CAVALLINO, ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2016: SONO GIA’ QUATTRO LE LISTE IN CAMPO

| 10 Febbraio 2016 | 5 Comments

(v.m.)______Ormai è ufficiale, se l’accordo provinciale raggiunto dal Segretario del PD Piconese, con Forza Italia, e con la lista di Stefàno, dovesse sostanziarsi con la candidatura di Carla Rugge a Cavallino,  Roberto Serra insieme agli iscritti del PD cavallinese che lo seguiranno, presenterà una sua lista.
E siamo a quattro liste.
La Lista Gorgoni che candida a sindaco Bruno Ciccarese nipote di Gorgoni; la lista del Movimento Cinque Stelle, su cui al momento non si hanno altre notizie se non quella che vengono corteggiati da tanti politicanti, rimasti senza casa, che oggi si vorrebbero riciclare, ritrovare una verginità perduta, grazie a questi ragazzi.

Poi c’è un’altra nipote di Gorgoni, Carla Rugge, che verrebbe candidata in una lista, che al momento non ha ancora un nome, e che qualche simpaticone ha suggerito di nominarla LISTA FORZA-PD; la quarta è la Lista Democratici in Cammino, di cui non si conosce al momento il nome del candidato sindaco, ed è la lista voluta da Roberto Serra che nelle scorse settimane ha rotto con  la segreteria provinciale del PD, e con gli altri consiglieri comunali Daniele Gigante già candidato sindaco, e Donatello Lezzi con un passato da vice-Parroco prima,  a vice-Commissario della sezione del PD di Cavallino, ora.

Ma cosa sta succedendo a Cavallino? Come mai il Consigliere comunale Roberto Serra a pochi mesi della fine del mandato, l’altra mattina alle 8,30 si è dimesso dall’incarico di capogruppo consiliare del PD, e perché i due consiglieri che negli ultimi dieci anni a lui si sono affidati in tutto e per tutto, quattro ore dopo si recano in municipio per sfiduciarlo? cosa è successo, come mai il PD si spacca brutalmente e platealmente?
Abbiamo cercato di farci raccontare i retroscena, gli antefatti, cercando di mettere a posto i diversi pezzi del puzzle, per avere un quadro d’insieme.
Evitiamo di ripercorrere la storia di questa sezione. Il PCI, PDS, PD negli anni,  con il proprio operato ha determinato nel bene e nel male tutte le grosse operazioni che sono state fatte, Zona Commerciale, Mega-discarica, cementificazioni di intere aree urbane, voto a favore della realizzazione della centrale a biomasse. Perciò cercheremo di dare una lettura di quanto sta accadendo evitando di farci influenzare da quanto avvenuto in passato.

Il 23 novembre scorso, alla presenza del Responsabile provinciale Enti locali del partito Mauro Maggio, riuniti in assemblea, gli iscritti della sezione di Cavallino e Castromediano, con 18 voti a favore e 5 cinque contrari hanno votato un documento nel quale si sosteneva che il prossimo candidato alle elezioni amministrative del centro-sinistra doveva essere un iscritto del PD o comunque indicato dal partito e che avesse esperienza amministrativa.

Per cui dopo una prima e superficiale lettura, ci era sembrato che, in modo poco diplomatico, il segretario sezionale Roberto Serra si fosse in qualche modo autocandidato, e sinceramente la cosa ci ha sorpreso conoscendo la sua esperienza ed anche il suo modo di porsi nei confronti degli interlocutori, che è sempre garbato, persino con quegli avversari che in questi anni non hanno risparmiato critiche né a lui, nè agli altri consiglieri del suo partito.

Ora se si vuole costruire una coalizione vincente solitamente non si parte del candidato sindaco, per quanto ognuno in cuor suo ne abbia uno da indicare, in questi casi il “bon ton politico-paesan-amministrativo” prevede che le diverse forze si mettano intorno ad un tavolo, prima perdano tempo a parlare di programmi, magari di strategie, e dopo essersi ben bene studiati e magari stuzzicati, alla fine, e solo alla fine, ognuno tira fuori dalla manica la carta che sino a quel momento è stata tenuta ben nascosta.

Pertanto chi ha letto quel manifesto senza avere altri dati, ha pensato che si stesse facendo l’ennesima cortesia alla compagine gorgoniana, che da venticinque anni governa indisturbata il paese.
Una lista di partito tesa a rompere il fronte contrario all’amministrazione, insomma ciò che in passato più volte il PD aveva fatto.
Inoltre, la voce che gli avversari interni di Serra avevano fatto circolare, era questa: “ è la solita manfrina, si sono accordati con Gorgoni, lui gli ha dato una mano alle regionali con Blasi, loro ricambiano la cortesia alle amministrative”.
E INVECE NO!

A quanto pare stavolta le cose non stanno così.

Anche perché, ci riferiscono che Sergio Blasi  a queste ultime elezioni regionali, a Cavallino ha preso 450 preferenze, mentre il candidato gradito al segretario Provinciale Piconese, Abaterusso ha preso 478 preferenze.  Quindi se teniamo presente che Blasi è stato il Consigliere Regionale più votato in Puglia, se a Cavallino prende meno voti del suo concorrente, non può essere accusato di intese con il nemico.
Il problema invece sembrerebbe essere questo: Blasi, appoggiato solo da Serra, prende all’incirca gli stessi voti del suo competitor, sostenuto da tutti gli atri consiglieri.
Ecco il problema è tutto qui.
Roberto Serra, segretario della sezione di Cavallino e Castromediano non ha seguito le indicazioni della Segreteria Provinciale e ha preferito e fatto votare Blasi invece di Abaterusso.

Quindi la sezione è stata commissariata e al posto di Serra oggi c’è un Commissario: Sergio Paladini, intimo di Abaterusso.
Vicende simili stanno interessando altre sezioni della provincia vicine a Blasi.
Serra poteva essere un ottimo candidato, una solida cultura politica,  ha esperienza amministrativa, ha fatto il Consigliere per dieci anni, inoltre il lavoro che svolge lo porta a conoscere bene i meccanismi della macchina amministrativa.
Perciò per quale motivo la sezione cavallinese che si riconosceva in Serra, era uscita allo scoperto con quel manifesto? Una mossa ingenua?
No, una necessità.
Si trattava di dire ad alta voce alla Segreteria Provinciale, che  non poteva imporre ai cittadini di Cavallino e Castromediano un candidato sindaco scelto da tre persone nel chiuso di una stanza, per motivi  e con accordi che solo loro tre conoscono.
E chi erano questi tre signori? i Segretari Provinciali del PD, di Forza Italia e della Puglia in Più, del vendoliano Dario Stefàno, che avevano fatto un accordo, e deciso che il candidato sindaco, anzi sindaca, a Cavallino sarebbe stata calata dall’alto e la sezione ed i suoi iscritti avrebbero dovuto ingoiare il rospo e tacere.
Solo che stavolta non si trattava del solito rospo, dovevano ingoiare qualcosa di più indigesto… Carla Rugge.
Sì, la stessa Rugge che inizia il suo percorso politico nel partito di Gianfranco Fini, quando Alleanza Nazionale era al Governo con Berlusconi e governava la Regione Puglia, la città di Lecce era amministrata da Adriana Poli Bortone, ed il leccese Alfredo Mantovano era sottosegretario agli Interni con il Ministro leghista Maroni.

All’epoca in Italia e anche a Cavallino si respirava aria di rinnovamento, si dava vita ad una grande coalizione, fatta di pezzi di forze politiche tradizionali, e connotata dalla forte presenza di associazioni di cittadini.
Così chi aveva fondato Allenza Nazionale ed era consigliere comunale uscente prese la decisione di non candidarsi ma riuscì ad imporre come candidato sindaco di questa grande lista civica la Rugge, che in quel momento era un volto nuovo.
Volti noti erano invece, i due capolista, Roberto Baldassare da una parte e Valerio Melcore dall’altra, con due storie alle spalle completamente diverse.
Roberto Baldassarre, fratello dell’eurodeputato fittiano Raffaele, figlio di un grosso personaggio della Democrazia Cristiana Gaetano Baldassarre, dall’altra Valerio Melcore, sostenuto dagli amici del Circolo Culturale il Cavaliere, che aveva fatto un’opposizione durissima all’Amministrazione Gorgoni, dentro e fuori il Consiglio comunale.
La lista della Rugge fece una campagna elettorale sotto tono, completamente sbagliata: una lista che si prefigge di sostituirsi a chi governa non può volare basso e tenere toni sommessi, nonostante questo limite perse per poche decine di voti.
Non riuscirono a convincere 70 elettori a votare per loro invece che per la Lista Gorgoni.
Qualche mese dopo essere stata eletta consigliere Comunale, invece di mettersi alla testa di coloro che volevano il rinnovamento del paese, Carla Rugge passò armi e bagagli con l’avversario.
Alla faccia di chi l’aveva sostenuta e votata.
Successivamente si candidò, nella Lista Gorgoni divenendo organica all’amministrazione di zio Ninì.
Cinque anni fa, alla fine del mandato, pare a causa di una mancata  candidatura a sindaco al posto di Michele Lombardi, ruppe con l’amministrazione. Tentò di presentare una lista ma qualcosa andò storto e questa  fu bocciata dalla Commissione elettorale circondariale.
Da più parti si sostiene, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali, che Carla Rugge si sia iscritta al PD e con lei, persone a lei vicine.  Certo è che a Cavallino è in atto un mutamento genetico del partito.
Mentre Carla Rugge è sempre fedele a se stessa.
Iscritta ad  Alleanza Nazionale, quando era al Governo della nazione e della Puglia, ora che a governare è il PD, coerentemente, prende la tessera del nuovo partito di governo.

Category: Politica

Comments (5)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. antony balton ha detto:

    Vorrei sapere il nome di chi ha scritto l’articolo, perche’ non ne ha azzeccata una, poi per la lista Gorgoni e canditato il nipote bruno o quello che sta dietro di lui o tutti e due, di fatto adesso abbiamo il sindaco lombardardi ma chi comanda e Gorgoni.

  2. redazione ha detto:

    Gentile Antony Balton, mi sorprende che tu ponga una domanda alla quale hai già risposto. Per cui chiunque sarà il candidato sindaco a governare sarà colui che sinora ha governato.

    Poi, commentare un intervento piuttosto articolato con un semplice non “ne ha azzeccata una” ci sembra un modo un po’ riduttivo di argomentare.

    Siamo a conoscenza di quanto questo articolo abbia dato fastidio agli uomini di partito di destra e di sinistra.
    La storia di Cavallino è costellata di aiuti dati a coloro che governano da 25 anni. Per chi ha la memoria corta, ci sono i documenti che lo testimoniano.
    Ci sono stati lunghi periodi in cui da Cavallino i partiti erano spariti dalla circolazione, e non era un caso che a fare l’opposizione c’erano semplici cittadini senza alcun partito alle spalle.
    Comprendiamo che fare l’opposizione è un lavoro faticoso e poco piacevole, e quindi non ci meravigliamo che a tanti spesso l’entusiasmo sia venuto meno.
    Però, quando i cittadini organizzano un incontro in cui invitano scienziati, esperti, persone qualificate per spiegare quale sia il pericolo per la salute dei cittadini nel momento in cui si costruisce un Mostro come una Centrale a Biomasse, quanto meno chi riveste la carica di consigliere comunale partecipa per documentarsi.
    Invece consiglieri comunali, invitati disertano e due giorni votano dopo la delibera che dà il via libera a questo mostro all’unanimità.
    Beh c’è qualcosa che non va. O no?

  3. Federico ha detto:

    Condivido solo in parte quanto scrive il vostro redattore.
    A Cavallino è storia risaputa, GORGONI HA SEMPRE AMMINISTRATO CON LA COMPLICITA’ del PD locale e provinciale. Uno dei suoi migliori amici era il Senatore del PD Giovanni Pellegrino, per non parlare di Rotundo, Frisullo ecc. Solo con Maritati non riuscì a legare.
    Oggi rispetto al passato non è cambiato nulla anzi, il PD provinciale ancora una volta si accorda con Gorgoni.
    Ecco l’operazione in due parole.
    La Rugge insieme al suo gruppetto di Alleanza Nazionale viene tesserata al PD, e il Segretario Provinciale Pitonesse d’accordo con Forza Italia la impone come candidato sindaco della lista del centro-sinistra, era ovvio che ciò avrebbe creato dei malumori fra gli iscritti del Partito Democratico di Cavallino e Castromediano, e su questo Pitone contava. Ecco ora il piatto è pronto.
    La lista che deve perdere è pronta, alla guida l’avv. Rugge, che non ha alcuna credibilità politica essendo passata da A.N. al PD, da fiancheggiatrice di Gorgoni ad avversaria di questo.
    Ma, per tutta sicurezza, a volte i cittadini riservano brutte sorprese, il PD viene spaccato in due.
    Ecco non c’è più alcun rischio, ora è certo che la Lista Gorgoni vincerà.

  4. Antonella ha detto:

    La Carla è una brava ragazza e io la voto. Perché solo i paracarri non cambiano idea, e poi anche se si è iscritta al Partito dei comunisti, il partito di Alleanza Nazionale non esiste più, Fini non è più presidente della Camera, la signora Poli non fa più il sindaco, quindi era libera di decidere dove accasarsi.
    Poi bisogna guardare alle persone no alla politica.

  5. antony balton ha detto:

    Cara redazione, vorrei sapere se parlate delle elezioni del 2016 o di elezioni avvenute nel 15-18, penso che dovreste
    leggere un po di libri per documentarvi almeno minimamente di tutti gli avvenimenti politici elettorali che si sono succeduti dagli anni 50 ad oggi.

Lascia un commento