutti e parlano alla pancia del paese per motivi elettorali.
La solita intolleranza che caratterizza una certa classe politica, che non sopporta le critiche, ed a queste reagisce offendendo coloro che non si piegano ai detentori dello strapotere politico, mediatico e culturale.
Infatti tutte le volte che la Lega o il Movimento Cinque Stelle criticano il governo, queste critiche vengono definite strumentali e populiste, razziste, fasciste, ignoranti, mentre invece i salamelecchi tributati  al governo Renzi  sono frutto del senso di responsabilità e del senso delle istituzioni che gli uomini del PD hanno.
Chiaro no? Io sono il governo,  la massime istituzione, per cui se tu mi critichi  non hai il senso delle istituzioni, e quindi non sei legittimato a parlare.

Uomini e donne che sono al vertice delle nostre istituzioni, capaci solo di dire che bisogna stare insieme e uniti. Le istituzioni devono essere unite, le forze politiche devono essere unite, l’Europa deve essere unita, e via discorrendo.
Stare uniti per fare cosa? Non si sa.

Ecco un classico esempio dell’incapacità, delle ovvietà e della serie di luoghi comuni che sciorina la nostra classe politica  di fronte a fatti drammatici come la strage di Parigi.
Abbiamo un Presidente della Camera dei Deputati che l’unica cosa che sa dire e che non cambieremo le nostre abitudini, per non darla vinta ai terroristi.
Dichiarazioni queste che si comprenderebbero se fossero fatte al bar o al mercato da gente comune, che non ha nessun strumento a disposizione, ma da un politico ci si aspetterebbe ben altro.
Ora è difficile pensare che non cambieremo le nostre abitudini sapendo che i terroristi potrebbero colpire tutti quei posti dove la gente solitamente si riunisce, come gli stadi, i ristoranti, i cinema, i teatri, le sale dove si tengono concerti e così via.
Come si può affermare che non cambieremo le nostre abitudini di fronte ai terroristi islamici, se già lo facciamo senza che nessuno ce lo chieda? Stiamo rinunciando alla nostra cultura, alla nostra storia, persino all’Arte.

E’ di tre giorni fa la notizia che a Firenze, nelle città del Capo del Governo, i dirigenti scolastici hanno vietato ai bambini della Scuola Elementare Matteotti, di poter visitare una mostra dove erano esposti i capolavori di artisti europei del calibro di Chagall, Picasso, Fontana, Matisse, Munch ecc. perché siccome nella mostra c’erano dei quadri che riproducevano il crocifisso, queste opere potevano turbare i bambini non cristiani.
Ora qualcuno mi potrà obiettare  che quei dirigenti, sono loro ad avere delle turbe mentali che andrebbero curati, oltre che acculturati, però questo è uno spaccato di ciò che avviene in Italia.
Inoltre come si può affermare che non cambieremo le nostre abitudini, se non sappiamo neppure a quanti terroristi abbiamo permesso di stabilirsi in Italia, e ai quali, politici come la Boldrini, sono ansiosi di dare la cittadinanza italiana.

Si dice che bisogna aumentare i controlli sul web, intanto questo governo ha operato i tagli proprio sulla polizia postale che è quella che fa i controlli sulla rete.
Siamo l’Italia dell’ipocrisia che dice di andare sui teatri di guerra, ma poi ha paura di sporcarsi le mani. Apprendiamo che mentre le altre nazioni europee mandano i propri aerei a bombardare le postazioni dei terroristi, l’Italia manda i propri bombardieri  a volare sui teatri di guerra, ma senza bombe, così giusto per dire che anche noi facciamo la nostra parte.

Solo chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere. Qualcuno avrebbe detto solo chiacchiere e distintivo.
Intanto l’Isis avanza, i suoi uomini si sono mimetizzati, integrati, parlano l’italiano, il francese, il tedesco, conducono una vita normale, poi all’improvviso colpiscono.
L’Isis e da tempo che dice che colpirà le città europee, quello che è accaduto a Parigi c’era da aspettarselo.
Nessuno poteva immaginare l’entità della strage, le modalità o  il luogo, ma sapevamo che prima o poi  sarebbe successo.
Le parole di Alfano con le quali la settimana scorsa ha tentato di tranquillizzare gli italiani, sono solo propaganda di governo, e francamente è ridicolo quando  racconta che non siamo stati colpiti perché noi siamo più bravi degli altri.

 Quando ci ha comunicato che in Italia era entrata in vigore “L’Allerta 2 “, pensavamo chissà quale arma segreta, quali 007 fossero stati messi in campo, per poi scoprire che si trattava semplicemente di un migliaio di soldati che verranno utilizzati per dare una mano alle forze dell’ordine per il controllo del territorio.
Questo secondo il governo dovrebbe bastare a fermare dei terroristi che potrebbero colpire ovunque.
Noi crediamo che l’Italia per il momento non sarà toccata in modo pesante dal terrorismo, non perché ce lo assicura Alfano, ma soltanto perché al momento ai terroristi fa comodo avere un paese che non opera alcun controllo alle frontiere, dove potersi stabilire indisturbati,  e da cui con calma si possono raggiungere i diversi paesi europei.
In altre parole un paese inconsapevolmente complice dei terroristi______

Ecco le dichiarazioni della Presidente Bodrini ai giornalisti:

Quello che è successo a Parigi ci riguarda tutti, ci riguarda tutti perché siamo tutti europei.  Evidentemente questo è un attacco  alla nostra civiltà, alla nostra cultura, al nostro modo di interpretare la libertà e quindi è giusto che noi si sia insieme è giusto ribadire che non indietreggeremo mai e che non riusciranno mai  a farci cadere nella loro  trappola,  e la loro trappola è proprio quella che noi si arrivi a riconsiderare i nostri valori e i nostri principi, questo non accadrà mai e dunque è giusto essere uniti stare insieme in questa situazione difficile. Oggi veramente siamo tutti francesi. E’ un conflitto di nuova generazione dove bisogna mettere in atto  dei nuovi modi di rispondere quindi bisogna  lavorare molto con l’intelligence bisogna riuscire a fare in modo che questi individui vengano individuati anche nell’attività del web, il web oggi che è una grande opportunità ma può anche facilitare appunto tutto questo, e quindi ci abbiamo bisogno di strumenti nuovi per vincere questa sfida, che è una sfida che appunto tocca il cuore della nostra identità democratica. Noi non sappiamo ancora chi sono stati, chi sono gli autori di questa strage, sono più di uno non si sa bene quanti siano, quindi è prematuro fare delle considerazioni su questo. Certo è che in questo nostro tempo le frontiere non esistono, non esistono più e quindi la minaccia può essere all’interno come all’esterno per questo anche le misure da prendere devono essere all’altezza della sfida, magari rischiamo di prendere misure che non ci proteggono affatto da questa minaccia quindi bisogna riuscire a valutare con fermezza con lucidità e sempre nella  convinzione che  le nostre libertà civili non ci verranno mai sottratte. Le nostre forze dell’ordine i nostri servizi sono ben consapevoli che quest’attacco è un attacco al cuore dell’europa non è solamente un attacco  alla Francia ed è per questo che noi dobbiamo essere uniti in questo e continuare a vivere come abbiamo sempre vissuto, perché altrimenti saremmo già caduti nella loro trappola.
Ho parlato questa mattina con la Ministra dei  rapporto con il Parlamento, e anche su sollecitazione di alcuni gruppi di opposizione, ho chiesto che il Governo preferibilmente nella persona del Presidente del Consiglio venga alla Camera dei deputati proprio per esporre le proprie valutazione su questa situazione ed è importante che in questo momento ci sia la più vasta collaborazione e la più vasta coesione fra tutte le istituzioni del paese.”

 

Category: Politica

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