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BERTINOTTI A CAVALLINO IN CAMPAGNA ELETTORALE: CULTURA, PROPAGANDA, O PESCE D’APRILE?

| 31 marzo 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota a firma di Giampaolo Falco, candidato a sindaco di Cavallino del M5S______

“Tempo addietro fu Gianfranco Fini a presentare un suo libro, il primo aprile tocca a Fausto Bertinotti, e non è uno scherzo… Con questa ennesima manifestazione ‘culturale’, l’amministrazione comunale di Cavallino scopre il suo vero volto: quello che ha rimosso le bandiere dei pensionati SPI, della CGIL – ai cui iscritti va la nostra solidarietà – e quelle arcobaleno della Pace da una struttura pubblica.

L’arrivo di Fausto Bertinotti, un tempo personaggio di rilievo della politica italiana, richiama pratiche di governo vecchie, che non vedono nella cultura una possibilità di arricchimento per l’intera comunità, ma piuttosto un momento di glorificazione per pochi, di propaganda.

Il tutto è avvenuto grazie anche ad una forma di gestione della cosa pubblica quantomeno originale che si è rafforzata, nel corso degli anni, grazie ad una maggioranza cavallinese che ha visto, compartecipe delle scelte dei governanti, una minoranza che nel silenzio più assoluto, non solo non ha opposto alcuna resistenza alle scelte di questa amministrazione cittadina ma, fatto ancora più grave, non ha sentito la necessità di farsi portavoce delle istanze dei cavallinesi dentro il consiglio comunale né, al contrario, di far conoscere ai cittadini, le scelte che, nell’assise comunale, vengono prese.

Ci chiediamo che cosa resterà al paese dopo che Bertinotti sarà andato via, cosa avrà lasciato a Cavallino…

Qualora ci dovesse essere data la possibilità di amministrare, coinvolgeremo i cittadini, perché si possano concordare e discutere le politiche culturali, sportive e giovanili.
Le manifestazioni non si svolgeranno solo al centro di Cavallino ma saranno dislocate nelle periferie. Castromediano, che è ormai una cittadina, avrà il ruolo di primo piano che gli spetta, calamitando gente da tutta la Provincia. Perché, per noi, la cultura non è spesa ma investimento, certi che ci possa essere un ritorno (economico oltre che di aggregazione sociale) per tutti i cittadini, e non d’immagine per pochi.

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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