POLEMICHE / L’ ADDETTO STAMPA DI GABELLONE STRASCRIVE SUL WEB E L’ OPPOSIZIONE NE CHIEDE LA RIMOZIONE DALL’ INCARICO

| 18 Novembre 2015 | 2 Comments

(Rdl)______Il primo a prendere posizione è stato Carlo Salvemini, capogruppo di ‘Lecce città pubblica’ in consiglio comunale, in una nota rivolta al presidente della Provincia Antonio Gabellone: “Carulli, ignorando l’ appello dei genitori di Valeria Solarin a non seminare odio in nome della loro figlia ha scritto di ‘connazionali puzzolenti che rappresentano il tumore dell’Italia’. Naturalmente parla a titolo personale. E benché quelle frasi rientrino a pieno titolo tra le oscenità, gli riconosco libertà d’espressione. Ma non può continuare a ricoprire il ruolo di portavoce del presidente della Provincia, incarico fiduciario retribuito con soldi pubblici che richiede ruolo senso di responsabilità e obbliga ad avere comportamenti rispettosi e coerenti al ruolo”______

In serata, un comunicato del gruppo ‘Lecce bene comune’ in Provincia rincara la dose: “Condividiamo e sosteniamo la nota del Capogruppo consiliare di “Salento Bene Comune”, Danilo Scorrano, con cui si richiede al Presidente della Provincia di Lecce la rimozione di Cosimo  Carulli dall’incarico di “Coordinatore per le relazioni esterne con i cittadini e gli organismi istituzionali”, in virtù della gravità delle dichiarazioni rese all’indomani dell’attentato di Parigi e della morte – tra gli altri – di Valeria Solesin.
Intrise di ignoranza e odio, le parole di Carulli non meriterebbero alcuna considerazione se non fosse per il ruolo ricoperto, dal quale le volgarità espresse rischiano di impegnare la responsabilità dell’istituzione provinciale nonché di amplificare l’offesa arrecata alla memoria della stessa Solesin, alle persone considerate e ad un settore politico importante a lui evidentemente avverso.
Lecce Bene Comune si unisce allo sdegno ed alla richiesta di sollevare dall’incarico fiduciario il Carulli, annunciando fin d’ora di voler interessare il Prefetto in caso di inerzia dell’ente Provincia”______

Il post (nella foto) di tre giorni fa di Cosimo Carulli, 35 anni, di San Pietro Vernotico, “giornalista professionista, portavoce dell’ amministrazione provinciale e administrative assistant”, come si definisce, “dell’ associazione italiana arbitri”, è ancora là, sul suo profilo “Facbook”. Ha preso 28 “mi piace” e un commento favorevole, più tre condivisioni, che a loro volta hanno però generato una decina di commenti negativi, se non sdegnate reazioni______

Nessuna reazione da parte del presidente Antonio Gabellone: forse anche perché il commento del presidente avrebbe dovuto scriverlo in prima battuta, questa è la prassi, questa è il suo lavoro, proprio il portavoce, commentando egli stesso il putiferio che aveva scatenato______

(g.p.)______Come è nostro costume, abbiamo documentato tutto quanto, affinché i nostri lettori possano farsi con cognizione di causa una propria opinione personale.

Sempre come nostro stile, in occasioni significative, non ci sottraiamo però ad un commento, che affidiamo anch’ esso all’ elaborazione e al confronto.

Che lavoro faccia Cosimo Carulli non è rilevante, perché egli, come tutti, quando non è in servizio,  può fare e quindi anche scrivere cosa vuole.

Come tutti, con gli unici limiti delle normative vigenti, anch’ egli gode del sacro diritto alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione, per di più sul web, che proprio della libertà di espressione è la massima dimensione.

Non è rilevante nemmeno la sostanza di quanto egli ha scritto: si può essere d’ accordo, o non d’ accordo, sia per i concetti, sia per i modi in cui li ha espressi, non è questo il punto.

Il punto è: perché dovrebbe essere rimosso dal suo lavoro, uno che ha espresso da un’ altra parte le proprie, sia pur discutibili e sia pur in forma discutibile, opinioni personali?

Sarebbe un precedente pericoloso, e del tutto fuori luogo.

Sempre a proposito di addetti stampa, non ricordiamo, per fare qualche altro esempio tratto dalla cronaca degli ultimi mesi, sdegnate reazioni di ‘Lecce bene comune’, né di ‘Lecce città pubblica’, che, del resto all’ epoca erano una cosa sola, per il caso della collaboratrice di Nichi Vendola, diventata addetto – stampa dell’ Asl di Lecce, oppure dei ‘funzionari della Regione Puglia’ sorpresi a mandare dall’ ufficio mail a sostegno dei candidati nelle ‘primarie’ del Pd, né, ed è la faccenda più inquietante, per il presidente della regione Puglia Michele Emiliano che si è preso per portavoce sua moglie, pessimo esempio di familismo amorale: e certo per robe simili ci sarebbero state migliori occasioni per esercitare il proprio sdegno.

Detto tutto ciò, specificando che non siamo politicamente d’ accordo né con lui, né tanto meno con la presidenza dell’ istituzione in cui lavora, come la storia di questo giornale può agevolmente dimostrare, nella fattispecie al collega Cosimo Carulli giunga la solidarietà di leccecronaca.it

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca

Comments (2)

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  1. Graziano De Tuglie ha detto:

    E allora cosa si dovrebbe irrogare come sanzione ai tanti che, investiti di ruoli pubblici, si esibiscono ufficialmente in dichiarazioni false stravolgendo la verità fino a quando non incocciano nella magistratura. E spesso, ad eventuale pena espiata, vengono reintegrati nei ruoli in cui platealmente avevano profferito sfacciate menzogne.

  2. antonio carlino ha detto:

    E di tutti quei giornalisti che sono in Rai pagati con i soldi dei cittadini che tutti i giorni straparlano cosa dovremmo dire, giornalisti(sic!) che spudoratamente dichiarano di essere di parte. A loro è consentito il diritto di essere faziosi, senza che nessuno abbia a dire nulla, poi ci si scandalizza perché l’addetto stampa della Provincia esprime il suo pensiero.
    Ci sono tante cose, troppe cose che Salvemini, ha ignorato e continua ad ignorare, che avvengono sia nell’ente Provincia sia al Comune dove lui dovrebbe fare il consigliere di opposizione.
    Un giorno se ne avremo voglia gli faremo l’elenco delle cose che dovrebbe rimproverare al sindaco Perrone e che non fa, e non sappiamo se è perchè incapace o complice.
    Avevo simpatia per Salvemini, forse perché avevo conosciuto il padre, e mi illudevo che sarebbe stato un buon consigliere, oggi purtroppo devo prendere atto che anche lui al pari di tanti suoi colleghi della maggioranza, altro non fa che giocare sul web.

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