LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MODIFICAZIONI CLIMATICHE: MA PERCHE’ IN QUESTA OCCASIONE NESSUNO DEGLI ORGANIZZATORI PARLA DELLE SCIE CHIMICHE?

| 28 novembre 2015 | 3 Comments

di Giuseppe Puppo______

Domenica 29 novembre 2015 è la giornata mondiale contro le modificazioni climatiche, indotte dalle emissioni nocive nell’ atmosfera. Un argomento delicato, e, tutto sottratto, ancora misconosciuto e insondato.

La scienza, almeno nei settori ufficiali, nella sua teorica “neutralità”, le lega all’ emissioni di gas serra dovuti ai processi industriali su scala planetaria.

Gli organizzatori – le tante associazioni ed istituzioni sparse in tutto il mondo – della manifestazione globale di domenica 29 parlano più in generale di “giustizia climatica” da perseguire, legata “ai costi economici crescenti e all’aggravamento delle condizioni di povertà, a difficoltà sempre maggiori nell’accesso all’acqua, alla riduzione della produzione agricola che mette a rischio la sicurezza alimentare, a nuovi motivi di conflitto e di fuga”.

A Parigi a partire dal 30 novembre fino al 12 dicembre 2015, ci sarà un’ ulteriore conferenza internazionale contro i cambiamenti climatici, perché vi si dovrà definire un nuovo piano di riduzione delle emissioni globali di gas serra.

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Io in materia so poco e niente. Però poi ho pure un sospetto, su cui mi aspettavo nell’ occasione di trovare qualcosa di specifico, senza aver invece trovato proprio niente. Cercherò brevemente di riassumere tutto qui adesso, mettendo poi a disposizione leccecronaca.it di chi vorrà contribuire al nostro faticoso, ma doveroso, percorso di avvicinamento alla verità, specialmnte su questa questione fondamentale per il nostro presente, e soprattutto per il nostro futuro, di contemporanei.

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So che le modificazioni climatiche ci sono sempre state, poco ma sicuro, senza con ciò voler includere, escludere, o precludere nulla.

E’ un’ evidenza storica. Per dirne una, la Groenlandia ebbe un tempo il nome di “terra verde” per le sue coltivazioni, per poi diventare ricolma di ghiacciai (che si stanno progressivamente riducendo, lo so, so anche questo).

I mari sono andati e ritornati. Senza andare troppo lontano geograficamente, nella campagna di mio papà vicino Frigole (a Lecce, lo dico per i tanti nostri lettori non salentini) affiorano dalla terra rossa gli scogli, retaggio millenario di quando il Salento era attaccato all’ altra costa del mare e ne fu poi ricoperto.

Senza andare troppo lontano nel tempo, invece, spostandoci appena di pochi secoli, che nell’ eternità della storia sono pochissimo, so nella mia povera cultura medio mediocre  che Pisa era una Repubblica marinara, o che il mar Adriatico si chiama così dalla città di Adria: e voi sapete dove stanno adesso Pisa ed Adria.

Questo, tanto per chiarire che i processi climatici hanno una notevole componente indipendente dalle modificazioni, o alterazioni, dell’ ambiente prodotte dagli esseri umani.

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Detto ciò, voglio dire che tutto ciò non significa giustificare, o assolvere nessuno, perché è altrettanto poco, ma sicuro, che gli esseri umani hanno modificato, alterato e devastato, per dirla tutta, buona parte dell’ ambiente di tutti, e ciò per le ragioni del dissennato così detto “sviluppo” connesso al profitto di pochissimi.

In tale ottica, le ragioni di “giustizia climatica” reclamata dagli organizzatori della giornata di domenica 29 novembre sono sacrosante, e necessitano comunque di ulteriori e urgenti sviluppi concreti.

Ciò implica, pur nella perdurante eclissi delle ideologie, l’ articolazione di un nuovo modello di sviluppo, fuori dalle logiche neocapitalistiche dell’ egoismo e dell’ affarismo.

Riuscire a formularlo e, soprattutto, metterlo in pratica, è la vera sfida per la Politica e quindi – sia chiaro – perché la città siamo noi, nel nostro villaggio globale, per ognuno di noi.

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Ecco, detto anche tutto ciò, io poi ho un sospetto, un terribile sospetto. Mi aspettavo di trovare in occasione della giornata di domenica 29 novembre un qualche cenno di riscontro, o di approfondimento, in materia, da parte degli organizzatori, invece quaesivi et non inveni.

Mi riferisco alle così dette “scie chimiche”, un argomento di cui si parla, ma si parla malissimo, solamente sui siti web specialistici, con toni apodittici, nonché apocalittici, sia da parte dei sostenitori del “complotto”, sia da parte dei loro denigratori, pieni di supponenza e faciloneria.

Io non ho niente contro i complottisti. Non mi piacciono, è vero, i pregiudizi e i ragionamenti non suffragati da prove, questo sì, ma per i complottisti – lo dico chiaramente – anzi nutro simpatia, senza con ciò volermi arruolare nelle loro fila, perché proprio grazie ai complottisti ci siamo avvicinati di molto alla verità su tanti aspetti della nostra storia contemporanea. Semplifico: se non ci fossero stati i “complottisti” crederemmo ancora che l’ aereo di Ustica sia precipitato per un guasto tecnico, che Calvi e Sindona si siano suicidati, e potrei continuare a lungo in tal senso.

Lascio fuori la vicenda suprema dell’ 11 settembre 2001. Mi riallaccio invece, per un ultimo esempio, alla cronaca di pochissimi giorni fa: se non ci fossero stati i complottisti, crederemmo ancora che David Rossi, capo della comunicazione e braccio destro dell’ ex presidente Giuseppe Mussari del Monte dei Paschi di Siena, si sia anch’ egli suicidato.

Poi, se uno vuole continuare a credere che l’ aereo su cui viaggiava e trovò la morte Enrico Mattei, tanto per dirne un’ altra, è caduto da solo, beh, buon per lui e saranno fatti suoi.

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Dicono i complottisti  che da una ventina di anni ormai nei nostri cieli (pure nei nostri qui nel Salento:  la foto che pubblichiamo, una fra le decine che abbiamo a disposizione, è stata scattata qualche mese fa da Marco Centonze vicino Lecce, particolarmente interessata dal fenomeno, quasi a cadenza quotidiana) avvengono spargimenti di sostanze chimiche da parte di aerei militari a scopi sia bellici, sia “commerciali”.

Si fanno quindi esperimenti per una guerra futura, o per ragioni commerciali presenti: gli scopi delle emissioni, documentati dalle “scie chimiche” degli aerei, sarebbero le modificazioni climatiche  finalizzate allo scatenarsi di eventi catastrofici; esperimenti anti radar; creazione di ampi elettromagnetici favorevoli a tali obiettivi; danneggiamento  delle colture agricole basate su piante non modificate geneticamente e inquinamento degli ecosistemi per determinare un incremento esponenziale del costo delle risorse idriche ed agricole residue; sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica, e altre nefandezze ancora più orribili.

E scusate se è poco.

In prima fila, gli Stati Uniti d’ America, come denunciato pubblicamente qualche giorno fa per la prima volta in Italia al grande pubblico di massa dalla cittadina americana Romina Power e come solo noi di leccecronaca.it abbiamo ripreso e sottolineato:

http://www.leccecronaca.it/index.php/2015/11/01/romina-power-chock-ospite-del-popolare-programma-domenicale-di-rai-1-parla-di-scie-chimiche-e-va-giu-duro-contro-gli-usa-fanno-cose-che-nessun-altro-farebbe/

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Una colossale bufala, sono tutte cazzate, e giù insulti, si ribatte dall’ altra parte. Non c’è niente di provato scientificamente, e le scie chimiche sono semplice effetto della condensazione e solidificazione del vapore acqueo al passaggio degli aerei.

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Beh pure le emissioni in atmosfera dell’ Ilva, fotografate e denunciate dai Tarantini questa estate, ricorda il povero cronista medio mediocre, sarebbero semplice vapore acqueo secondo la scienza, e non sto scherzando: sta scritto, purtroppo, in un documento ufficiale dell’ agenzia regionale. Come del resto secondo un ministro del nostro recente passato, sul cui nome voglio stendere quel pietoso velo,  i Tarantini si ammalerebbero di tumore perché fumano troppe sigarette.

Voglio dire questo e in questo mi è maestro Bertold Brecht: sulla presunta neutralità di certa scienza è lecito nutrire qualche dubbio.

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Forse è ancora prematuro, ma sarebbe abbondantemente già tempo, e quando avverrà non sarà mai troppo tardi: è possibile discutere senza pregiudizi e con cognizione di causa su tutte queste cose, per cercare serenamente di capirci qualcosa, e regolarci di conseguenza?

 

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Category: Cronaca

Comments (3)

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  1. Marco ha detto:

    Le scie chimiche sono una realtà da molti anni, nello Space preservazione act del 2001 il Congresso degli Stati Uniti annoverava le chemtrails tra le ” exotic weapons “, cioè armi concepite per danneggiare l’atmosfera, l’ecosistema naturale o il clima.
    Seguo questo problema dal 1997, anno in cui vidi per la prima volta una scia chimica stampata nel cielo sopra la mia città…Prima di allora non sapevo cosa fossero, eppure i cieli qui a nord li avevo percorsi tante volte, su e giù, a bassa quota e ad alta quota , d’estate o d’inverno con le gambe a penzoloni fuori dal portello o stipato dentro un elicottero con una ventina di fusti..Vedevo un traffico aereo bestiale ma scie mai…
    Ora c’è chi insiste a indagare come i fratelli Marcianò di Sanremo, ma qualcuno gli rende la vita dura.

  2. Scie chimiche : informazione corretta - tramite Facebook ha detto:

    Il termine complottista,è un’etichetta che viene data per uscire facilmente da temi molto scomodi che potrebbero scoperchiare parecchie cose,fatta questa premessa,ottimo articolo complimenti. 🙂 – e grazie per aver trattato questo tema spinoso.

  3. Kelle ha detto:

    Oggettivamente un ottimo intervento. Seguo con entusiasmo il sitoweb http://www.leccecronaca.it. Proseguite con questa grinta.

    visita codesto indirizzo internet

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