DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 26 marzo 2016 | 0 Comments

ITALIA______

Taranto – Ennesimo incidente accaduto nella giornata di ieri all’Ilva di Taranto: un capoturno in servizio al Treno nastri 2 dell’Ilva è rimasto sfigurato al volto e ferito al petto dopo essere stato colpito dalla catena della cesoia del finitore. L’operaio è stato soccorso e trasportato urgentemente all’ospedale Santissima Annunziata, nel quale è tenuto in prognosi riservata. L’azienda e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza si sono riuniti subito per chiarire la dinamica dell’infortunio. La catena doveva essere imbragata con ganci che si stringono mano a mano che la stessa viene sollevata. Sorge il dubbio se il capoturno stesse tentando una manovra di disincaglio o se si sia spezzato un giunto, liberando tragicamente la catena che lo ha colpito. La SPESAL (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) continua le sue verifiche necessarie per conto dell’Asl di Taranto. Non c’è pace mai pace per i lavoratori del sito siderurgico ionico.

ITALIA______

Roma – “Il caso non è affatto chiuso. Non c’è alcun elemento certo che confermi che siano stati loro”. Da Roma il diktat è chiaro, gli investigatori e gli inquirenti impegnati nell’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni non mollano l’osso, ma cominciano a nutrire diversi dubbi sulla fantomatica svolta arrivata dall’Egitto. Sono già passati due mesi dalla scomparsa di Giulio e le autorità italiane sono ancora in attesa degli atti chiave dell’inchiesta egiziana, ancora non spediti in Italia. Balza all’occhio una strana incongruenza nella ricostruzione fornita al Cairo: il primo dubbio è legato al ritrovamento dei documenti di Regeni, poiché non è credibile, che una banda di sequestratori e rapinatori abbia conservato per mesi passaporto e telefoni con il rischio reale di essere scoperti. Anche uno stupido se ne sarebbe liberato con velocità. Il sospetto, sempre più fondato, è che quei documenti siano stati conservati da un terzo soggetto per poi tirarli fuori al momento opportuno.

MONDO______

Bruxelles – Sono tre gli italiani rimasti feriti nel doppio attentato dinamitardo del 22 marzo scorso a Bruxelles. Sono giovani e lavorano ormai da diverso tempo in Belgio: Chiara Burla, 24 anni, originaria di Varallo Sesia (Vercelli) e residente a Firenze; Marco Semenzato, 34 anni, architetto originario del Veneto, stabilitosi da tempo a Bruxelles; Michele Venetico, 21 anni, dipendente dell’aeroporto della capitale belga, figlio di immigrati di origini sicule. I tre nostri concittadini sono vivi per miracolo, stando alle testimonianze riportate al tg1, ma fortunatamente sono stati subito dimessi dall’ospedale dopo un’accurata medicazione.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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