LA FEDE NON SI DIMOSTRA A TAVOLA

| 24 marzo 2016 | 0 Comments

di Gianfredo Ruggiero * (saggista, ecologista, per gentile concessione del circolo culturale Excalibur di Torino)______

Un bel giorno Dio chiamò a rapporto Abramo e gli ordinò di uccidere suo figlio Isacco come prova di fede.

Quando Abramo, sul Monte Moriah, stava per scannare il suo unico figlio, arrivò il contrordine: “invece di tuo figlio ammazza un montone, fa lo stesso”. E da quel giorno l’agnello sacrificale divenne il simbolo, di sangue, della Santa Pasqua.

Fuori dalla fede ci domandiamo: come può un Dio, che si definisce buono e magnanimo, ordinare ad un suo discepolo di compiere il più atroce dei delitti? E come può un padre, per assecondare i desideri del proprio Dio, apprestarsi a compiere l’insano gesto?

Ognuno di noi si domandi se valga veramente la pena rendersi complice dell’uccisione di un agnello, un esserino che non ha neppure avuto la possibilità di diventare adulto, per ingraziarsi il proprio Dio. La fede in un Dio, qualunque esso sia, si dimostra tutti i giorni con gesti di pace e di amore e non seduti ad una tavola imbandita.

Amici credenti, cristiani e musulmani, pregate di più e sacrificate di meno.

 

Category: Cronaca

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