LE MISURE DI ‘intgrazione al reddito’ DELLE FAMIGLIE DISAGIATE PREVISTE DALLA GIUNTA EMILIANO AGITANO LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO. CRITICO SAVERIO CONGEDO DEI ‘COR’: “Da dieci anni fate solamente propaganda e niente fatti”. LA PROTESTA DEL MS5: “I soldi da dare ai poveri vanno trovati colpendo i privilegi dei politici. Ripresenteremo il nostro reddito di cittadinanza”

| 1 marzo 2016 | 0 Comments

(Rdl)______Giornata di discussione oggi al Consiglio regionale della Puglia sul disegno di legge sul così detto reddito di dignità, contenente misure di contrasto alla povertà ed in favore dell’inclusione sociale volute dalla giunta pugliese guidata da Michele Emiliano, che l’ ha definito: “un gesto d’amore per il prossimo”.

In serata il provvedimento è stato approvato con trenta voti favore e nove contrari.

Si tratta di una misura di integrazione del reddito in cui – è detto nella relazione di Alfonso Pisicchio, della lista ‘La Puglia con Emiliano’ – l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione sociale attiva che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali e che è tenuto a rispettare. Il patto è differenziato a seconda delle caratteristiche individuali e finalizzato alla presa in carico complessiva del nucleo familiare. Il trasferimento economico è quantificato fino all’importo massimo di 600 euro mensili per una famiglia di cinque componenti, che varia a seconda della composizione familiare.

Proprio secondo ‘La Puglia con Emiliano’, il provvedimento “qualifica altamente la nostra attività di governo. Certo, non risolverà tutti i mali della crisi occupazionale che ha investito la Puglia e il Sud, ma siamo convinti che offrirà un supporto concreto a tutte le famiglie in difficoltà. è il più grande prototipo di contrasto alla povertà. È una legge umile ma ambiziosa”.

Critico con la giunta Saverio Congedo, dei ‘Conservatori e riformisti’: “Da oltre dieci anni la regione ha promosso una serie di interventi dai nomi accattivanti ‘Bollenti Spiriti’, ‘Principi Attivi’, ‘Ritorno al futuro’, ‘Piani lavoro’, dei quali non si ha un report che ne attesti la reale efficacia e faccia conoscere i reali benefici prodotti, ma guardandosi intorno viene da credere che abbiano prodotto più conferenze stampa che concreti interventi di contrasto alla povertà e posti di lavoro. 

Il provvedimento sul “Reddito di dignità” si inserisce in questo non esaltante contesto, in quanto si tratta di misure di carattere esclusivamente assistenzialistico di cui non si percepisce una vera ricaduta sul tessuto sociale ed economico del territorio. Ci sembra, piuttosto, un provvedimento-bandiera da sventolare ad uso propagandistico sul palcoscenico della politica nazionale e regionale. Abbiamo un’idea diversa del contrasto alla povertà e di “reddito di dignità” fondato sullo sviluppo e sulla crescita che però non possono prescindere da almeno due condizioni: riduzione della pressione fiscale e dell’appesantimento burocratico. Esattamente il contrario di quanto è avvenuto in Puglia nell’ultimo decennio”.

Apertamente ostile il M5S, che, come è noto, a livello nazionale si batte per la concessione del reddito di cittadinanza. Nel tardo pomeriggio, i consiglieri pentastellati hanno abbandonato per protesta i posti loro riservati e sono andati a sedersi tra il pubblico, (nella foto), annunciando che non parteciperanno al voto finale.

In serata, è appena arrivata in redazione una loro dichiarazione congiunta: “Ci saremmo aspettati da questa maggioranza e dal governo lo stesso senso di responsabilità che abbiamo dimostrato noi e di cui tutti sono testimoni, lavorando a questo provvedimento con spirito propositivo e costruttivo; purtroppo così non è stato e si è preferito mettere il bene dei pugliesi in secondo piano rispetto a mere strategie di partito. A questo punto inseriremo le nostre idee in una vera proposta di legge di Reddito di cittadinanza che presenteremo a breve.

Se la maggioranza PD ed il Governo sono davvero intenzionati ad aiutare chi è più in difficoltà devono comprendere che non si fa una misura che “dà ai poveri togliendo ai poveri”. Ed è in questa ottica che, tra i tanti emendamenti migliorativi presentati per spirito di responsabilità ad una misura che nulla ha a che fare con il Reddito di cittadinanza del M5S, abbiamo presentato anche unaproposta di incremento del fondo a favore delle fasce deboli attraverso il taglio dei privilegi ai politici, cioè con riduzione delle nostre indennità e l’abolizione dei vitalizi per gli ex-consiglieri che oggi costano ai pugliesi decine di milioni di euro, proposta contenuta anche nella proposta di legge che presenteremo a breve. Una proposta che si sarebbe potuta approvare o bocciare come purtroppo spesso accade, e invece di fronte a questa proposta ci è stata comunicata, manco a dirlo, una immotivata “assoluta inammissibilità” e quando ci siamo permessi di chiedere invano chiarimenti in merito, abbiamo ricevuto l’inaccettabile risposta del presidente del consiglio regionale Loizzo, del Pd,  che ci ha zittiti rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione”.

In particolare, Antonella Laricchia ha diffuso la seguente dichiarazione: “Per la Regione  Puglia  è inammissibile proporre emendamenti che aboliscano i vitalizi degli ex Consiglieri e riducano gli stipendi dei Consiglieri Regionali, impiegando quei soldi per un serio reddito di cittadinanza. Quindi non ci ha permesso di discutere questi emendamenti e di votarli.

Davanti all’ennesimo smacco nei confronti dei cittadini, dopo aver fatto di tutto per migliorare questa offesa alla dignità dei Pugliesi,  abbiamo abbandonato i lavori e siamo rimasti tra i cittadini”.

 

 

Category: Politica

Lascia un commento