GRAZIE PER LA FOTO

| 2 aprile 2016 | 1 Comment

Grazie per la Foto Fiore, ma Lecce Cronaca desidera di più…

Noi l’invito alla “Maria De Filippi” glielo abbiamo recapitato, ora sta al caro Fiorellino rispondere, perchè ancora “piange il telefono”.

Rosario ieri ha portato in scena al Politeama Greco lo spettacolo “L’ ora del Rosario” e oggi (e pure domani) si ripeterà facendola in barba a Paganini. Lo showman è in giro per la ville Barocca a gustare pasticciotti e rustici, ma forse ha dimenticato un piccolo e sonante episodio accaduto proprio a Lecce più di venti anni fa.

Lui conduceva il karaoke e passò da Piazza Sant’Oronzo con la sua musica, ma il nostro direttorissimo Giuseppe Puppo lo punzecchiò con un articolo che vennè ripreso sulle colonne rampanti de La Repubblica.

Ci fu un po’ di gelo tra l’entourage dell’artista e il giornalista leccese e la questione andò per le lunghe sfiorando l’incidente “diplomatico”. A distanza di decenni i due uomini di cultura non si sono mai chiariti bevendo un “Cafè Barocco”,

ma never say never, perchè può essere questa l’occasione giusta (se Rosario vorrà). Siamo sicuri che il nostro direttore potrebbe cantargli “Non succederà più” della meravigliosa Claudia Mori e Fiore da buon gustaio potrebbe ripescare un ever green della musica napoletana: “stringimuce a cussì, anema e core…”.

Dai Fiorello Dai,

Il caffè e il pasticciotto te lo offriamo noi!

Tra galantuomini ci si capisce sempre, soprattutto all’Ora del Rosario…

Fiore leccecronaca.it ti chiama!

Category: Costume e società, Cultura, Eventi

Comments (1)

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  1. direttore ha detto:

    Sorrido. Piccoli – grandi giornalisti crescono. Io, ai “miei” ragazzi insegno, fra le altre cose, che un giornalista si deve sempre prima documentare, qualunque argomento debba affrontare. Sorrido per questo. Evidentemente Annibale, dovendo parlare di Fiorello, si è documentato…E, documentandosi su internet, ha trovato un’ eco, ancora presente, anche se confusa, di quella polemica che risale ai primi anni Novanta. Un’ altra vita.
    Comunque, non era piazza Sant’ Oronzo a Lecce, era piazza Vittorio a Torino, dove vivevo. E io, in una corrispondenza per un quotidiano romano, non “punzecchiai” Fiorello, anzi, lo difesi, da un attacco di autorevoli intellettuali radical – chic dell’ allora sinistra impegnata filo Pci, che disprezzavano il suo karaoke. Scrivendo – io – bene del suo karaoke, fenomeno di massa giovanile nazional popolare.
    Quel giorno successe un caso, anzi, un casino ( eh sì, il giornalismo poi è un’ avventura, e risponde sempre a meccanismi di ripercussioni imponderabili). “La Repubblica” mobilitò alcuni dei suoi migliori opinionisti, andò avanti due giorni a fare paginoni, tutti gli altri quotidiani ripresero “il caso”. Perché tanto era bastato per far diventare Fiorello “fascista”, e il povero passò alcune settimane a rilasciare dichiarazioni chiarificatrici. Sorrido. Altri tempi, per fortuna. Ormai, non c’è più niente a chiarire. Non dobbiamo pensare al passato, ma sempre al domani, anzi…Al dopodomani!

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